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Frankenstein (1931)

[Frankenstein, USA 1931, Horror, durata 71', b/n]   Regia di James Whale
Con Boris Karloff, Colin Clive, Mae Clarke



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Frankenstein: assente
Ritmo ritmo in Frankenstein: forte
Impegno impegno in Frankenstein: minimo
Tensione tensione in Frankenstein: presente
Erotismo erotismo in Frankenstein: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Frankenstein

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Frankenstein (voti: 57 media: 4,16) 57

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La trama

Il barone e scienziato dott. Frankenstein trapianta su un morto un nuovo cervello e lo riporta alla vita tramite l'applicazione di un fluido magnetico. Ma la materia grigia innestata è quella di un pazzo criminale: la creatura, al tempo stesso infantile e sanguinaria, si libera dei suoi guardiani e incomincia a uccidere.  

Inglese a Hollywood, James Whale rese il Frankenstein di Mary Shelley una vera e propria icona del '900. Pare fosse stato proprio lui a inventare la maschera del mostro, anche se il merito fu attribuito al geniale tecnico del make up Jack Pierce. Sublime Boris Karloff nel ruolo principale.

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L'opinione più votata

Di kotrab scritta il 25/09/2010 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto ottimo

Non è il primo adattamento del capolavoro letterario di Mary Wollstonecraft Shelley, diciottenne, avendo avuto una tradizione teatrale fortunata già dal XIX secolo e alcune operazioni filmiche (anche in Italia), ma col Frankenstein diretto da J. Whale, inglese, Hollywood e la Universal hanno marchiato l'immaginario collettivo in maniera indelebile. A sua volta derivato dall'adattamento teatrale di Peggy Webling, il film del 1931, pur non essendo del tutto fedele al libro, è una cornucopia di tematiche universali ed esistenziali: già il titolo shelleyano il Prometeo moderno esplicita il filo conduttore tra il mito, radice arcaica della civiltà occidentale, l'attualità e il futuro soprattutto, non solo europei; già con Whale (o meglio, già a teatro) il vero polo d'attrazione è il mostro, la nuova creatura, l'essere vivente artificiale, quindi un morto vivente prima ancora dell'èra zombie (con le ovvie differenze fisiche e metafisiche), però il motore - il barone Frankenstein (un ottimo C. Clive) - è restituito nella sua figura scissa, inizialmente, tra follia ed ebbrezza della scoperta e razionalità che riacquista coscienza, una personalità che tuttavia non ha ambizioni se non lo sviluppo della scienza e della conoscenza universale.
Come si diceva, però, il fulcro metaforico è il mostro (l'inimitabile e leggendario B. Karloff, che lo umanizza e gli rende dignità), simbolo non solo di sé stesso nell'economia della storia narrata, ma anche dell'uomo in rapporto a Dio, del suo rapporto conflittuale a sua volta scisso tra mistero della vita e mistero della morte, forza motrice e inerzia, fluidità organica e deterioramento, desiderio di sostentamento materiale e volontà di conoscenza dell'origine e della meta (la creatura che scopre un raggio di luce tenue, mentre ha terrore del fuoco diretto, troppo aggressivo per la sua fragilità interiore, ancora una volta contrapposta alla sua potenza fisica che è tale proprio nella mescolanza di materia organica e inorganica). La sua è un'universale e magnifica metafora soprattutto del diverso, dell'essere "originario" che da un lato viene gratuitamente discriminato e aggredito (il servo che lo maltratta con la torcia), dall'altro non ha ricevuto adeguata cognizione dei fatti, non ha avuto educazione e capacità di discernimento. Tutti aspetti che emergono dal rapporto diretto con la bambina, sua pari in quanto pura d'animo e contrapposta alla normalità dell'uomo adulto "sano" ma dalla razionalità che in realtà è più sottomessa a pregiudizi, una scena di commovente idillio e delicatezza espressiva destinata alla tragedia con allarmante ingenuità e in cui esplode la consapevolezza una volta avvenuto l'errore.
Lo stile di Whale è perfetto, di una essenzialità e morbidezza nate già classiche e assolute, in quanto trascende la particolarità del genere orrorifico ed equilibra il dionisiaco con l'apollineo, l'espressionismo (incredibile la stilizzata suggestione iniziale al cimitero, addirittura commovente invece la "nascita" della nuova vita) con un approccio che sembra presa diretta della realtà andando oltre lo stesso documentario, una specie di crasi fra teatro e neorealismo ante litteram (la scena al lago con la bambina), caratteristica accentuata dalla scelta felice di non far intervenire una colonna sonora musicale, "relegata" a cornice nei titoli di testa e di coda, ma usando esclusivamente suoni d'ambiente, di movimenti e dell'atmosfera psicologica e meteorologica. 10
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SI

Opinioni su Frankenstein


14 marzo 2011 Opinione di Axeroth su "Frankenstein"
Axeroth

IL MOSTRO PIù FAMOSO DEL '900 | - Mary Shelley è stato un genio, col romanzo "Frankenstein o il moderno Prometeo" a soli 19 anni, ha inventato quello che diventerà l'emblema, il simbolo, delle paure umane e del terrore per il diverso, l'omofobia, l'inconscio umano, il sublime nell'orrore, la forza nella morte, l'innocenza nel crimine, la malvagità della tecnologia. Tutti concetti antitetici o apparentemente senza legami, e invece sono tutti aggettivi...

