Sin City - La recensione di FilmTv
Con Bruce Willis, Mickey Rourke, Jessica Alba, Clive Owen, Elijah Wood, Rosario Dawson, Benicio Del Toro
La recensione di FilmTv
La replica perfetta delle tavole di Frank Miller è visivamente affascinante ma senza cuore
A sorpresa in Concorso al Festival di Cannes, Sin City di Robert Rodriguez e Frank Miller ha già vinto una scommessa. Ha avuto successo negli Stati Uniti e così si sta pensando al sequel. Le storie dei romanzi a fumetti di Miller sono ancora parecchie, quindi perché no? Capolavoro dell’arte in sequenza, Sin City si è ammantato negli anni di un’aura di culto particolare. Il tratto di Miller, le sue storie disperate, il suo mondo in bianco e nero, espressionista: non si era mai visto nulla di simile. Un mito ingombrante. Specie se lo si voleva rispettare alla lettera. Così ha fatto Rodriguez. Gli attori hanno recitato davanti a schermi verdi in spazi vuoti. Tra loro si sono incontrati solo in cabina di doppiaggio, come per un cartoon. Il regista tex-mex ha poi digitalmente riempito i green screen con l’iconografia del fumetto, che ha imbrigliato i personaggi rendendoli quasi statici. Il risultato, da un punto di vista estetico, è sontuoso, perfetto. Ma anche algido. Inoltre, ed è la cosa peggiore, il film è uguale ai comics ma non avendone capito il senso diventa una replica sterile. La (Ba)sin City di Miller è il posto più schifoso del mondo, in confronto al quale la Louisiana di Robicheaux è il paradiso. Solo una cosa è più forte della violenza, della cupa disperazione, dei peccati di uomini e donne: l’amore. Rodriguez non ha saputo rendere il romanticismo tragico delle tavole, così tutta la bellissima impalcatura crolla come un castello di carte. Un film senza cuore.
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