Furia (1936)
Con Spencer Tracy, Sylvia Sidney, Walter Abel, Walter Brennan, Bruce Cabot
La trama
Joe Wilson va a trovare la fidanzata che vive in un paesino del Sud degli Stati Uniti. Scambiato per un delinquente, rischia il linciaggio e si salva soltanto perché tutti lo danno per morto nell'incendio della prigione in cui è stato rinchiuso. Tornata la calma, Joe denuncia i suoi assalitori.
È il primo film americano di Fritz Lang, fuggito dalla Germania all'avvento del nazismo. Tensione cinematografica altissima e rappresentazione del tipico tema langhiano: l'uomo innocente braccato da un destino cieco e dalla furia di chi lo crede colpevole. Splendido Tracy in uno dei suoi ruoli migliori.
L'opinione più votata
Di barabbovich scritta il 17/08/2011 - utile per 4 utenti
Voto al film: 
1 aprile 2012 Opinione di XANDER su "Furia"
Ancora una volta Fritz Lang dirige non solo un grande film, ma tocca sempre un tema scottante questa volta quello del linciaggio. Quasi ottant'anni son passati ma non li dimostra per niente. Grande sceneggiatura e un Spencer Tracy gia grande attore. Penoso invece il ridoppiaggio.
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17 agosto 2011 Opinione di barabbovich su "Furia"
Negli anni '30, in occasione dell'offensiva totalitaria scatenata in buona parte dell'occidente, vennero rispolverate le teorie di Gabriel Tarde sul comportamento delle masse e sulle cosiddette leggi dell'imitazione. È su queste che sembra fondarsi lo splendido film di Fritz Lang, ebreo e austriaco costretto all'espatrio, che con Furia - suo primo lungometraggio girato oltreoceano - prova a immaginare cosa sarebbe potuto accadere se anche il popolo americano fosse stato ...
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7 maggio 2010 Opinione di tunney su "Furia"
Passare da vittima a carnefice, trasformarsi come il Dott.Jeckyll e Mr.Hide, fare il bagno nel male.....Mr.Wilson è vittima dlla perfetta incarnazione della banalità dell'essere umano che, in gruppo è potente come uno schiacciasassi e sulla strada non trova ostacoli.....il bene ed il male trionfano, il pentimento esiste e non esiste, e l'immortale detto: Non giudicare se non vuoi essere giudicato è importante come l'acqua per il corpo umano. Capolavoro di Lang.
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3 maggio 2009 Opinione di jonas su "Furia"
L’immagine della normalità: due fidanzati guardano la vetrina di un negozio di arredamento e sognano la loro futura casa. Poi la tragedia: lui viene arrestato per il sequestro di una bambina (lo tradisce la passione per le noccioline, che condivide con il colpevole), la folla inferocita travolge le guardie dello sceriffo e dà fuoco alla prigione. L’uomo, miracolosamente scampato all’incendio e al linciaggio, decide di vendicarsi: si limiterà a restare...
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7 dicembre 2008 Opinione di vulgar hurricane su "Furia"
Un uomo, seduto solitario in una stanza, ascolta rabbioso e trionfante il processo contro una ventina di uomini, imputati dell'accusa di linciaggio ed omicidio di un innocente. Che sarebbe lui stesso. E' l'immagine chiave del film, in cui si condensa alla perfezione tutta l'amara riflessione del regista sulla precarietà della "giustizia" umana. Che si esprime non solo nella critica fortissima e diretta al dominio del pregiudizio, all'inclinazione all'accusa sommaria, alla impossibilità...
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18 settembre 2008 Opinione di Michael OHara su "Furia"
Arrestato frettolosamente ed ingiustamente mentre si reca a trovare la fidanzata (Sidney, bellissima e straordinariamente intensa), Joe Wilson (Tracey, recitazione tutta di faccia, da tenue promesso sposo a feroce paladino di vendetta), viene linciato da una folla inferocita e irrefrenabile. Comincia il processo e ventidue uomini rischiano la forca per omicidio… Il biglietto da visita che Lang mostra all’America (è il suo primo film negli USA, dopo la fuga dal nazismo) è un’amara...
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1 maggio 2008 Opinione di giorginho su "Furia"
GRANDE PROVA DI SPENCER PER UN FILM COSTRUITO BENISSIMO!!!
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14 agosto 2007 Opinione di Dalton su "Furia"
L'odio verso il "gregge" accecato dai pregiudizi e dai pettegolezzi; abbinato ad un innato senso dell'onestà e della democrazia. Uno dei vertici della storia del cinema (d'autore).
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1 aprile 2007 Opinione di carlos brigante su "Furia"
In ogni uomo si nasconde un potenziale assassino! Questo è uno dei temi cari a Lang, che con Furia tocca uno dei vertici del suo cinema. Rivisto con gli occhi di oggi, mantiene tutta la sua potenza e il pathos (nonostante il lieto fine imposto dal produttore, ma che nel complesso ci può anche stare). I temi della giustizia ingiusta, della psicosi collettiva, della colpa, del destino tragicamente avverso, dellla sete di vendetta e pure una sottile ironia all'America, connotano l'opera di...
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22 gennaio 2007 Opinione di Darjus su "Furia"
Il biglietto da visita che Lang mostra all’America (è il suo primo film negli USA, dopo la fuga dal nazismo) è un’amara riflessione sociologica sulla perdita del senso di giustizia e delle capacità di autocontrollo dell’uomo come parte della massa (ossia di una società gretta, volubile ed ipocrita), contrapposta ad uno speranzoso elogio antropologico delle facoltà di discernimento e ragionevolezza dell’uomo, in quanto singolo autodeterminato ed esistente. Un film coraggioso e, a...
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