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a Frankenstein (1931)

nessun commento
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2 novembre 2010 Opinione di Sollyman su "Frankenstein"
Sollyman

Il film del 1931 doveva essere il seguito di Dracula, uscito nello stesso anno, e ad interpretare il ruolo della creatura era stato scelto Bela Lugosi, ma i contrasti tra l'attore e la Universal indussero la casa di produzione a scritturare Karloff, una scelta  azzeccata perchè fu un strepitoso successo. Un cult memorabile che a dispetto degni anni non invecchia mai, resta tutt'oggi uno dei massimi capolavori del cinema. Diretto in modo magistrale da James Whale. Non perdetevi,...

voto al film: Sollyman assegna il voto ottimo a Frankenstein (1931)

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25 settembre 2010 Opinione di kotrab su "Frankenstein"
kotrab

Non è il primo adattamento del capolavoro letterario di Mary Wollstonecraft Shelley, diciottenne, avendo avuto una tradizione teatrale fortunata già dal XIX secolo e alcune operazioni filmiche (anche in Italia), ma col Frankenstein diretto da J. Whale, inglese, Hollywood e la Universal hanno marchiato l'immaginario collettivo in maniera indelebile. A sua volta derivato dall'adattamento teatrale di Peggy Webling, il film del 1931, pur non essendo del tutto fedele al libro,...

voto al film: kotrab assegna il voto ottimo a Frankenstein (1931)

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31 agosto 2010 Opinione di Luke Vacant su "Frankenstein"
Luke Vacant

A vederlo oggi risulta sciocco, prevedibile, quasi comico, per niente pauroso. Tuttavia, per chi sa addentrarsi bene dentro il film, conserva ancora un'aura di mistero e di paura. Karloff porta sullo schermo una delle migliori maschere del cinema horror ed è perfetto nella parte, assolutamente perfetto.

voto al film: Luke Vacant assegna il voto buono a Frankenstein (1931)



17 maggio 2010 Opinione di OGM su "Frankenstein"
OGM

C’è stata un’epoca in cui era il furor di popolo, e non i dogmi, a porre un limite alla ricerca medica; però, allo stesso tempo, non faceva scandalo pensare che il crimine fosse una tara congenita, indelebilmente scritta nel tessuto cerebrale. Difficile stabilire dove si collochi l’oscurantismo, se nel fatalismo di chi crede che la vita, la morte, il male siano frutto di una immodificabile predestinazione, oppure nell’ingenuità di chi pone una...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Frankenstein (1931)

nessun commento
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5 dicembre 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Frankenstein"
Mathiasparrow

E’ l’ultima tappa della genesi horror, ma soprattutto una delle rare opere che parlano correttamente il linguaggio del cinema muto pur essendo provviste di colonna sonora. Il lavoro di Whale si concentra principalmente sulla resa cromatica e geometrica delle scenografie, realizzate con cura maniacale e poi splendidamente incorniciate dalla cinepresa. Dialoghi e musica possono aggiungere ben poco alla magnificenza delle immagini. Frankenstein resiste orogogliosamente alla prova...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a Frankenstein (1931)

2 commenti
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2 novembre 2009 Opinione di jonas su "Frankenstein"
jonas

Un classico del genere horror, che si prende molte libertà rispetto al romanzo di Mary Shelley (poi rifatto filologicamente da Branagh, con esito non entusiasmante) ma che con la sua forza espressiva ha saputo diventare a sua volta un punto di riferimento imprescindibile per chi in seguito si è misurato con questa vicenda. Di più: il personaggio del mostro è arrivato a prevaricare nell’immaginario collettivo quello del suo creatore. Qualunque spettatore si...

voto al film: jonas assegna il voto buono a Frankenstein (1931)

2 commenti

26 giugno 2009 Opinione di lucarocks su "Frankenstein"
lucarocks

Il film è imprescindibile, ha dato avvio a tutto il filone sul mostro e la sua raffigurazione a tutto l'immaginario collettivo, ma oggi non appare più il capolavoro di un tempo. Rimane comunque un buonissimo film con numerose scene memorabili, come quella dell'incontro con la bambina, ma, soprattutto nella parte centrale, perde spesso un po' di smalto. Magnifiche le scenografie e l'atmosfera orrorifica creata.

voto al film: lucarocks assegna il voto sufficiente a Frankenstein (1931)



27 luglio 2008 Opinione di colonel blimp su "Frankenstein"
colonel blimp

Il secondo adattamento cinematografico del romanzo della Shelley, subisce l’influenza del dramma teatrale britannico omonimo di Peggy Webling, aggiungendo il tema dello scienziato che assume il ruolo del creatore (per inciso, in Shelley non si parla di elettrodi e fulmini). Piace tuttora del Frankenstein di Whale, la verticalità insistita della scenografia, il gusto per l’ambientazione ottocentesca europea (che a Hollywood, era sempre sinonimo di incubo), lo sviluppo compiuto di tutti i...

voto al film: colonel blimp assegna il voto buono a Frankenstein (1931)

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25 maggio 2008 Opinione di www lacineteca tk su "Frankenstein"
www lacineteca tk

Il dottor Henry Frankenstein, con l'aiuto dell'assistente Igor - con la caratteristica gobba - vanno alla ricerca di cadaveri, disseppellendoli dal cimitero. Lo scopo è creare la vita e fu proprio per questo ambizioso progetto che lo scienziato, venne cacciato dalla facoltà di medicina di Goldstot. La stessa nella quale, incarica ad Igor di rubare il cervello sano di un certo Normal Brain, qualcosa va storto all'insaputa dello scienziato, un suono spaventa Igor che fa cadere e rompere il...

voto al film: www lacineteca tk assegna il voto buono a Frankenstein (1931)




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