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Tartarughe sul dorso (2004)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Tartarughe sul dorso: assente
Ritmo ritmo in Tartarughe sul dorso: assente
Impegno impegno in Tartarughe sul dorso: assente
Tensione tensione in Tartarughe sul dorso: assente
Erotismo erotismo in Tartarughe sul dorso: assente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a Tartarughe sul dorso (voti: 21 media: 3,29) 21

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locandina di Tartarughe sul dorso

La trama

Nel parlatorio di una prigione, un uomo e una donna ricostruiscono la loro storia fatta di incontri mancati. 

Strutturato a incastri, come la partita di Scarabeo che sorregge lo sviluppo narrativo, gioca di sottrazione, ha pudore e rispetto per chiunque, e non si lascia incantare dalle lusinghe delle facili scorciatoie. Un’opera che, con umiltà, ha l’ambizione di circondare con amore alcuni disagi del galoppante, cinico, egoista mondo contemporaneo.

La recensione di FilmTv

Di Aldo Fittante - FilmTV n. 19/2005

Una storia “a incastri” nel cinico mondo di oggi che segna il bell’esordio del regista Pasetto

Lui e lei, due sguardi in pena, con passati ingombranti, in una città di frontiera, passaggio obbligato per andare oltre, per trovare un altrove. Trent’anni sono sufficienti per rischiare di sentirsi completamente fuori luogo e inopportuni. Anni di galera spesi da innocente, violenze brutali subite da un corpo fragile come quello di una tartaruga, che lei accudisce con largo affetto e dietro alla quale si ripara. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di degoffro scritta il 2008-07-23 17:48:01 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto mediocre

Il cinema italiano dei registi esordienti ormai si può dividere in tre categorie. Il genere realistico/impegnato che ha alcuni pregevoli titoli in "Saimir" di Francesco Munzi o "Tornando a casa" di Salvatore Marra. Il genere giovanilistico alla "Notte prima degli esami" & C. Il genere drammatico esistenziale stile "La spettatrice" di Paolo Franchi. "Tartarughe sul dorso" appartiene chiaramente a quest'ultima categoria. Condivide con il film di Franchi la protagonista, la brava e sensibile Barbora Bobulova, che qui subisce una specie di contrappasso. Ne "La spettatrice" infatti, il suo personaggio, dopo aver pedinato a lungo un uomo di cui si era infatuata, nel momento in cui questi è disposto ad iniziare una relazione con lei, se ne scappa via spaventata. In questo film di Pasetto, è l'uomo che fugge dalla donna dei sogni appena (ri)trovata, dopo averla a lungo cercata e desiderata. "Tartarughe sul dorso" ha tra gli elementi all'attivo, oltre al metaforico e significativo titolo ("Per quanto corazzata, la tartaruga sul dorso non ha speranza di farcela se qualcuno non passa di lì al momento giusto a ribaltarle la prospettiva" spiega il regista), le toccanti e convincenti musiche della Banda Osiris, tra cui spicca la bella canzone sui titoli di coda "Prima che il vento" eseguita dalla delicata ed intensa voce di Simona Bencini, la splendida e fredda ambientazione triestina (fotografia di Paolo Bravi) che dà al film un'aria quasi europea, le ottime prove dei due protagonisti, la discreta e garbata presenza di Luigi Diberti (il vicino) e Gordana Miletic (la zia), la riuscita e ricorrente immagine di una nuca di donna (immagine che ha dato l'incipit al regista). Il resto, purtroppo, affoga nell'ovvio, nel banale, nello stereotipo, nel dejà vu. Il racconto, impostato come una lunga partita di scarabeo, di due solitudini che dapprima si sfiorano, poi si incontrano, quindi si amano, dunque si lasciano, infine, forse, si ritrovano, non riesce quasi mai ad incidere e risulta terribilmente monotono, prevedibile, vuoto e sterile. Dialoghi letterari e artificiosi, situazioni imbarazzanti (lui che si masturba vedendo un porno alla tv mentre nella stanza a fianco la vicina scatenata sta facendo sesso con un tale fervore da dare quasi l'impressione del terremoto), o didascaliche (il vicino che chiede alla protagonista "Dov'è il mio cuore? Mi dica come è fatto il mio cuore!", o la sequenza in cui lei sente al telefono il cuore di lui), risvolti poco credibili (sembra che il protagonista, non proprio un adone, sprigioni un misterioso ma irresistibile fascino, tanto che tutte le donne che incontra vorrebbero sedurlo), simbolismi stantii, citazioni superflue (quel sacchetto volante non può non rimandare al sopravvalutato "American Beauty"), conclusioni telefonate. L'ambiziosa struttura a flashback, piena di ellissi, incastri e rimandi, alla lunga rende inoltre faticosa la narrazione, con l'aggravante che il soggetto è tutto fuorché fulminante. I lunghi primi piani, i silenzi, i non detti, la malinconia di fondo, i sentimenti trattenuti e la fragilità emotiva dei personaggi rischiano ormai di diventare fastidiosa maniera. La Bobulova è matura ed assai espressiva, ma così facendo rischia di rimanere inchiodata in ruoli da perenne infelice e sfigata. Come ne "La spettatrice" poi non si riesce a capire perché il protagonista, una volta trovato l'amore, lo respinga malamente, condannandosi masochisticamente all'infelicità. Dopo un'ora e mezza di film si ritorna così al punto di partenza, forse. Lui e lei rimarranno tartarughe sul dorso. Peggio per loro, viene da dire. Cinema troppo triste, intellettuale, asettico, anche confuso ed autocompiaciuto, a forte rischio formalismo, per piacere davvero. E infatti il pubblico lo ha ignorato. Kieslowski con la sua magistrale abilità nel descrivere magicamente i casi della vita era tutta un'altra storia. Scritto dal regista con Carmelo Marabello e Marina Fabbri. Presentato nella sezione "Giornate degli Autori - Venice Days" al Festival di Venezia del 2004. Nomination quale miglior regista esordiente sia ai David di Donatello che ai Nastri d'Argento. Nomination ai Nastri d'argento anche per le musiche della Banda Osiris. Voto: 5
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SI

