A History of Violence (2005)
Con Viggo Mortensen, Maria Bello, Ed Harris, William Hurt, Ashton Holmes
La trama
Il mite gestore di un "diner" è costretto a uccidere: ma qual è la sua vera natura?
Tom Stall, padre di famiglia dall'esistenza apparentemente tranquilla, per legittima difesa uccide due malviventi che tentavano di rapinare la sua tavola calda. Da quel momento la sua vita cambia radicalmente, e niente sarà più lo stesso...
La violenza è disturbante e come tale va descritta. È evidente che Cronenberg prende le distanze dai meccanismi di spettacolarizzazione così tipici dell'ultima Hollywood, nelle sue pratiche "alte" o "basse": ne risulta un film densissimo di significati ed estremamente inquietante. Bravissimi tutti gli attori, da Mortensen alla Bello, con una menzione speciale per lo sfregiato e sublime Ed Harris.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 51/2005
Tra noir, western e melodramma, David Cronenberg fa i conti con gli Usa e il loro DNA
L'opinione più votata
Di maghella scritta il 25/02/2011 - utile per 22 utenti
Voto al film: 
Tom Stall e Joey Cusack (Viggo Mortessen) invece sono la stessa persona che vivono separatamente due vite opposte e che non possono coabitare una volta riuniti.
Di nuovo Cronemberg utilizza “il doppio”, per raccontare la forza mutante che convive con l'essere umano. Mentre nei gemelli, il doppio era sdoppiato, ben identificabile nei due personaggi, uno sfrontato e irriverente, l'altro timido e introverso, in “History of violence”, il doppio si è nascosto.
Tom Stall è il protagonista iniziale della storia, un padre amorevole e buon marito,una modesta famigliola di una sperduta cittadina degli Stati Uniti, proprietario di una tavola calda, si ritrova suo malgrado a sventare una rapina all'interno del suo locale.
I due delinquenti sono entrati per uccidere, più che per rubare, disprezzano quel genere di vita che si conduce in certe cittadine americane, e provano piacere nell'impaurire e nell'ammazzare.
Tom è dietro il bancone, capisce le cattive intenzioni, cerca di proteggere la sua cameriera facendola uscire, ma uno dei due mascalzoni l'afferra per il collo, e la minaccia con la pistola...E' un attimo, Tom afferra la caraffa del caffè bollente, la sbatte contro il viso di uno dei due, quello più vicino, con il fucile che aveva sotto il bancone uccide a bruciapelo quello che stava minacciando la cameriera, balza dall'altra parte del bancone.
Il primo delinquente si rialza e pugnala il piede di Tom, che prontamente si rigira e gli spara in testa...
Primo piano della testa semi maciullata dal colpo di fucile ravvicinato (cosa ci poteva mai essere dentro quella testa contorta? Budella e frattaglie fumanti, ci dice Cronemberg).
Prima della rapina, la vita della famiglia Stall scorreva serena: alle prese con la macchina che non parte, i dispetti di un bullo di paese al figlio adolescente, gli incubi della bambina durante la notte, prontamente rassicurata dal padre e dal fratello, le vicende amorose dalla coppia di coniugi sempre innamorati come il primo giorno, che hanno ancora la fantasia di giochi erotici nonostante due figli e un manage familiare da portare avanti...la vicenda della sventata rapina arriva come una doccia fredda.
Tom Stall ferito ad un piede, viene ricoverato ed è su tutti i giornali e le televisioni nazionali, per la vicenda del giorno, è un eroe che si è improvvisato giustiziere, ammazzando due balordi che nessuno rimpiangerà.
Ma nei giorni successivi, si presentano nel locale loschi individui, un certo sfregiato con un occhio cavato, comincia a fare domande strane, ad asserire che Tom si chiami Joey, Joey Cusack.
Tom nega, nega a lui, alla moglie dice di non saperne niente, chiamano lo sceriffo, che gli avverte che quelli sono tipi pericolosi, che sono venuti da Philadelphia, che gente del genere non si muove per sbaglio. ESPANDI +
- negative [23]
- sufficienti [26]
- positive [143]
- leggi tutte le opinioni
15 aprile 2012 Opinione di Argan su "A History of Violence"
Buon film, la trama spiazza completamente lo spettatore e non gli regala un'attimo di fiato, lo coinvolge sempre più nell'evolversi della storia, è un film adatto a tutti, anche il solito spettatore svogliato lo troverà coinvolgente e divertente. è un piacere indscrivibile vedere Mortensen diretto da Cronenberg, mi dà l'impressione che siano complementari, peccato che David Cronenber abbia preso l'iniziativa di dirigere Viggo Mortensen solamente due volte.
