L'enfant. Una storia d'amore (2005)
Con Jérémie Rénier, Déborah François, Jérémie Segard, Fabrizio Rongione
La trama
Due giovanissimi sbandati devono apprendere il mestiere di genitori.
Il ventenne Bruno e la diciottenne Sonia vivono grazie al sussidio di lei e ai furti commessi dal ragazzo e dalla sua banda. Ma quando Sonia dà alla luce Jimmy, Bruno - che fino ad allora si era preoccupato solo di se stesso - deve imparare a fare il padre...
I fratelli belgi non fanno dell'umanesimo astratto. Non che non ci sia una tesi, non che non si parli di argomenti alti (perdita dei valori, soffocamento dell'etica): ma sono il senso laico (non laicista) della società e delle sue responsabilità, e il senso religioso (non vaticanista) della vita e della sua sacralità, a rendere magnifici l'equilibrio e la trasparenza del film. Palma d'oro a Cannes.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 50/2005
Nelle sale il film di Luc e Jean-Pierre Dardenne, che al di là di qualunque relativismo ha strameritato la Palma d’oro a Cannes
L'opinione più votata
Di lorenzodg scritta il 2011-05-16 19:00:30 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
I fratelli cineasti sono abitudinari a temi e storie minime, sottili e centellinate (una goccia tira l'altra); ne è la prova questo film spento e interiormente dimesso.
Sonia e Bruno due raggazzi che si incontrano; una relazione d'amore acerba e distorta. Arriva un figlio che Bruno non 'vuole' per difficoltà economiche e caratteriali. Il ruolo di padre è in conflitto col suo mondo fatto di illegalità e di contatti con la malavita. Vende il bambino a una 'banda' ma Sonia non sa nulla di questo. La confessione di Bruno atterisce e fa star male la 'sua ragazza'...Nel momento minimo della storia Bruno ha un gesto di compassione e vuole 'ricomprare' il neonato...ma i soldi non gli bastano...
Sonia e il bambino si separano da un Bruno sempre più solo e con mille problemi.
Una storia dentro il quotidiano dove la famiglia è disgregata prima del nascere e dove la nuova vita è un semplice gioco o un baratto di convenienza.
Oggi si legge una dichiarazione dei due "Che la famiglia sia in crisi è evidente. La gente è sempre più sola, e i nostri personaggi, come nella vita, cercano qualcuno che li aiuti" (C.d.S.pag.42).
Il linguaggio è come sempre scarno e volutamente scevro da ogni legnosità inutile; una ripresa accanto, un attaccarsi alle passeggiate vuote dei ragazzi, delle inquadrature inchiodate e una città (o quel che si vede attorno) senza contorno (priva di ogni pulsione e di una mano di sintonia).
Il realismo dardenniano è una lama a cielo aperto, un animo impermeabile ai perchè a domande senza risposte. Una solitudine amara e un vivere costantemente ai limiti della periferia interiore (quello che è vicino non esiste, il camminare è solo un pensare a nulla); il baratro è lì a portata di mano e il resoconto arriva (solo per guardarlo). Una società distruggente.
Dal neorealismo zavattiniano (dove le macerie erano specchio dell'uomo da ricostruire) al realismo-neo (dilaniante e pauroso).
"L'enfant" prende spunto da una 'storia vera' e viene filmato come un documento poco (per nulla ) filmico: un merito encomiabile.
Bravissimo Jérémie Renier (Bruno): il suo personaggio non recita ma semplicemente si mostra. Anche Dèborah Francois (Sonia) tiene il passo (è il suo vero esordio cinematografico).
Il silenzio (attorno alle voci) è tagliente ed efficace alla storia.
Sceneggiatura e regia di grande livello. Voto 10.
- negative [6]
- sufficienti [3]
- positive [36]
- leggi tutte le opinioni
2011-08-21 16:37:52 Opinione di sasso67 su "L'enfant. Una storia d'amore"
Raccontare la vita non significa necessariamente riuscire a fare buoni film. Ma qui, come nella maggior parte dei film dei Dardenne, le due cose miracolosamente coincidono. I due fratelli belgi tornano a girare film negli ambienti a loro più congeniali, in un mondo di maginalità, in cui è al centro di tutto il rapporto tra genitori e figli. Anche qui i registi stanno addosso ai loro personaggi con la macchina da presa, alternando momenti "intimisti" ad altri di movimento...
voto al film: 
2011-05-16 19:00:30 Opinione di lorenzodg su "L'enfant. Una storia d'amore"
Aspettando da Cannes "Le Gamin au vélo" (Il ragazzo con la bicicletta), dei Dardenne, uno sguardo (e più) su "L'enfant, Una storia d'amore" del 2005, gia premiato sulla Croisette. I fratelli cineasti sono abitudinari a temi e storie minime, sottili e centellinate (una goccia tira l'altra); ne è la prova questo film spento e interiormente dimesso. Sonia e Bruno due raggazzi che si incontrano; una relazione d'amore acerba e distorta. Arriva un figlio che Bruno non 'vuole'...