Opinioni su Tartarughe sul dorso


2011-08-14 01:34:15 Opinione di ezio su "Tartarughe sul dorso"
ezio

Un film senza infamia e senza lode.In alcuni momenti la storia e' talmente improbabile da risultare stucchevole.Ma ci credete voi che una dottoressa insegua un piccolo e instabile delinquentello con una perspicacia senza limiti e non molto corrisposta da quest'ultimo...bah...voto di stima solo perche' trattasi di esordio registico.

voto al film: ezio assegna il voto mediocre a Tartarughe sul dorso (2004)


2011-08-13 21:12:13 Opinione di Mulligan71 su "Tartarughe sul dorso"
Mulligan71

Piccolo gioiello del 2004, di uno sconosciuto esordiente, che esplora le "solite" distanze del cuore di due solitudini che sembrano inseguirsi da sempre, in una Trieste meravigliosa e attrice protagonista insieme a una struggente Bobulova e a quella specie di Vincent Gallo che è Fabrizio Rongione. Scuro nella prima parte, luminoso nella seconda.

voto al film: Mulligan71 assegna il voto buono a Tartarughe sul dorso (2004)



2008-07-23 17:48:01 Opinione di degoffro su "Tartarughe sul dorso"
degoffro

Il cinema italiano dei registi esordienti ormai si può dividere in tre categorie. Il genere realistico/impegnato che ha alcuni pregevoli titoli in "Saimir" di Francesco Munzi o "Tornando a casa" di Salvatore Marra. Il genere giovanilistico alla "Notte prima degli esami" & C. Il genere drammatico esistenziale stile "La spettatrice" di Paolo Franchi. "Tartarughe sul dorso" appartiene chiaramente a quest'ultima categoria. Condivide con il film di Franchi la protagonista, la brava e sensibile...

voto al film: degoffro assegna il voto mediocre a Tartarughe sul dorso (2004)

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2008-02-23 18:04:13 Opinione di Mathiasparrow su "Tartarughe sul dorso"
Mathiasparrow

