Gioco di donna - La recensione di FilmTv
Con Charlize Theron, Penélope Cruz, Stuart Townsend, Thomas Kretschmann, Steven Berkoff
La recensione di FilmTv
Un drammone d’epoca col passo dello sceneggiato noioso, casalingo, televisivo
In una notte buia e tempestosa, il 19enne irlandese Guy Malyon mentre lavora alla sua scrivania si vede piombare in casa una splendida fanciulla, fradicia e bagnata. È la famosa Gilda Bessé, metà francese e metà americana, in fuga da qualcuno, da qualcosa, da se stessa. Siamo a Parigi, negli anni ‘30. Hitler è sul punto di sfondare gli argini, in Spagna sta per cominciare una sanguinosissima guerra vicile, gli ebrei scappano o vengono rinchiusi. Insomma, il mondo ribolle, ma la divina Gilda si dedica al suo sport preferito: l’edonismo. A lei e a Guy si aggiunge, poco dopo, Mia, iberica caliente, perfetta per chiudere il triangolo equilatero. Siamo in zona Jules et Jim con capovolgimento femminista. Siamo tra le atmosfere letterarie di Anaïs Nin e Gertrude Stein, siamo nella pittura dei Picasso e degli Chagall, nei bianco e neri di Cartier-Bresson, nel cinema di Renoir, nella musica di Trenet e Josephine Baker, nei vestiti di Coco Chanel ed Elsa Schiaparelli. Peccato che il film sia squisitamente compilativo: superficiale come una sfilata di moda. E che l’erotismo sia patinato come una pagina di “Playboy” e dunque innocuo. Come del resto il film, interpretato, sceneggiato, diretto e - soprattutto - pensato per una visione rigorosamente e noiosamente casalinga.
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