La samaritana (2004)
Con Kwak Ji-min, Seo Min-jeong, Lee Eol
La trama
La drammatica parabola di un'adolescente.
Le giovanissime Yeo-Jin e Jae-Yeong organizzano un giro di prostituzione via Internet. La tragica morte di Jae-Yeong induce Yeo-Jin a prendere una decisione che sconvolgerà la propria vita e quella del padre, un poliziotto rimasto vedovo...
Al di là delle "tematiche" che solleva, il film di Kim disseziona un mondo grigio, invaso dalla paura; e incide su relazioni di sangue che rivelano improvvisamente inadattabilità insanabili, tentando l'impossibile elaborazione di un lutto: quello per la morte della morale. Ne emergono una lucidità e un'umanità strazianti, che mettono la pelle d'oca e non offrono facili risposte a domande "più grosse della vita".
La recensione di FilmTv
Di Pier Maria Bocchi - FilmTV n. 25/2005
Esce alla chetichella ma è un Kim Ki-duk maiuscolo
L'opinione più votata
Di cantautoredelnulla scritta il 2011-02-03 00:11:46 - utile per 18 utenti
Voto al film: 
Anche dal punto di vista narrativo e formale il film mi ha comunicato un'intensa bellezza. Kim Ki-duk trasforma il film nell’evolversi della storia. All’inizio i dialoghi sono onnipresenti, il discorso è molto leggero e vagamente trasgressivo perché si condanna la prostituzione minorile quando è indotta, ma nel film la protagonista ama per libera scelta e ama pienamente perché vuole conoscere gli uomini con cui va a letto, anche se superficialmente. Nella seconda parte i dialoghi cominciano a diventare più radi, subentra la figura del padre e la riflessione della società, il peso dell’apparenza, ma anche la condanna di chi approfitta dell’ingenuità giovanile. Non so se possiamo davvero parlare poi di ingenuità giovanile: la figlia si prostituisce perché sta rivivendo quello che ha vissuto la sua migliore amica, un attaccamento quasi morboso al ricordo di lei le fa ricalcare i suoi passi e secondo me ha ben presente quello che sta facendo, lo fa deliberatamente proprio come la sua amica. Mentre il padre non capisce la ragione di tutto questo e impazzisce, non affronta la figlia (grave errore di comunicazione, perché non cerca di comprendere il suo punto di vista, ma vive solo il proprio punto di vista e la sua condanna – che nasce dall’istintiva difesa dell’uomo per la sua prole), ma decide di affrontare chi va a letto con la figlia di persona e di farli “ragionare”. Il contrasto drammatico della seconda parte, che secondo me è riuscito benissimo, è il comportamento distaccato e lascivo dei clienti e il “sacrificio” nel nome di un amore universale più grande della ragazza che di volta in volta suscita reazioni differenti.
Nella terza parte i dialoghi diventano pressoché assenti e si ritrova lo stile più affine a Ferro 3, con immagini e situazioni simboliche che vogliono esprimere in sostanza l’idea complessiva del sottotitolo del film: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”.
Cosa mi spaventa di una pellicola del genere? L’assoluto relativismo, cioè potremmo giustificare tutto se riconosciamo in ogni azione i vincoli sociali e i valori etici che ci appartengono. Ma sono valori assoluti? Accettata la relatività di ogni azione e l'esistenza di valori etici assoluti (che condannano l'ammazzare, lo stuprare e qualsiasi forma distruttiva della specie umana), come possiamo prendere una posizione ben precisa?
Indurre un minore alla prostituzione è inaccettabile (anche se ultimamente sembra che non conti nulla) perché è una forma di violenza, su questo penso si possa essere universalmente d’accordo. Ma se il minore sceglie di farlo di sua spontanea volontà (ammettendo che questa spontaneità non sia legata a un contesto di degrado sociale o a una reazione legata a spiacevoli avvenimenti), è giusto dire che è colpa della famiglia, della società che lo ha abbandonato? O dobbiamo accettare che l’uomo – contro natura – ha deciso che lo sviluppo sessuale deve frustratamente essere accantonato per anni rinunciando alle proprie pulsioni? E soprattutto, le pulsioni sono tutte negative?
La bellezza di questa pellicola, infine, l'ho trovata nelle riflessioni suscitate che probabilmente non hanno un'unica risposta.
