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Prigione (1949)

[Fängelse, Svezia 1949, Drammatico, durata 98', b/n]   Regia di Ingmar Bergman
Con Doris Svedlund, Birger Malmsten, Eva Henning, Hasse Ekman



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Prigione: assente
Ritmo ritmo in Prigione: assente
Impegno impegno in Prigione: assente
Tensione tensione in Prigione: assente
Erotismo erotismo in Prigione: assente

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L'opinione più votata

Di FABIO1971 scritta il 19/11/2011 - utile per 17 utenti

Voto al film: voto buono

“Thomas, che aria triste che hai!”.
“Hanno rotto il mio cavallo a dondolo”.
“Povero Thomas... Ma tu hai me, non posso consolarti un po'?”.
“Ma non vedi che catastrofe è questa?”.
“Mio caro Thomas, stiamo sognando, ed è per questo che oso parlarti così e dirti cose che non ti direi mai da sveglio”.
[Doris Svedlund e Birger Malmsten]
 
 
Nel prologo di La prigione, lapidaria dichiarazione di poetica e straordinario incipit del film, Ingmar Bergman presenta il cuore pulsante del suo cinema, anticipandone e riassumendone gran parte dei temi prediletti.
 
Prologo. Un set cinematografico: il regista Martin (Hasse Ekman) riceve la visita del professor Paul (Anders Henrikson), suo vecchio professore di matematica, da poco dimesso da una clinica psichiatrica e venuto a proporgli un soggetto per un film. Racconta subito la sua idea, “un film sull'inferno e il diavolo”, durante una pausa delle riprese:
“Il film potrebbe cominciare con un proclama lanciato da parte del diavolo: In questo giorno in cui prendo il comando e il dominio assoluto di tutti i paesi abitati della Terra, ordino che tutto rimanga nel medesimo stato in cui è rimasto fino a ora. La bomba atomica sarà proibita (non userò davvero un'arma di distruzione tanto facile...) e tutti coloro che hanno costruito e sperimentato una bomba atomica, saranno condotti davanti a un'alta corte e condannati a morte come nemici dell'umanità”.
“E che cosa ne sarebbe della nostra generazione, di noi a cui manca tutto, perfino il caos e che siamo come fazzoletti nel cilindro di un illusionista?”.
“Vi voglio dare un consiglio: dopo la vita viene la morte, non avete bisogno di sapere altro, no? E allora chi è sentimentale o pauroso può sempre cercare rifugio in braccio alla chiesa e chi è annoiato o stanco o indifferente si può sempre sucidare”.
“Ma allora il diavolo non chiuderebbe tutte le chiese e non proibirebbe le religioni?”.
“Al contrario: sosterrebbe l'interesse degli uomini verso tutte le religioni e le chiese, che da tanto e con tanta efficacia è servito al successo del diavolo”.
“In un film così non si dovrebbero usare mai parole come il bene e il male, il peccato e la corruzione?”.
“Sarebbe un errore privare il pubblico di questi solidi concetti, io non ho mai pensato di farlo”.
“E che scopo avrebbe il diavolo? Ogni grande politico ha uno scopo o almeno un programma”.
“Il diavolo non ha mai programmi: è questo il segreto del suo successo e io ho immaginato che il suo antagonista abbia perduto perchè ne aveva troppi”.
“E allora sarebbe questa la causa della vittoria del maligno?”.
“Ma non capisco perchè lei lo chiami maligno: la gente sa che il diavolo non vuole fare altro che il bene. Ogni sua azione non è forse rivolta a soddisfare i nostri desideri più intimi e segreti?”.
“Ma qualcuno avrà pur creato questi desideri! ESPANDI +
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SI

Opinioni su Prigione


8 gennaio 2012 Opinione di mm40 su "Prigione"
mm40

Prigione è uno dei primi lavori di Bergman, il primo che provenga da una sceneggiatura originale e probabilmente anche il primo a contenere forti richiami alla sua più intima poetica, che verranno riportati a più riprese nella successiva produzione del regista. È insomma un lavoro molto complesso, che si divide fra dramma sociale (campo già setacciato in precedenza da Bergman), ricerca esistenziale, storia sentimentale con l’aggiunta inoltre di due scene completamente a sé: una...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a Prigione (1949)

nessun commento
[utile per 4 utenti]

19 novembre 2011 Opinione di FABIO1971 su "Prigione"
FABIO1971

“Thomas, che aria triste che hai!”. “Hanno rotto il mio cavallo a dondolo”. “Povero Thomas... Ma tu hai me, non posso consolarti un po'?”. “Ma non vedi che catastrofe è questa?”. “Mio caro Thomas, stiamo sognando, ed è per questo che oso parlarti così e dirti cose che non ti direi mai da sveglio”. [Doris Svedlund e Birger Malmsten]     Nel prologo di La prigione, lapidaria dichiarazione di poetica e straordinario incipit del film, Ingmar Bergman...

voto al film: FABIO1971 assegna il voto buono a Prigione (1949)

2 commenti
[utile per 17 utenti]


16 dicembre 2009 Opinione di sasso67 su "Prigione"
sasso67

E se il mondo non fosse che il regno del Diavolo, immaginato dalla mente di un pazzo? Secondo Bergman è meglio non porsi nemmeno la domanda, che è destinata a restare senza soluzione: Dio, se non è morto, è assente e nessuno potrà dare la risposta. Però, a differenza del regista Martin, Bergman il film lo fa, sulla scorta di questo angosciante interrogativo, e lo riempie di simboli, di sogni, di citazioni cinematografiche all’apparenza comiche...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Prigione (1949)

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