Scandalo (1950)
Con Toshiro Mifune, Yoshiko Yamaguchi, Yôko Katsuragi, Noriko Sengoku
La trama
Un legale difende un uomo e una donna vittima dei paparazzi.
Due fotografi del giornale scandalistico "Amour" fotografano il pittore Aoye e la cantante Miyako in atteggiamenti di apparente intimità, mentre si trovano per caso nella stessa stanza di un albergo di montagna. Tornato in città Aoye porta in tribunale il giornale e per questo si affida a Hiruta, un avvocato da strapazzo pieno di problemi economici e con una figlia malata. L'uomo però si fa corrompere dall'editore del giornale che gli offre una forte somma per far perdere la causa a Aoye. Ma nel corso dell'ultima udienza del processo ci sarà un colpo di scena...
Più che la storia di Aoye e Miyako a Kurosawa interessa il percorso di Hiruta soffocato dal suo senso di colpa.
L'opinione più votata
Di OGM scritta il 17/02/2010 - utile per 4 utenti
Voto al film: 
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- sufficienti [3]
- positive [5]
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3 maggio 2012 Opinione di sokurov su "Scandalo"
Dopo alcuni capolavori, Kurosawa infila il secondo filmetto (il primo fu "duello silenzioso"). Stride moltissimo con i capolavori in cui Kurosawa ci parla di temi universali, dell'Uomo e della sua Natura. Il film comunque scivola via più facilmente di "duello silenzioso", forse anche per il tema più frivolo: la stampa scandalistica e le celebrità. Voto 6/10
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9 agosto 2011 Opinione di yume su "Scandalo"
Un pittore e una cantante sono vittime dei paparazzi e del magazine scandalistico Amour che imbastisce uno scoop su una loro presunta tresca (in quegli anni era roba seria e la chiamavano così, c’era da perdere la reputazione!). I due sporgono denuncia e un legale li difende, ma si vende alla controparte per i famosi trenta denari (“tiene famiglia”, nel senso che ha una figlia poliomielitica che richiede cure) Il finale sarà edificante. Chiamiamolo...
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14 novembre 2010 Opinione di luisasalvi su "Scandalo"
Il tema, sempre di attualità anche in Italia, e tanto più oggi, è l’abuso scandalistico della libertà di stampa, ma la vicenda è soprattutto quella del debole avvocato ubriacone che accetta di farsi corrompere, pur vergognandosene, e alla fine si riscatta; la debolezza dell’uomo che inventa imbrogli e la figlia malata a letto da anni e pur sempre sorridente con tutti sono ripresi qualche anno dopo da Fellini in Il bidone, in cui la figura della...
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20 febbraio 2010 Opinione di Genji su "Scandalo"
Pur non essendo tra i film più citati di Kurosawa, è pregevole proprio nella sua semplicità che, lungi dall'essere un limite, dimostra la capacità del regista di cimentarsi con successo anche al di fuori delle opere più esotiche ed estetiche apprezzate dal grande pubblico dei sui estimatori. Egli stesso lo descrisse come un film di protesta contro gli abusi che la stampa commetteva già nel dopoguerra giapponese. Colpisce quanto stretta sia...
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20 febbraio 2010 Opinione di Baliverna su "Scandalo"
Interessante questo film di Kurosawa, specie per il tema che tratta, e per certe soluzioni narrative che a noi riescono inusuali. Per cominciare da quest'ultimo punto, il film non ha un vero protagonista, o forse ce l'ha nell'avvocato del pittore, che comunque entra in scena quando la vicenda e già avviata. L'azione inizia con le due vittime dello scandalo, che ci si aspetta essere i protagonisti, mentre poi l'avvocato – pur senza monopolizzare il film – diviene il...
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17 febbraio 2010 Opinione di OGM su "Scandalo"
L’arte di Akira Kurosawa è il talento di guardare oltre, per scoprire, dietro l’esile impianto di una trama, il mondo interiore dei personaggi, in cui si specchiano le crisi dell’individuo e della società. Il centro del discorso è il problema della Verità, che è fonte di ogni certezza ma anche origine di ogni dubbio. Non c’è nulla che l’uomo ambisca di più a possedere e a piegare ai propri scopi, e nulla che si...
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15 febbraio 2010 Opinione di chribio1 su "Scandalo"
ma scandalo di cosa poi...ok altri tempi e altri luoghi ma a me e' sembrato che si sfiorasse il ridicolo! voto.4.
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2 agosto 2008 Opinione di sasso67 su "Scandalo"
Ispirato alla realtà giapponese, quando, riconquistata la libertà di stampa, i giornali si buttarono sullo scandalismo per vendere più copie, "Scandalo" non è certo uno dei film più riusciti di Kurosawa. Ed è un peccato, perché l'argomento è interessante, Purtroppo, però, come riconobbe l'autore stesso, il regista si fa prendere troppo la mano dal personaggio dell'avvocato e dalla storia patetica della figlia. In più, i caratteri sono troppo manichei, troppo buono ed onesto quello...
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29 marzo 2007 Opinione di carlos brigante su "Scandalo"
Tra paparazzi, senso di colpa e corruzione, Kurosawa tesse un'opera che testimonia il suo carattere schivo verso i mass media.....tema attuale in sti giorni italiani!
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