voto al film: 
2011-04-19 16:41:02 Opinione di leporello su "L'enfant. Una storia d'amore"
Se la visione al cinema al tempo della sua uscita non mi aveva convinto molto, la re-visione domestica versione avaro-DVD, forse grazie anche alla consueta opportunità in più data dalla lingua originale, mi ha fatto molto apprezzare questa palma d'oro targata Belgio/Dardenne Bros. Scarno ed essenziale, la regia segue da vicino i due protagonisti, a loro modo graziosi, che vivono un'aggraziata armonia nonostante la piccola criminalità con cui si mantengono e gli...
voto al film: 
2011-04-05 20:26:02 Opinione di chribio1 su "L'enfant. Una storia d'amore"
sbandati disadattati.voto.4.
voto al film: 
2011-03-30 18:09:08 Opinione di giorgiobarbarotta su "L'enfant. Una storia d'amore"
Cinema che si prende i suoi tempi, quello dei fratelli Dardenne. Gli autori belgi sembrano concedere o imprimere ai loro protagonisti, estetizzandolo, tutto lo spazio necessario a ragionare, pesandole, le proprie (irragionevoli e tremende in questo caso) azioni, sfiorando il realismo più assoluto. Adagiato su una solida sceneggiatura e sull’ambiguità di un titolo quanto mai in bilico tra l’evidente (il riferimento al neonato che mette in crisi Bruno) e il metaforico...
voto al film: 
2011-01-19 18:36:17 Opinione di panflo su "L'enfant. Una storia d'amore"
Ma come ha fatto questo film a vincere a Cannes ? Non che quel festival mi abbia mai convinto però qui abbiamo raggiunto il massimo del voto di scambio : vive la France , vive les francobelges qualunque cosa facciano. Una vicenda insulsa e stiracchiata, mdp fissa in mezzi piani su personaggi senza movimento e troppo mobile quando si muovono , un finale liberatorio (per lo spettatore che può uscire finalmente dal cinema), due giovani attori...
voto al film: 
2011-01-12 19:32:36 Opinione di Snaporaz68 su "L'enfant. Una storia d'amore"
LADRI DI BAGUETTE Squadra vincente non si cambia. Ancora periferia belga, ancora storia di emarginati, di reietti, di dislocati, peripatetici. Ancora neo neorealismo o neo naturalismo post industriale. Fate voi. Dopo Rosetta del 1999, nuovo bis a Cannes per i fratelloni belgi nel 2005, con questa storia di due bambini in un mondo mai cresciuto, con un bambino fagotto da allevare, con un bambino da salvare dalle acque. E un pianto catartico che apre e chiude il film. Qualcuno cita...
voto al film: 
2010-04-13 18:50:54 Opinione di Peppe Comune su "L'enfant. Una storia d'amore"
Bruno e Sonia sono una giovane coppia di fidanzati che ha appena avuto un bambino. Bruno vive di espedienti e di piccoli furti e, a differenza di Sonia, al piccolo Jimmy non riesce proprio ad affezionarsi. Così, mentre Sonia è in fila per ricevere il sussidio di disoccupazione, Bruno prede il bambino e tenta di venderlo a un'organizzazione che si occupa di procurare bimbi da far adottare. Quello che sembrava la fine definitiva del loro tenero amore diventa in...
voto al film: 
2010-03-19 11:55:17 Opinione di tobanis su "L'enfant. Una storia d'amore"
Un film d’essai un po’ atipico. Soprattutto per i tempi, diversi dal solito, direi quasi che, per il genere, c’è pure un certo ritmo. Facendo una battuta, poi, è diverso perché qualcosa accade, durante l’ora e mezza del film. Si parla di una coppia di ragazzi, emarginati, lei con un bimbo appena nato, lui che vive di espedienti, rivendendosi ciò che ruba. Già che c’era, si vende anche il figlio. Gli attori sono decisamente...
voto al film: 
2010-01-18 23:18:02 Opinione di ed wood su "L'enfant. Una storia d'amore"
Bello, anche se non ai livelli di intensità e complessità del "Figlio". I difetti stanno nel risicato spazio concesso a Sonia, nella quasi totale assenza dei genitori e nella rinuncia all'approfondimento psicologico e ai risvolti etici, in favore di una distaccata (nonostante la tecnica del pedinamento) fenomenologia del disagio sociale/giovanile. Meno nevrotico del "Figlio", più vicino a "Rosetta" nonostante la gravità, talvolta sconvogente, dei...
voto al film: 
- negative [6]
- sufficienti [3]
- positive [36]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:





