voto al film: 
15 ottobre 2011 Opinione di Baliverna su "A History of Violence"
E' un film perfetto, molto accurato, che però non mi ha appassionato. E' una pellicola insolita per Cronenberg, e diversa dal Cronenberg che amo, quello delle allucinazioni e delle idee bizzarre. Al centro secondo me c'è il personaggio del protagonista e della sua irriducibile ambiguità. Il suo attaccamento alla moglie e ai figli, il suo credere nel matrimonio, il suo desiderio di vita tranquilla e pulita è inconciliabile con la sua ferocia nel picchiare e nell'uccidere a sangue freddo....
voto al film: 
5 ottobre 2011 Opinione di hank su "A History of Violence"
scemenza sopravvalutata.una mediocrità dall'inizio alla fine.uno dei film più idioti degli ultimi tempi.
voto al film: 
30 luglio 2011 Opinione di ezio su "A History of Violence"
Non so se questo sia il miglior film di Cronenberg (quasi tutti capolavori)ma sicuramente raggiunge vette sublimi dove si toccano emozioni infinite verso situazioni violente,ma ben circoscritte ,doppie personalita' che inducono a seguire fino alla fine come si dispiegano e rapporti familiari tesi come un elastico.Bravo Mortensen e altrettanto brava Maria Bello eroticissima nelle scene d'amore.Tutto e' spiegato bene negli extra dei supporti digitali ( dvd e blu- ray).
voto al film: 
26 luglio 2011 Opinione di versa88 su "A History of Violence"
Tutto succede in pochi giorni, tutto quello che si è costruito per anni può essere messo in discussione e crollare in pochi istanti. In una piccola e montana cittadina dell'Indiana tutti vivono serenamente e tutti conoscono tutti, così è anche per la famiglia di Tom Stall (Mortensen) che gestisce un piccolo ristorente e vive una pacifica vita con la moglie e i due figli. A mettere nei guai Tom sono due balordi di turno che irrompono nel suo ristorante...
voto al film: 
18 giugno 2011 Opinione di Travis Bickle 1979 su "A History of Violence"
La violenza odierna all'origine della sua scaturigine Film di magma liquido che è una palpebra assonnata nel tremor luccicante del sonno in un bar spoglio di clienti ove l'inestirpabile fame del tuo inconscio intravede un pericolo, s'allarma respirando nelle cadenze asmatiche d'una corsa nel bosco dell'anima, a frangerla con un'immagine che sbiadì al primo rintocco d'una istintiva pulsione di sopravvivenza, quasi un vagito che si celò, tremò nell'imputridita coscienza d'una mobilità...
voto al film: 
30 maggio 2011 Opinione di Carlo Ceruti su "A History of Violence"
Forse il migliore e più maturo film di Cronenberg, che rivisita i temi dei suoi film precedenti ma con uno stile diverso e meno metaforico. Il regista ci narra di come l'apparenza inganni e di come la follia sia parte integrante della normale quotidianità. Ottimo anche il cast. Tabellino dei punteggi di Film Tv ritmo:3 impegno:3 tensione:3
voto al film: 
15 maggio 2011 Opinione di wang yu su "A History of Violence"
Troppo di questo film è basato su coincidenze, ma le scene violente sono veramente toste.
voto al film: 
13 maggio 2011 Opinione di Myau su "A History of Violence"
Sembra poco cronemberghiano, eppure, ancora una volta, lo è al cento per cento, soprattutto per la capacità di turbare. Questo film genera una sequela infinta di interrogativi su un aspetto della vita che ci riguarda tutti: il bene e il male. Può la violenza rappresentare un percorso di libertà e liberazione? Può essere la soluzione, può essere buona? Sicuramente essa fa parte della natura di tutti gli uomini, ed essi devono...
voto al film: 
6 aprile 2011 Opinione di mm40 su "A History of Violence"
Ma quale lieto fine? Cronenberg 'svolta' verso il noir con questo A history of violence e trova una propria dimensione nel genere: una dimensione inquieta, instabile, a suo modo malata, emotivamente e nei rapporti fra individui. Non ci si può fidare neppure del mansueto padre di famiglia, del proprietario dell'accogliente tavola calda dietro l'angolo, del proprio apparentemente normalissimo marito e papà; la violenza del titolo è la base dell'odierna società...
voto al film: 
- negative [23]
- sufficienti [26]
- positive [143]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:



























