Opinione di luisasalvi su Match Point
Con Scarlett Johansson, Jonathan Rhys-Meyers, Brian Cox, Emily Mortimer, James Nesbitt
- negative [28]
- sufficienti [26]
- positive [163]
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Credo (5-01-2009) che mi deciderò a inviare le mie opinioni su film e registi senza darne il giudizio sintetico in numero di stelle, per evitare che il dibattito utile sul senso di un film venga sostituito da quello inutile sul giudizio, sempre relativo, ma assurdo quando si prescinde dal senso, come di solito avviene. Ho visto Match Point da non molto tempo, e non ne ricordavo più nulla; vedendolo ne ho ricordato la battuta iniziale sulla pallina che tocca la rete e per un attimo non si capisce da che parte andrà a cadere; la vediamo al rallentatore, poi ferma per un attimo esattamente sopra la rete: se cade dall’altra parte vinci, se invece ricade dalla tua parte perdi. Fra le “brillanti” conversazioni da salotto, si parla anche del rapporto fra talento e fortuna: conta molto di più la fortuna, come nel caso della pallina che batte sulla rete. È il senso del film, alla maniera di Allen, cioè la battutina paradossale su cui il film è basato e da cui prende il titolo. A sviluppare questo tema, tutto un film e una vicenda ovvia da telenovela: Chris, un giovane irlandese di povera famiglia, promettente giocatore di tennis, rinuncia all’agonismo per fare il maestro di tennis ed entrare nel bel mondo londinese nella speranza di una diversa carriera. Ci riesce subito, facendo amicizia con Tom, giovane rampollo di ottima famiglia che lo introduce in casa, dove viene accolto con simpatia e dove la sorella Chloe, mite e dolce e forse troppo ingenua, se ne innamora subito aprendogli splendide prospettive per il futuro. Nel frattempo lui incontra la bellissima Nola, americana aspirante attrice priva di talento, fidanzata di Tom, e fra i due nasce subito evidente attrazione. Lei cede una volta, ma poi lo evita per moralità professionale di cercatori di dote, mentre lui, più imprudente, la cerca ancora, anche se sposa Chloe. Invece Tom lascia Nola e sposa un’altra. Quando Chris ritrova Nola ne diventa amante fisso finché lei non resta incinta e rifiuta (“questa volta”) di abortire: se è vero che lui la ama deve dirlo alla moglie, lasciarla e venire da lei, altrimenti sarà lei a dirlo a Chloe. Chris cerca di guadagnare tempo, ma alla fine deve decidere, e non trova nulla di meglio, per salvare posizione e carriera, che uccidere Nola in un delitto studiato in modo raffinato per farlo sembrare accidentale: si reca a casa di Nola prima dell’arrivo di lei, entra in casa dell’anziana vicina e la deruba dei suoi poveri “gioielli”, poi aspetta l’arrivo di Nola e la uccide, facendo credere che un rapinatore l’avesse uccisa perché scoperto mentre usciva dalla casa della vicina dopo il furto. Così infatti viene interpretato il delitto. Intanto Chris getta i gioielli rubati in Tamigi; ultimo rimastogli in tasca la fede, che getta da lontano, si inceppa sul muretto del fiume, rimbalza un attimo come la pallina da tennis vista all’inizio, e... ricade sulla strada, dalla sua parte. Lui non se ne accorge, e noi capiamo, giusta la lezione iniziale, che sarà la fine: la polizia la troverà, scandaglierà il fiume in quel punto, si capirà che non si trattava di un delitto per rapina, si indagherà e sarà la sconfitta. Del resto Chris se la aspetta, all’inizio del film leggeva Delitto e Castigo, e sa come finiscono i delitti. Soprattutto nei film, e tanto più in quelli americani.
Ma, questo, Allen lo ha ambientato in Londra... La polizia ha scoperto un diario di Nola, in cui è narrato il suo rapporto con Chris, che perciò viene convocato e indagato; un ispettore insiste a sospettarlo e spiega, giustamente, l’omicidio dell’anziana vicina e il furto come astuzie per sviare le indagini; Chris vede i fantasmi delle sue due vittime che lo rimproverano e sembra aspettare la giusta punizione, ma alla centrale di polizia l’ispettore che aveva visto giusto viene smentito da un fatto inoppugnabile: è stato ucciso un drogato che aveva in tasca la fede della vittima, evidente prova che era stato lui a ucciderla. Intanto Chloe ha la bella notizia di essere finalmente incinta: si festeggia e alla nascita dell’erede si augura ancora di avere più fortuna che talento, poiché è questa che conta. Ma, qualche volta, si vince se la pallina, o l’anello rubato, cade dalla tua parte e non dall’altra. Sai che battuta! Tutto un film per concluderla...
In uno dei suoi primi film "seri”, Io e Annie, Alvy (Allen), che conosce Annie in una partita di tennis, racconta la storiella del tizio che dice allo psichiatra che suo fratello è pazzo e crede di essere una gallina, ma non vuole ricoverarlo perché poi chi gliele dà le uova? Commenta che così sono i rapporti uomo-donna, assurdi e pazzi, ma continuano perché ognuno ha bisogno di uova. Uova o palline da tennis o fedi nuziali. Relazioni che piacciono ad Allen e che perciò non credo siano casuali. Sottolineate dal titolo del film e dall’immagine iniziale e finale, della pallina e poi della fede rimasta in sospeso, poi caduta in modo da far prevedere una sconfitta mentre determina il successo (che forse non è una “vittoria”). Eppure, tra tante decise lodi al film, non ho visto segnalare questo particolare, centrale, che fa del film uno scherzetto, sul tipo di quelli di Oliveira. Anche il modo di condurre la storia ricorda quello dell’anziano regista portoghese: ormai indifferenti alla storia e alle emozioni, che non provano né provocano, anche se a volte le mostrano nei personaggi, ma stancamente, in modo poco convincente...
Tutta la prima parte del film è condotta freddamente, con immagini statiche di cui ho cercato invano di cogliere un senso espressivo o artistico e che mi piacerebbe sentire spiegate da lodatori che lo dicono magnifico senza aiutare ad apprezzarlo. Nella seconda parte il film si sveglia, ma come telenovela; l’accompagnamento musicale di opere liriche sembra annunziare la tragedia; ma sarà una tragedia peggiore, perché priva di catarsi, dato che la vicenda per il protagonista si conclude con un apparente lieto fine.
Ma se questo ne è il senso, è proprio mal raccontato e peggio espresso. Forse il senso è altro, che i lodatori non vogliono spiegarmi; in attesa di spiegazioni, io rifiuto di dare il giudizio...
PS: ma non è possibile pubblicare un commento su film.tv.it senza dare anche un giudizio sintetico in numero di stelle; e non posso che darlo mediocre.
Commenti
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23 febbraio 2010, 05:31 di LAMPUR
Con me sfondi una porta aperta. Ho trovato Match point veramente un inutile filmetto imperniato su una sola trovata. Oltretutto smentita grossolanamente dal successivo Sogni e delitti...
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23 febbraio 2010, 09:22 di marlucche
porta apera anche per me!! ;-)))
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7 aprile 2010, 20:57 di Florian Klose
io non mi farei tanti problemi, tu metti le stelle che ti pare e poi sia quello che sia.
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