Braccati dai G-Men (1949)
Con Charles McGraw, Michael O'Shea, Virginia Grey, Frank Conroy, Julie Bishop
La trama
Killer psicotico medita una vendetta difficile.
L'assassino Arnold Kluger è rinchiuso in una prigione della California. Una volta evaso, vuole solo rifarsi su quelli che l'hanno messo dentro, il detective Williams e il giudice MacDonald. E riesce a prenderli in ostaggio con una showgirl, nel bel mezzo del deserto.
Prova brillante del caratterista Charles McGraw.
L'opinione più votata
Di carlos brigante scritta il 17/08/2010 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
un pericoloso malvivente che evade; il colpo della vita che non va per il verso giusto; un’ambigua figura femminile; e soprattutto un costante stato di incertezza che amplifica la tensione.
A differenza di noir “puri” in cui il confine tra “Bene” e “Male” è tutt’altro che definito, in questa pellicola di Felix Feist, tale distinzione è ancora netta: da una parte la polizia con il suo detective tutto casa e lavoro (uno scialbo Michael O'Shea); dall’altra lo spietato assassino Arnold Kluger (un poderoso Charles McGraw).
Questo “The Threat” non è un cult imperdibile, ma si lascia vedere (e tutto sommato apprezzare) grazie ad un ritmo ben congegnato in cui l’attesa gioca un ruolo cruciale.
Breve, scattante… spietato!
17 agosto 2010 Opinione di carlos brigante su "Braccati dai G-Men"
Il pessimo titolo italiano “Braccati dai G-Men” può far pensare ad un vecchio film di fantascienza; invece “The Threat” è un’opera che attinge dagli schemi collaudati del genere noir: un pericoloso malvivente che evade; il colpo della vita che non va per il verso giusto; un’ambigua figura femminile; e soprattutto un costante stato di incertezza che amplifica la tensione. A differenza di noir “puri” in cui il confine tra...
voto al film: 
10 agosto 2010 Opinione di Baliverna su "Braccati dai G-Men"
Buon poliziesco diretto dal solito illustre sconosciuto della RKO (ma bravo). La tensione è buona e non molla mai; gli attori - altrettanto sconosciuti - sanno il fatto loro. Il finale è forse insolitamente crudo per il cinema di quegli anni ma, almeno per quanto mi riguarda, non passa la soglia del "troppo". E' comunque interessante una scelta registica non scontata. La donna uccide il pericoloso malvivente, ma lo fa con una crudeltà eccessiva, che denota una voglia di...
voto al film: 
9 agosto 2010 Opinione di emmepi8 su "Braccati dai G-Men"
Altro noir targato RKO con McGraw come attore fra i protagonisti, siamo nel serbatoio della produzione B, ma rivisto oggi la cosa non è per niente squalificante, anzi denota una cura ben definita sul genere che parte dalla sceneggiatura dello stesso autore del racconto Hugh King coadiuvato da Dick Irving Hyland, fotografia impeccabile di Henry J. Wild, che certamente non è il primo venuto e non solo sul genere: L'orgoglio degli Amberson, Gli Uomini Preferiscono le...
voto al film: 
19 settembre 2009 Opinione di mmciak su "Braccati dai G-Men"
"Braccati dai G-Men" ("The Threat") diretto nel 1949 da Felix Feist prodotto semisconosciuto della mitica RKO, devo dire che l'ho trovato strepitoso. La storia racconta che il criminale Arnold Kluger evade dalla prigione della California, e si vuole vendicare su quelli che l'hanno messo dentro, il detective Williams e il giudice MacDonald. La RKO negli anni '30/40 è stata per il Cinema una fonte creativa infinita di idee geniali, e con senno di poi anche innovative e anche di aver...
voto al film: 
23 maggio 2009 Opinione di kotrab su "Braccati dai G-Men"
Discreto poliziesco noir ben girato (con pochi mezzi), onestamente interpretato, dalla efficace sceneggiatura, stringata e dalla buona tensione. Un film di genere che sa raggiungere l'obiettivo senza troppe incertezze. 7
voto al film: 
23 settembre 2005 Opinione di movieman su "Braccati dai G-Men"
Teso noir con un ottimo villain in Charles McGraw, da sentire in originale per apprezzarne il forte e particolare timbro vocale.
voto al film: 
13 settembre 2005 Opinione di SirWotton su "Braccati dai G-Men"
Low-budget noir di terzo rango non totalmente disprezzabile soprattutto grazie alla figura del sadico e metodico villain ben interpretato da McGraw. Non mancano i momenti rudi e le situazioni tese all'interno di una trama pur sempre mediocremente rappresentata.
voto al film: 
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