Spell - Dolce mattatoio (1977)
Con Jane Avril, Martial Boschero, Paola Montenero, Giovanni De Angelis
La trama
L'opinione più votata
Di maldoror scritta il 16/11/2009 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
L'accusa di Cavallone è dunque nei confronti dell'uomo che, con la sua grettezza e ottusità, sarebbe sordo alle esigenze vitali della donna e colpevole di soffocarne il desiderio, la vitalità e la fantasia, subordinandola al ruolo di serva o di semplice animale da piacere, di bestia. L'uomo incarna di volta in volta tutti gli aspetti negativi della società e del materialismo in essa dominante: vi è in primo luogo una critica piuttosto sprezzante e sarcastica del comunismo, in particolar modo di un certo materialismo "feuerbachiano" castrante secondo cui "l'uomo è ciò che mangia" (il protagonista del film, membro del partito comunista del paese, è ossessionato da immagini di apparati digerenti che sovrappone di volta in volta a quelle di donne nude e seducenti, affermando con un tono tra il compiaciuto e lo sconfitto "a volte è utile ricordare ciò che siamo"). Ma ad essere sotto accusa è in realtà un po' tutto il proletariato, tanto quello comunista, sordo ai richiami del piacere e della fantasia in quanto i suoi sforzi devono essere interamente indirizzati alla causa sociale (come ricordato sempre dal protagonista), quanto quello religioso. Non vengono infatti risparmiati strali, com'è nella tradizione surrealista, nei confronti del bigottismo e dell'ipocrisia cattolica: il padre che addirittura arriva ad avere un rapporto sessuale con la figlia perchè non avverte più attrazione per la moglie bigotta, imbruttita e invecchiata, la quale riuscirà a riconquistarlo riscoprendo la propria sensualità repressa; abbiamo inoltre una satira della Chiesa e della mercificazione e degradazione dei valori religiosi dal sapore tipicamente bunueliano (la prostituta che nasconde i soldi dietro il crocifisso ricorda moltissimo quello tramutato in coltello di Viridiana), nella figura di un sacerdote che regala più santini al bambino che riesce a distribuire il maggior numero di biglietti della lotteria, o che organizza una lotta tra omaccioni oliati per affidare al vincitore il compito di portare il crocifisso in processione.
Poi abbiamo un macellaio i cui impulsi sessuali deviati si confondono con pulsioni di morte, e che infatti, dopo essersi eccitato di fronte alle forme provocanti delle ragazze del paese, è solito accoppiarsi con i quarti di manzo appesi nella sua cella frigorifera. ESPANDI +
25 maggio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Spell - Dolce mattatoio"
Non si stenta a capire perché il film attragga le attenzioni di tanti amanti del genere e perché venga acclamato come opera di genio. La regia di Cavallone è sicuramente interessante, a tratti criptica ed i contenuti sono ad alto tasso di impudenza. Il crocifisso con appeso un uomo di spalle, le immagini ricorrenti del gallo che probabilmente è lo stesso che nel finale vedrà partire il suo collo per la tangente, i flash continui di immagini tra loro apparentamente (e forse realmente)...
voto al film: 
5 febbraio 2012 Opinione di hallorann su "Spell - Dolce mattatoio"
“L’uomo, la donna e la bestia - Spell Dolce Mattatoio” è l’opera più nota dell’underground Alberto Cavallone, autore controverso degli anni settanta. Il suo cinema trasgressivo e fuori dagli schemi usuali del cinema italiano di genere pur essendo originale si nutriva di suggestioni e intellettualismi terzi. Il comunista Fausto Deveria con la moglie demente richiama l’ingegnere Michel Piccoli con moglie depressa del DILLINGER E’ MORTO di Ferreri, sempre lui Deveria sogna di...
voto al film: 
20 novembre 2010 Opinione di mm40 su "Spell - Dolce mattatoio"
Cavallone è la dimostrazione che Pasolini non è stato un caso isolato nel panorama culturale italiano. Questo Spell - dolce mattatoio (altrimenti detto L'uomo, la donna e la bestia) è opera di straordinario impatto visivo e, per quanto talvolta grezza e morbosa nell'approccio, straripante di contenuti. In un centinaio di minuti di racconto corale ci viene descritto minuziosamente l'abominio in cui quotidianamente trascorre la sua vita la gente di un paesino...
voto al film: 
12 luglio 2010 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Spell - Dolce mattatoio"
Tra i titoli più celebri del surrealista Cavallone che deve molto nello stile a certo Pasolini (sopratutto Teorema) e Andy Warhol ma che vive di vita propria tra metafore e deliri. Comunque un'interessantissima denuncia alla società dei consumi e in particolar modo di un certo modo di fare pubblicità riducendo tutto (anche l'essere umano) a merce da vendere o comprare. Forse il regista ispirandosi al suo periodo ha provato a fare della fantapolitica. I tempi odierni...
voto al film: 
16 novembre 2009 Opinione di maldoror su "Spell - Dolce mattatoio"
Il film vuol'essere un pamphlet contro il materialismo dominante la società dell'epoca, ma anche un saggio sul rapporto fra i sessi caratterizzato da uno spirito polemico e anarchico, anche piuttosto incline al femminismo, abbastanza tipico di quegli anni (si parla dei "seventies"), nonchè un'esaltazione del desiderio e della fantasia di stampo chiaramente surrealista (così come lo sono i riferimenti figurativi e lo stile a-narrativo adottato dal...
voto al film: 
24 gennaio 2009 Opinione di kotrab su "Spell - Dolce mattatoio"
Devo ancora metabolizzarlo, ma L'uomo, la donna e la bestia è sicuramente uno dei film più scomodi, accusatori e anarchici mai prodotti in Italia. A. Cavallone era un iconoclasta, un colto provocatore, uno tanto sbeffeggiato dalla società quanto lui ne era l'analizzatore e il documentarista surreale, uno che preferiva essere dimenticato e non visto piuttosto che accettare compromessi che avrebbero snaturato il suo pensiero e il suo stile: che le sue idee fossero...
voto al film: 
24 gennaio 2009 Opinione di vomitonero su "Spell - Dolce mattatoio"
Dare insufficiente a questo film può significare solo 2 cose: 1) non averlo visto 2) non apprezzare il cinema geniale surreale d'autore
voto al film: 
20 dicembre 2007 Opinione di scapigliato su "Spell - Dolce mattatoio"
Già alla prima visione, “Spell” ovvero “incantesimo” (e il paragone con la nota serie tv mette i brividi per le differenze di accezione), il “dolce mattatoio” di Cavallone ti entra sotto i vestiti e ingigantisce i tuoi pruriti fino a farti sentire pulito anche in un bagno di merda. Con tutte le dovute distanze dalla defecatio, che resta una pratica squallida se contestualizzata all’eros (almeno per me che, pervertito sessualmente lo sono eccome, ma merda e piscio le lascio...
voto al film: 
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:




















