Il gatto e il canarino (1978)
Con Carol Lynley, Honor Blackman, Michael Callan, Edward Fox
La trama
In una villa della campagna inglese un gruppo di persone è riunito per conoscere il contenuto del testamento del ricchissimo defunto, Cyrus West. L'erede risulta essere la giovane disegnatrice di moda Annabelle, ma la sua soddisfazione e la tranquillità di tutti i presenti vengono turbate dalla notizia che da un vicino manicomio criminale è evaso un folle omicida. E infatti, dopo poco, ecco una prima vittima...
La parte iniziale del film, con un'ambientazione molto accurata, trasmette l'atmosfera gotico di questa storia portata sullo schermo innumerevoli volte (da Paul Leni nel '27 a Jesus Franco). Ma poco di questa suggestione viene poi mantenuto.
L'opinione più votata
Di Michele Martelossi scritta il 03/07/2011 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
Sin dall'inizio la tensione è palpabile, specie fra due cugini che non si possono tollerare nemmeno guardandosi l'un l'altro e che si mettono più che volentieri le mani addosso. Perciò, il compito di Allison Crosby, legale dei West, si rivela più difficile di quanto potrebbe essere una comune seduta dal notaio. Ad aggravare il nervosismo degli aspiranti eredi universali sono le stranezze della vecchia governante e le bizzarrie del defunto che pare aver messo da parte penna e calamaio per fare piuttosto un testamento filmato. Gli ospiti sono così costretti a cenare in compagnia della sua immagine parlante, proiettata rigorosamente a capotavola e a ricevere offese ed umiliazioni, non senza lo humor un po' nero dei british. L'eredità viene conferita ad uno di loro ma il pazzo Cyrus pone due condizioni: che il beneficiario da lui nominato sopravviva sino all'indomani e/o che non impazzisca nottetempo. In quel che resta della notte, le due clausole del pericolo di vita e della pazzia finiscono per mescolarsi vicendevolmente sino a divenire inseparabili. Allison Crosby, l'avvocatessa, viene trascinata dietro ad una libreria e quando l'erede lancia l'allarme per la sua inspiegabile scomparsa, a stento viene creduto dagli altri che cominciano a dubitare sella sua sanità mentale.
Eccezionale la bellezza di Olivia Hussey in questo film, attrice che raramente usa make up durante le sue performance e che qui è stata deliziosamente truccata. Imperdibile la cena con il morto la cui impertinenza fa andare di traverso il boccone. Notevole anche l'interpretazione di Edward Fox che irrompe a un certo punto dalla finestra per separare due litiganti e che si presenta come lo psichiatra di una clinica vicina, in cerca di un pazzo appena fuggito. Abile Wendy Hiller che alcuni ricorderanno come la principessa Dragomiroff in Assassinio sull'Orient Express e ivi nei panni dell'impettita avvocatessa.
Anche qui, sebbene non c'abbia messo mano, si respira aria di Agatha Christie con l'ambientazione falsamente retrò, il disprezzo per l'avidità umana e lo sguardo sempre torvo che viene rivolto alla borghesia dei primi del '900. Se si chiude un occhio sulle solite convenzioni delle suggestioni date dalla casa padronale e vittoriana, del gatto nero che circola tra le gambe dei tavoli e degli ospiti, dell'orologio che rintocca sempre meno colpi e se si tralascia il fatto che si tratta della quarta replica tratta dall'opera teatrale di John Willard, ne può uscire una brillante commedia gialla che rischiava pressoché di scivolare nel porno, a causa del testamento cinematografico del regista, ma che ha retto sino alla fine scampando a questo pericolo.
3 luglio 2011 Opinione di Michele Martelossi su "Il gatto e il canarino"
Che mai potrebbe succedere se un regista dedito al porno facesse invasione di campo e quel campo fosse di genere giallo? Avremo forse un pornogiallo? Niente di che, anche se alla fine c'è un vellutato richiamo al sadismo. Lo sconfinatore in questione, Radley Metzger, nel 1979 se ne venne fuori con l'idea di accendere la luce di alcune stelline angloamericane a rischiarare una buia e imperiosa magione poco lontana da Londra, nel Surrey. I convocati (Honor Blackman Olivia Hussey Michael...
voto al film: 
8 gennaio 2010 Opinione di SaintlySinner su "Il gatto e il canarino"
Tratto da un opera teatrale. Meglio nella prima parte meno nella seconda, il tutto condito da un certo humor nero. Bella la scena della cena con lettura del testamento. Nel cast anche Olivia Hussey.
voto al film: 
20 luglio 2007 Opinione di bianic su "Il gatto e il canarino"
QUALCOSA C'E' MA E' DAVVERO POCO. ottimi i primi 30 minuti poi tutto viene sprecato, comunque visibile per gli amanti del genere giallo e l'ambientazione in un vecchio castello inglese rende bene l'atmosfera
voto al film: 
26 febbraio 2005 Opinione di aredhel su "Il gatto e il canarino"
Peccato, un bell'inizio spreato da un finale terribile e da una soluzione assurda che calpesta bellamente le psicologie dei personaggi. Troppo lunga la premessa, troppo affrettata la conclusione. Il film ammazza bellamente tutta la suspance che era riuscito a creare. Come corollario aggiungo che non sopporto che l'assassino fosse un eroe di guerra e il suo complice idem. Rispetto per i soldati!
voto al film: 
2 gennaio 2005 Opinione di movieman su "Il gatto e il canarino"
Riunione di famiglia con delitto/i. Nulla di nuovo, già visto meglio altrove. E' tutto l'arzigogolato piano criminoso a non convincere.
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