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Free Zone (2005)

[Free Zone, USA, Israele 2005, Drammatico, durata 94']   Regia di Amos Gitai
Con Natalie Portman, Hana Laszlo, Carmen Maura, Uri Klauzner



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Free Zone: minimo
Ritmo ritmo in Free Zone: forte
Impegno impegno in Free Zone: assente
Tensione tensione in Free Zone: minimo
Erotismo erotismo in Free Zone: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Free Zone

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Free Zone (voti: 7 media: 4,14) 7

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La trama

Dopo aver litigato con la suocera, Rebecca lascia l'hotel in cui sta e sale su un taxi. È così che incontra Hanna, una donna che cambierà la sua vita...  

Alla fiera dell'Est, per due soldi, un agnellino mio padre comprò... Ma non era un topolino? Ebbene no, la versione originale di questo tradizionale ebraico poi arrangiato, come sappiamo, da Branduardi dice così, e c'è anche un lupo. Chiaro che i significati vadano dal "sacrificale" biblico a quello della lotta per la sopravvivenza. Impossibile per gli autori di laggiù, si chiamino Amos Gitai, Elia Suleiman o Amos Oz, raccontare qualunque cosa, anche la più semplice storia d'amore, senza incappare nella drammaticità del contesto: una guerra infinita, una rabbia paradossalmente senza Dio, una violenza (anche verbale) che è il solo mezzo di comunicazione. Tra donne, in questo caso.

La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 20/2006

Alla fiera dell’Est per due soldi tre donne scoprono quanto siano banali le ragioni della vendetta

Alla fiera dell’Est, per due soldi, un agnellino mio padre comprò... Ma non era un topolino? Ebbene no, la versione originale di questo tradizionale ebraico poi arrangiato, come sappiamo, da Branduardi dice così, e c’è anche un lupo. Chiaro che i significati vadano dal “sacrificale” biblico a quello della lotta per la sopravvivenza. Impossibile per gli autori di laggiù, si chiamino Amos Gitai, Elia Suleiman o Amos Oz, raccontare qualunque cosa, anche la più semplice storia d’amore, senza incappare nella drammaticità del contesto: una guerra infinita, una rabbia paradossalmente senza Dio, una violenza (anche verbale) che è il solo mezzo di comunicazione. ESPANDI +

L'opinione più recente

Di LReno scritta il 19/10/2006

Voto al film: voto buono

Inizio drammatico; anche se - devo ammetterlo - nel sentire la versione ebraica de "La fiera dell'Est" poi ripresa da Branduardi mi veniva troppo da ridere, nonostante la tensione della scena..."L'agnello! L'agnello!"...ma non era un topolino? E poi il gatto si mangia l'agnello? Vivo? Intero? Mah... Comunque...inizio drammatico con la Portman che guarda fuori dal finestrino e piange...un pianto lunghissimo e straziante. In sottofondo questa nenia ebraica ricca di metafore, in versione ipnotica e con un ritmo incalzante. C'è un po' di tutto; l'"on the road" (bei paesaggi tra Israele e Giordania), il contesto di guerra, l'incomunicabilità, le tre storie di donne (bravissime tutte le attrici). Altro bel momento musicale è quello in cui le tre protagoniste sono insieme in macchina, l'unico in cui cala la tensione; anche se non si può dire che il film sia pesante. Bello e consiglio di andarlo a vedere
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SI

Opinioni su Free Zone


19 ottobre 2006 Opinione di LReno su "Free Zone"
LReno

Inizio drammatico; anche se - devo ammetterlo - nel sentire la versione ebraica de "La fiera dell'Est" poi ripresa da Branduardi mi veniva troppo da ridere, nonostante la tensione della scena..."L'agnello! L'agnello!"...ma non era un topolino? E poi il gatto si mangia l'agnello? Vivo? Intero? Mah... Comunque...inizio drammatico con la Portman che guarda fuori dal finestrino e piange...un pianto lunghissimo e straziante. In sottofondo questa nenia ebraica ricca di metafore, in versione...

voto al film: LReno assegna il voto buono a Free Zone (2005)



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