Il furto è l'anima del commercio?!... (1971)
Con Alighiero Noschese, Enrico Montesano, Bernard Blier, Pia Giancaro
La trama
Libero Sbardellone e lo zio di sua moglie, il nobile Gaetano Gargiullo, fanno dentro e fuori di prigione, a Napoli, a causa delle loro attività truffaldine e preparano un "colpo" clamoroso: un furto a una ricevitoria del lotto in un'occasione specialissima. Per cominciare, si provoca una falsa eruzione del Vesuvio per far alzare il numero di giocate.
Il soggetto e la sceneggiatura risultano migliori che non la regia e gli eccessi clowneschi degli interpreti.
L'opinione più votata
Di Carlo Ceruti scritta il 19/10/2011 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [2]
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10 gennaio 2012 Opinione di antonio de curtis su "Il furto è l'anima del commercio?!..."
Simpatica commedia che vede protagonisti l'affermato imitatore Alighiero Noschese ed un giovane, ma già bravo, Enrico Montesano, affiancati da un Banfi in versione gay e da un Cannavale balbuziente
voto al film: 
19 ottobre 2011 Opinione di Carlo Ceruti su "Il furto è l'anima del commercio?!..."
La storia è banale, ma le gag divertenti non mancano e gli interpreti funzionano. Tabellino dei punteggi di Film Tv humor:2 ritmo:2
voto al film: 
15 marzo 2009 Opinione di sasso67 su "Il furto è l'anima del commercio?!..."
Scemenzuola che purtroppo non ripete gli esiti felicemente comici di "Io non scappo... fuggo" (1970) e nemmeno del successivo "Il prode Anselmo e il suo scudiero" (1972). Qualche battutella qua e là funziona, soprattutto grazie all'impagabile mimica di Alighiero Noschese, ma, lasciando perdere la competenza dei singoli interpreti, è proprio la sceneggiatura a latitare.
voto al film: 
26 ottobre 2008 Opinione di Lebowsky84 su "Il furto è l'anima del commercio?!..."
Molto divertente,grazie soprattutto all' affiatamento della coppia Noschese-Montesano.
voto al film: 
6 ottobre 2008 Opinione di mm40 su "Il furto è l'anima del commercio?!..."
Pessimo. Un lavoro che vive di gag frivole e caratterizzazioni sottilissime, con una trama minima ed un finale scontatissimo. Banalità che si susseguono a oltranza per un centinaio di minuti, fino al sospirato epilogo. Tutto già visto. Particine per Cannavaro e Banfi, in forte ascesa in quegli anni.
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- negative [2]
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