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Opinione di mm40 su Fuga in Francia





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10/02/2011 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Uno dei film più cari a Mario Soldati, tanto da prendervi pure parte in un ruolo di contorno (è un poliziotto), e scritto dallo stesso regista, Ennio Flaiano e Carlo Musso, con la collaborazione di firme prestigiose come quelle di Cesare Pavese (!), Emilio Cecchi e Mario Bonfantini. Una storia originale dopo due adattamenti letterari - Eugenia Grandet di Balzac e Daniele Cortis di Fogazzaro - girati nel 1947, ma soprattutto una storia coraggiosa sull'impossibile ritorno alla normalità al cessare delle ostilità belliche. La storia è infatti ambientata nel 1945, allo scoppiare della pace, ma essendo girata solamente tre anni dopo ha ancora un valore politico e sociale piuttosto forte; soprattutto la scelta di disegnare un protagonista fascista e al contempo 'umano', vittima delle circostanze e capace di sentimenti forti (anche la paura lo è), dà un risalto particolare alla pellicola. Folco Lulli è l'ottimo interprete del ruolo centrale della vicenda, ma di sicuro c'è almeno un altro attore che lascia il segno: Pietro Germi, sempre a suo perfetto agio in parti di uomini burberi e schietti, ovverosia in ritratti del reale Germi. Forse l'elemento drammatico è esagerato, d'altronde in quel periodo il cinema nostrano si dedicava principalmente a melodrammi e neorealismo: inevitabile che la storia di questa Fuga in Francia non possa andare incontro ad un lieto fine. Produce Carlo Ponti, musiche di Nino Rota e scene di Piero Gherardi. 6/10.

Sulla trama

Gerarca fascista, alla fine della seconda guerra mondiale, espatria clandestinamente. In Francia cerca di ricostruirsi una vita, ma la sua fama di ricercato gli causerà molti altri problemi...


SI

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