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Opinione di jonas su Fuga in Francia





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20/01/2011 voto al film: voto buono

Sul film

Subito dopo la liberazione un ex gerarca ricercato per crimini di guerra cerca di espatriare in Francia insieme al figlioletto, che è fuggito dal collegio contro la volontà del padre per seguirlo. La prima parte, che si svolge quasi per intero in una locanda presso il confine, è un simil noir in cui il malefico Folco Lulli (massiccio e inquietante nel suo cappotto nero, sembra anticipare il Welles de Il terzo uomo) uccide la sua ex cameriera che lo aveva riconosciuto. Poi c’è una parabola politica, con il confronto diretto tra il fascista e tre operai che vogliono emigrare clandestinamente; nel mezzo si trova il bambino, che diventa la vittima incolpevole del regolamento di conti fra gli esponenti della generazione precedente: significativo il suo rifiuto di riconoscere il padre davanti ai poliziotti, gesto che implica la presa di distanze da un passato violento. Alla fine si lascia intravedere la possibilità di una riconciliazione fra ex nemici; e proprio Germi, che qui interpreta uno degli operai, con Il cammino della speranza realizzerà una specie di versione pacificata del film di Soldati.


SI

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