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Factotum (2005)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Factotum: presente
Ritmo ritmo in Factotum: presente
Impegno impegno in Factotum: presente
Tensione tensione in Factotum: minimo
Erotismo erotismo in Factotum: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Factotum

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Factotum (voti: 66 media: 3,29) 66

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La trama

Le disavventure di un disadattato per vocazione.

Henry Chinaski vive a Los Angeles e cambia continuamente lavoro, perché dopo un po' inevitabilmente viene licenziato. Vorrebbe potersi dedicare solo a ciò che davvero lo interessa: le donne, l'alcol, le corse dei cavalli e soprattutto le storie che scrive...  

Da un romanzo del grande Charles Bukowski, un piccolo film a suo modo rabbioso. La rabbia che serve per restare attaccati alla vita, nonostante l'alcol ingurgitato a dismisura e le giornate che scorrono bruciando un impiego dopo l'altro. Che Chinaski sia interpretato da un ex ribelle può sembrare inopportuno: ma il decadimento di Dillon non è neanche troppo artefatto, e alla fine si applaude.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 14/2006

Da Bukowski un piccolo film rabbioso. Grandi Dillon e la Taylor, emarginati figli di nessuno

Anche se l’ha diretto un norvegese, Bent Hamer, già autore dell’acclamato Kitchen Stories, Factotum è emblema del cinema indie, non a caso scritto dal distributore di Jarmusch Jim Stark, che di quell’underground è un punto di riferimento. E poi c’è Lili Taylor che, pur essendo strepitosa, chiamano solo per produzioni simili, a interpretare la fattona o la lesbica, l’alcolizzata o la barbona, comunque l’emarginata, con quel suo corpo incredibile che pare reso aspro da una vita randagia per davvero. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 08/04/2006 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto buono

Un piccolo, “grande” film denso di emozioni. Il regista norvegese Ben Hamer dopo l’interessante Kitchen Stories si conferma un ottimo “raccontatore per immagini” con questa esemplare trasposizione delle derive alcolico/letterarie, dei furori iconoclasti, delle asprezze e delle rabbiose impennate fra eccessi e intemperanze, del mondo (e della personalità da dropout) del grande Charles Bukowski, traendo la necessaria ispirazione dal romanzo omonimo (e quindi sublimando l’immagine dello scrittore nel suo alter ego letterario, Chinaski). Hammer è ben coadiuvato nella non facile traduzione visiva di questa particolarissima poetica (che può essere considerata anche una estremizzata filosofia di vita e di approccio all’arte) da un gruppo di attori in stato di grazia, tutti perfettamente in parte e “fisicamente corrispondenti”, a cominciare da un ottimo Matt Dillon, adeguatamente appesantito e “randagio” (forse non sufficientemente “devastato”, ma assolutamente credibile). Una prova maiuscola la sua, che conferma l’impegno e la crescita dell’attore, alle prese con una figura tutt’altro che facile, e capace qui (come del resto era già accaduto forse in maniera ancor più persuasiva, nel tratteggio del discutibile e ambiguo poliziotto di Crash) di delineare con una precisione che oserei definire “chirurgica”, i connotati e il carattere di un personaggio borderline colto in divenire fra sbronze e “disastri lavorativi" di non facile contenimento, in queste “storie e momenti di ordinaria follia”. Ancor più convincente ed apprezzabile la strepitosa prova offerta da Lili Taylor (i duetti fra i due sono la parte più godibile del film) “emarginata” tipicizzata ed esemplare che ha dalla sua anche il non indifferente supporto di una “immagine” fisica di maggiore e assoluta aderenza visiva rispetto a Dillon, capace per questo di “riempire” lo schermo fin dalla sua prima apparizione, con quel fisico “sgraziato” e asimmetrico quasi caricaturale, segnato e “corroso” che rappresenta una sua caratteristica peculiare. “Grandiosa” quella sua camminata in “bilico” (e non sono solo i trampoli altissimi di impossibili calzature a renderla periclitante!!!) resa ancor più astrattamente “mirabolante” e “stranita” da quello sguardo perennemente proteso in avanti, al tempo stesso “deciso” e “assente”, quasi perduto (smarrito) in quella nebbia sempre più densa ed acre di sigarette fumate con voluttuosa caparbietà fra un gotto ed una vomitata liberatoria, che sembra avvolgere ed ottundere questa eroina patetica e disincantata fuori da ogni schema e convenzione.
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SI

