Lords of Dogtown - La recensione di FilmTv
Con John Robinson, Emile Hirsch, Rebecca De Mornay, Heath Ledger
La recensione di FilmTv
Senza moralismo né enfasi la storia dei ragazzi che hanno rivoluzionato lo skateboard
Una regista indipendente trentenne è riuscita a catturare, senza retorica né eccesso di nostalgia, la ribellione indistinta, dove una nuova rabbia si mescolava a un antico entusiasmo, dei giovanissimi californiani che, a metà degli anni ’70, prendendo spunto dalla passione e dalle evoluzioni ardite del surf, rivoluzionarono lo skateboard. La regista è Catherine Hardwicke (segnalatasi con il notevole Thirteen), i quattro ragazzi di cui racconta la storia (vera) sono Jay Admas, Tony Alva, Stacy Peralta e il loro amico Sid, interpretati rispettivamente da Emile Hirsch, Victor Rasuk, John Robinson e Michael Angarano. Lords of Dogtwon sa inseguirli e sbalzarli uno a uno in primo piano, senza moralismi, senza una “tesi” da sostenere (i quattro ragazzi fecero ognuno una scelta diversa, chi si diede allo sport professionale, chi invece inseguì altre suggestioni e tentazioni). Punteggiato da una colonna sonora d’epoca da brivido e “spezzato” dal montaggio eccellente di Nancy Richardson, il film traccia un ponte, ideale e stilistico, tra i malinconici eroismi del grande cinema americano anni ’70 (in testa a tutti, naturalmente, Un mercoledì da leoni, ma circola anche aria da Bob Rafelson – chi ricorda Stay Hungry?) e l’amarezza senza futuro dei contemporanei Gus Van Sant e Gregg Araki. Forse il cinema indipendente americano non è morto.
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