- negative [15]
- sufficienti [5]
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2011-03-02 21:37:33 Opinione di Peppe Comune su "La samaritana"
Yeo-jin (Kuak Ji-min) è una ragazzina poco più che quindicenne che vive col padre poliziotto, Yeon-ki (Lee Eol). Jae-yeong (Han Yeo-reum) è la sua amica del cuore, trascorrono insieme tutto il tempo libero e progettano di fare un lungo viaggio in Europa. Grazie ad internet, Jae-yeong scopre che un modo per fare soldi facili in un tempo relativamente breve è quello di prostituirsi. Prende la cosa come se fosse un gioco, come un innocente evasione e pur di starle...
voto al film: 
2011-02-03 00:11:46 Opinione di cantautoredelnulla su "La samaritana"
Sto cercando, da quando ho visto questo film, di esprimere la bellezza che mi ha trasmesso, la bellezza dell’amore scelto liberamente per gioco, senza condizionamenti (la prima parte), poi la bellezza dell’amore commemorativo che ricalca le orme del passato per chiudere un qualcosa che è rimasto sospeso a livello personale (nella seconda parte) e infine i condizionamenti che vive l’essere umano nello schema sociale a cui appartiene che lo porta a stare male e a non...
voto al film: 
2010-12-16 19:10:19 Opinione di ed wood su "La samaritana"
Ci sono due Kim Ki-Duk. Quello creativo, poetico e filosofico di Soffio e Ferro 3. E, purtroppo, quello superficiale e prevedibile di Time e La Samaritana. In quest'ultimo, davvero, il coreano perde la bussola, in balia di un copione che definire ondivago è quantomai limitativo. Parte come una tenera lesbo-love-story, nonchè elogio all'ingenuità adolescenziale, e finisce con un pover'uomo in preda a barbari raptus vendicativi. La vicenda è improbabile, ma questo...
voto al film: 
2010-11-30 18:51:07 Opinione di Snaporaz68 su "La samaritana"
Dopo le acclamazioni oceaniche di Ferro3, Kim Ki Duk si scrolla di dosso opportunamente un po’ di fans girando un film totalmente diverso e con molti dialoghi. Stavolta il blocco narrativo è diviso in tre tronconi che però dovrebbero rappresentare i tre punti di vista dei protagonisti: Jae-yeong ragazzina che si prostituisce, Yeo-jin amica del cuore che ne prenderà letteralmente il posto e Young-Q, padre di quest’ultima, detective che scopre la doppia vita...
voto al film: 
2010-11-25 12:43:02 Opinione di Myau su "La samaritana"
Tema spinosissimo trattato con un tatto eppure con forza. Quali siano le tesi dell'autore non è dato sapere. Che cosa è bene e che cosa è male non si capisce. Prostituirsi, per una ragazzina, è male? Far felici delle persone che ritrovano un senso nuovo nella loro vita è bene? E punire dei pervertiti? E abbandonare una figlia a se stessa? Tante le domande lasciate in sospeso da questa storia.
voto al film: 
2010-01-25 22:54:10 Opinione di slim spaccabecco su "La samaritana"
Tematica forte, realistica ma non troppo, con il solito ritmo da film orientale, forse un po' più parlato, ma come sempre abbastanza difficile da seguire.
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2009-12-30 11:38:14 Opinione di riverworld su "La samaritana"
La degradazione/depravazione della società orientale. Come spesso accade nei suoi film, Kim Ki-duk non esprime alcun giudizio ma fornisce solo un'immagine spietata di ciò che lo circonda. Un racconto durissimo e crudo.
voto al film: 
2009-08-28 12:26:08 Opinione di Mathiasparrow su "La samaritana"
Agonizzante dal principio alla fine, incapace di suggerire una via di pensiero da seguire: in pratica, l’opposto del vero Kim Ki-Duk. Il regista si smarrisce nelle proprie apatie stilistiche inseguendo un senso del dramma che non trova: gesti ed eventi forzatissimi, a tratti veramente ridicoli, costruiscono gradualmente una storia d’inverosimile pochezza. Un’opera che ha l’aria di essere stata preparata accuratamente per poi venir sviluppata nel peggiore dei modi,...
voto al film: 
2009-06-28 03:47:08 Opinione di Inside man su "La samaritana"
Un Kim Ki-duk spento, stereotipato, vittima di una crisi creativa capace di portarlo in più sequenze a toccare punte di ingenua banalità. “La samaritana” possiede i caratteristici elementi di acerbità ed irrisolutezza degli inizi di carriera di un giovane regista, mentre purtroppo è l’undicesima opera di uno dei massimi autori del cinema degli ultimi quindici anni. Fra le stonature più evidenti si notano una sceneggiatura confusa (con il...
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2009-05-18 08:31:32 Opinione di OGM su "La samaritana"
Le lolite di Kim Ki-duk si muovono come bambole di porcellana nel volgare mondo degli adulti. Le brutture scivolano via come lacrime sulla loro superficie liscia, pulita e perfetta, lasciando intatte le loro candide sembianze. Ma, piccole fuori, sono grandi dentro. Sono come sfere di armonia, contro cui si frange l'onda nera della depravazione, tanto che il peggiore male si riflette in bene, invadendo la realtà con un chiarore limpido e rotondo; perché, per l'innocenza, il sapersi dare è...
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