Opinioni su Factotum


19 ottobre 2011 Opinione di erpiccoletto su "Factotum"
erpiccoletto

Boh non so, forse il film sarà pure fatto bene, ma non riesco proprio ad apprezzarlo, insomma o ti vedi il film o ti leggi Bukowski, perchè se prima lo leggi e poi guardi questo film, non ti trasmette nulla, niente, non quelle stesse emozioni che hai leggendo... Peccato...

voto al film: erpiccoletto assegna il voto mediocre a Factotum (2005)


9 gennaio 2011 Opinione di PP su "Factotum"
PP

Voto 5. [08.01.2011]

voto al film: PP assegna il voto mediocre a Factotum (2005)



4 novembre 2010 Opinione di chribio1 su "Factotum"
chribio1

film molto "Fumoso" con poco o nulla da ricordare.voto.4.

voto al film: chribio1 assegna il voto pessimo a Factotum (2005)


14 luglio 2010 Opinione di hallorann su "Factotum"
hallorann

Non sempre le trasposizioni cinematografiche di opere letterarie riescono, il cinema è pieno zeppo di film inferiori ai romanzi originari e viceversa. Ciò dipende da tanti fattori: la materia dell’opera letteraria, la sua malleabilità cinematografica, ma soprattutto chi dirige il film. Nell’ipotesi in cui a portarla sul grande schermo è un autore ci si aspetterà una rilettura appassionata, sorprendente, un punto di vista diverso rispetto...

voto al film: hallorann assegna il voto pessimo a Factotum (2005)

2 commenti


16 novembre 2009 Opinione di antimes su "Factotum"
antimes

una trasposizione abbastanza fedele dell'ipernichilista testo di Bukowsky. ben fatto,ben interpretato. la ruvidezza del libro però non ha trasposizioni cinematografiche

voto al film: antimes assegna il voto buono a Factotum (2005)


4 febbraio 2009 Opinione di H.A.L 9000 su "Factotum"
H.A.L 9000

Siamo di fronte ad una trasposizione letteraria profondamente sbagliata - principalmente a causa d'una messa in scena che risulta fin troppo "pulita" ed "europea" (seppur nella sua - finta? - aurea da "independent movie") per poter evocare la giungla (sub)urbana al neon, il "dirty realism" esasperato descritto da Bukowski nella sua opera. Matt Dillon nel ruolo di Henry Chinaski è tutt'altro che convincente: Anch'egli appare fin troppo "pulito" e "figo" per poter donare credibilità alla sua...

voto al film: H.A.L 9000 assegna il voto pessimo a Factotum (2005)



25 gennaio 2009 Opinione di slim spaccabecco su "Factotum"
slim spaccabecco

La vita buttata di un giovane americano, tra alcool e donne, interpretata straordinariamente da un grande Matt Dillon.

voto al film: slim spaccabecco assegna il voto buono a Factotum (2005)

1 commento

20 settembre 2008 Opinione di Chinasky su "Factotum"
Chinasky

"Seppellitemi vicino all'ippodromo così che possa sentire l'ebbrezza sulla dirittura d'arrivo." ... PS. Se vi piacciono i suoi libri ... vi piacerà anche questo film PUNTO

voto al film: Chinasky assegna il voto ottimo a Factotum (2005)

3 commenti


20 settembre 2008 Opinione di Estonia su "Factotum"
Estonia

Chinaski vive alla giornata, beve birra e scrive. Chinaski prende dalla vita quello che la vita semplicemente gli dà. Non gli importa nulla del futuro, non aspira a realizzare il sogno americano del successo personale, non gli importa nulla del denaro. Incontra altri individui sballati come lui, fuori dalle comuni regole della società ‘civile. Lavorare non è poi così fondamentale. E Chinaski cambia spesso lavoro, il tempo di essere buttato fuori, dopo aver combinato un guaio o aver...

voto al film: Estonia assegna il voto buono a Factotum (2005)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

25 agosto 2008 Opinione di Max76 su "Factotum"
Max76

6

voto al film: Max76 assegna il voto sufficiente a Factotum (2005)




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