Opinione di satura su Il gabinetto del dottor Caligari
Con Werner Krauss, Conrad Veidt, Lil Dagover, Friedrich Feher
Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Come altre volte mi è capitato, ho difficoltà a parlare del cinema muto in quanto trovo che sia qualcosa di talmente diverso rispetto al sonoro da rasentare la sfera del magico. Il film muto - che sia Ejzenstejn o una pietra miliare dell'espressionismo tedesco come questo - conserva intatta la sua natura di prodigio, di miracolo, quasi di Wunderkammer direi e questa sua essenza investe di sé ogni aspetto dell'opera. Con la pellicola di Wiene (che eredita in realtà un progetto di Lang) questa prerogativa del muto in generale raggiunge secondo me il vertice supremo: al di là della bellissima vicenda, una storia dal sapore hoffmanniano dove non si dà nulla per scontato, assistiamo ad una cura meticolosa del particolare (dalle scenografie incredibili, sghembe, sognanti ed angosciose al "lettering" sfilacciato delle didascalie passando per i primi piani da brivido e per i colori della fotografia) facente parte di un progetto preciso di realizzazione di un'opera d'arte secondo i dettami del movimento e, aggiungerei, secondo la percezione coeva di cinema come momento emblematico e suggestivo. Valenza che oggi è andata inesorabilmente perduta.
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