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Moolaadé (2004)

[Moolaadé, Sen., Francia, B. Faso, Cam., Mar. 2004, Drammatico, durata 124']   Regia di Ousmane Sembène
Con Fatoumata Coulibaly, Maimouna Hélène Diarra, Salimata Traoré



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Moolaadé: assente
Ritmo ritmo in Moolaadé: minimo
Impegno impegno in Moolaadé: forte
Tensione tensione in Moolaadé: presente
Erotismo erotismo in Moolaadé: minimo

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La trama

In un villaggio del Burkina Faso, quattro bambine sfuggono alla salindé, mutilazione rituale dei genitali femminili. Chiedono protezione a Collé, che a suo tempo la ha subita e vuole evitarla alla figlia Amsatou, che per sposare Ibrahim dovrebbe "purificarsi". Collé le accoglie in casa appellandosi al moolaadé, il sacro diritto d'asilo, non rispettando il quale si va incontro allo spirito della kalifa. Lo fa sfidando le donne che praticano l'escissione, gli uomini della comunità, il marito.  

Premiato a Cannes nella sezione Un certain regard 2004 e appoggiato dalla campagna di Amnesty International "Mai più violenza sulle donne", _Moolaadé_, secondo episodio di una trilogia sull'eroismo in Africa oggi, è altamente simbolico (vedi _Yeleen_ di Souleymane Cissé), naïf e realistico insieme, segue il ritmo della cultura orale africana e dei suoi codici, per spingere il continente al cambiamento, indicato dall'immagine finale della moschea.

La recensione di FilmTv

Di Raffaella Giancristofaro - FilmTV n. 10/2006

Limpido e inattaccabile racconto africano sulla barbarie dell’infibulazione. Patrocina Amnesty

In un villaggio del Burkina Faso, quattro bambine sfuggono alla salindé, mutilazione rituale dei genitali femminili. Chiedono protezione a Collé, che a suo tempo la ha subita e vuole evitarla alla figlia Amsatou, che per sposare Ibrahim dovrebbe “purificarsi”. Collé le accoglie in casa appellandosi al moolaadé, il sacro diritto d’asilo, non rispettando il quale si va incontro allo spirito della kalifa. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 19/04/2011 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto buono

Moolaadé, nella cultura del Burkina Faso, è una protezione sacra che una padrona di casa può imporre sulle persone ospitate presso di lei. Nessuno può varcare la soglia senza la sua autorizzazione, pena il castigo divino. Questa è la più innocente forma di superstizione in un ambiente in cui, dietro le parole purificazione e salindana, si nascondono i due elementi di una realtà crudele: il rito delle mutilazioni genitali femminili, e le ciniche santone che sono incaricate di praticarla sulle bambine.  La bellezza dell’Africa, dei suoi colori, della sua natura incontaminata, splende in questo film di luce propria: Sembène dedica alla sua terra uno sguardo pittorico e poetico, che, nel gusto per le tinte vivaci e per le curiose geometrie degli oggetti, degli edifici e dei tessuti, conferisce allo scenario un tocco infantile, e quasi surreale. Questa fotografia così limpida e luminosa riflette, in superficie, l’immagine di ciò che l’Africa potrebbe essere anche nel profondo, se solo non si lasciasse accecare dall’osservanza di disumane tradizioni, quasi sempre rivolte contro la dignità e la stessa integrità fisica della donna. Collé Ardo è una madre che ha rifiutato di sottoporre la figlia Amatsou all’infibulazione, e per questo viene scelta, da un gruppo di ragazzine sfuggite alle salindana, come figura di riferimento, presso cui chiedere sostegno e rifugio. Il suo ruolo “sovversivo” all’interno di una società patriarcale, retta da norme primitive, ed inquadrate in una forma deviata di integralismo islamico, costerà caro a lei e a chi oserà difendere pubblicamente le sue posizioni. Tuttavia, la sua fermezza avrà l’effetto del sasso in mezzo alla corrente, che, facendo da spartiacque, introduce, nel flusso principale, l’insidiosa discontinuità del dubbio. Lei diventerà il punto di raccolta dei dolori, delle angosce, di tutti quelle inquietudini striscianti in grado di intaccare le certezze tramandate, imposte e subite, senza alcun motivo che le giustificasse. Collé lotta da dentro, ed è, almeno all’inizio, fondamentalmente sola: intanto la modernità chiama a gran voce da fuori, attraverso la radio, la televisione, e le testimonianze dirette di chi, avendo viaggiato, porta, nel piccolo villaggio, tra le capanne di fango ed i cortili sabbiosi, l’idea di un’umanità illuminata dalla ragione, che pensa anziché obbedire, e formula domande critiche anziché  esprimere giudizi dogmatici.  Imparare, guardare oltre, essere in grado di scorgere, al di là linea dell’orizzonte, qualcosa di più concreto e costruttivo di un miraggio di ricchezza, è la strada che Sembène, con le sue opere, non smette mai di indicare ai popoli del suo continente: anziché sognare, come una favola, il dorato mondo occidentale, quella Francia dove si stampano i soldi e le ragazze portano i capelli lunghi, occorre scoprire, in quel magnifico posto che è subito fuori dalla porta di casa, quanto sia facile, in fondo, affidarsi alla propria intelligenza e costruirsi, con le proprie mani, il bene semplice ed immenso della felicità.
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Opinioni su Moolaadé


19 aprile 2011 Opinione di OGM su "Moolaadé"
OGM

Moolaadé, nella cultura del Burkina Faso, è una protezione sacra che una padrona di casa può imporre sulle persone ospitate presso di lei. Nessuno può varcare la soglia senza la sua autorizzazione, pena il castigo divino. Questa è la più innocente forma di superstizione in un ambiente in cui, dietro le parole purificazione e salindana, si nascondono i due elementi di una realtà crudele: il rito delle mutilazioni genitali femminili, e le...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Moolaadé (2004)

nessun commento
[utile per 3 utenti]

13 marzo 2009 Opinione di knovak su "Moolaadé"
knovak

Il film è sincero, lo sguardo interno alla realtà africana e non filtrato dal consueto "occidentalismo". La pellicola decolla particolarmente nella seconda parte e le figure femminili colpiscono per coraggio e determinazione. Da vedere, per dare un'occhiata diversa a ciò che ci deve per forza interesssare.

voto al film: knovak assegna il voto buono a Moolaadé (2004)



13 febbraio 2009 Opinione di childintime su "Moolaadé"
childintime

voto 6,5 da vedere comunque, l'argomento è importante; il film ha le caratteristiche dell'Africa: semplice, drammatico, lontano dalla nostro modo di vivere e pensare, ma comunque colpisce, e anche se alcuni elementi sono ancora distanti da noi per comprendere a pieno certe realtà africane, un principio di riflessione e di conoscenza è sicuramente utile e prezioso.

voto al film: childintime assegna il voto buono a Moolaadé (2004)


7 marzo 2006 Opinione di speedy34 su "Moolaadé"
speedy34

In Italia soltanto nel dicembre del 2005 si è approvata una legge contro le mutilazioni genitali femminili. Secondo stime delle Nazioni Unite, in molti paesi africani questa forma di violenza colpisce la stragrande maggioranza delle donne ma essa viene praticata anche in alcune zone della penisola arabica e dell’Indonesia ed è diffusa all’interno delle comunità immigrate in Europa, Oceania ed America. Mutilazioni queste che provocano intenso dolore,shock ed emorragie post operatorie...

voto al film: speedy34 assegna il voto buono a Moolaadé (2004)




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