Una Trieste autunnale e nebbiosa è la presenza costante nelle anime sospese dei due (bravissimi) protagonisti. Non è la solita storia di vite in crisi che si incrociano per sbaglio, non c’è ombra degli stereotipi in cui il nostro cinema è annegato ormai da un pezzo. Pasetto evita tutte le trappole del genere; preferisce lunghe partite a scarabeo ai litigi familiari, il triste silenzio alle fastidiose confessioni. Un film pessimista, ma non del tutto… l’importante è saper cogliere...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a Tartarughe sul dorso (2004)



2008-01-08 19:02:34 Opinione di bradipo68 su "Tartarughe sul dorso"
bradipo68

Un film particolare pieno di silenzi,sfalsato sul piano temporale(il che rende se possibile ancora piu'impegnativa la sua visione)con tutta una serie di incontri mancati intervallati a partite di scarabeo nel parlatorio di una prigione.Lui aiutante in una pasticceria alla ricerca di una seconda occasione,lei ortopedica sposata ad un primario con dei sensi di colpa che la opprimono giorno dopo giorno si ritrovano e si amano senza tante parole,non sentendo il bisogno di tante spiegazioni.Due...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Tartarughe sul dorso (2004)


2006-09-12 21:31:37 Opinione di vena su "Tartarughe sul dorso"
vena

i nomi non sono importanti, lo sono soltanto le emozioni che attraversano i corpi denominati, e le vicende di Lui(lavoratore talentuoso ma violento) e Lei(stimata dottoressa con dubbi esistenziali) si intrecciano da sempre in modo piuttosto interessante. Il film di Pasetto(la sua opera prima) è sicuramente molto interessante, come i due personaggi, che pur essendo talvolta fuori dalle righe, e non è per forza un difetto, riescono ad interessare lo spettatore in un sentimento di interesse...

voto al film: vena assegna il voto buono a Tartarughe sul dorso (2004)



2006-05-13 09:45:07 Opinione di cantautoredelnulla su "Tartarughe sul dorso"
cantautoredelnulla

Silenzi, sguardi, ricordi, un film ipnotico che svela poco per volta una storia mai vissuta pienamente, tra due persone che si sono sfiorate, incrociate e perse nelle incomprensioni della vita. Due persone che mostrano tutta la loro fragilità, proprio come due tartarughe sul dorso che nonostante la corazza non hanno possibilità di difesa alcuna. Un'ottima opera prima e un'ottima prova d'autore. Trieste magnifica nell'atmosfera autunnale e nella durezza della sua realtà portuale.

voto al film: cantautoredelnulla assegna il voto buono a Tartarughe sul dorso (2004)


2005-08-18 10:49:32 Opinione di emmepi8 su "Tartarughe sul dorso"
emmepi8

Si un melò, ma la storia è pochissima, l'interessante del film sono i due personaggi, che si arrotolano su sé stessi e sono vittime di un destino definito, ma che loro affrontano come un gioco a scarabeo.Sono in fondo, due tartarughe sul dorso, come dice il bel titolo del film. Una buona sceneggiatura non facile, per gli incastri a cui è soggetta di Marina Fabbri (chi è, la critica??), Carmelo Marabello e lo stesso regista, qui al suo esordio,ma che ha saputo porre in immagini, una...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Tartarughe sul dorso (2004)



2005-08-03 19:39:15 Opinione di Darjus su "Tartarughe sul dorso"
Darjus

Film intenso e emozionante e al tempo stesso ragionato e riflessivo. Pieno di simbolismi sulla comunicazione, sulla forza del caso e sul potere che abbiamo di mutare la nostra vita. Pasetto scava nell'intimo dei suoi personaggi, parlandoci d'amore, della difficoltà di comunicare e di adattarsi alla vita ed alle sue logiche. E il risultato é davvero convincente. ***

voto al film: Darjus assegna il voto buono a Tartarughe sul dorso (2004)


2005-06-04 22:21:40 Opinione di redi_mustang su "Tartarughe sul dorso"
redi_mustang

ho visto recentemente quesro film per curiosità, dato che è girato nella mia città. l'ho trovato di una noia e piattezza disarmante, non concordo per nulla alla vostra recensione e non capisco come mai sopravalutate la bobulova, è totalmente inespressiva..... dimenticavo, è la prima volta che al cinema vedo gente alzarsi prima della fine di un film

voto al film: redi_mustang assegna il voto mediocre a Tartarughe sul dorso (2004)




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