Anna, quel particolare piacere (1973)
Con Edwige Fenech, Corrado Pani, Richard Conte, John Richardson
La trama
Le peripezie di una bella commessa coinvolta con la malavita.
Anna ama Guido, che traffica droga. Lei finisce per entrare nel giro, ma, rimasta incinta, si rifiuta di abortire. Per questo, fugge a Roma, e lui finisce in galera, ma per poco.
Parte come storia di malavita ma finisce in un mélo di terz'ordine, alternando esplosioni di violenze, scene di nudo e sequenze strappalacrime.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 2011-06-16 14:25:08 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
"Forse domani parto".
"Dove vai?".
"Milano".
"Credevo in Australia, da come l'hai detto".
"Nella Milano dove vado io ci sono i selvaggi come in Australia".
Anna, ormai innamorata, decide di seguire Guido a Milano: testimone di un omicidio da lui commesso, finisce ben presto coinvolta nei suoi traffici, reclutata dal boss Sogliani nell'organizzazione e costretta da Guido a prostituirsi. Quando rimane incinta, il suo compagno le intima di abortire: ma Guido viene arrestato e condannato a sei anni di galera per traffico di droga. Anna, allora, fugge a Roma con l'intenzione di tenere il bambino e costruirsi una nuova vita: incontra Lorenzo (John Richardson), un medico, con cui instaura una nuova relazione, rinfrancata e convinta dall'ottimo rapporto che si instaura tra lui e suo figlio. Guido, però, grazie a un'amnistia, esce di prigione e la rintraccia con l'intenzione di riportarla con sè a Milano: scoppia il (melo)dramma...
Anna, quel particolare piacere, prodotto da Luciano Martino, costituisce una delle rare incursioni (prima di specializzarsi nella commedia scollacciata e, in seguito, in quella demenziale) di Giuliano Carnimeo al di fuori dello spaghetti western, che, nel 1973, aveva appena terminato di popolare con personaggi del calibro di Sartana, Alleluja, Camposanto, Spirito Santo, il Passatore e, ultimo arrivato, Tresette. Le ambizioni dell'approccio, che aspira ad evocare le truci efferatezze e la tensione incalzante del nascente poliziottesco e a solleticare piccanti fantasie grazie alla carismatica presenza di Edwige Fenech (che torna a lavorare con Carnimeo dopo Fuori uno sotto un altro arriva il Passatore e Perchè quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer?), si scontrano con il modesto spessore dell'ispirazione e la dozzinalità delle scelte (tipo Pazza idea di Patty Pravo diffusa dal juke box del bar quando Anna fissa affascinata Guido nel giorno del loro primo incontro): la vicenda prettamente gangsteristica, infatti, si riduce a un noioso balletto di esplosioni di violenza e giochi di potere, senza una reale e palpabile tensione spettacolare, mentre i bollori promessi si rivelano pruriti, orchestrati prevalentemente su morbosità assortite e compiacimento voyeuristico piuttosto che sulla sensualità delle atmosfere o sul coinvolgimento di un'escalation di passioni. Neanche la svolta melodrammatica e il cambio di scenario da Milano a Roma riescono a scuotere sceneggiatura (firmata da Ernesto Gastaldi e Francesco Milizia da un soggetto di Luciano Martino e Sauro Scavolini) e messinscena dal torpore che le appiattisce inesorabilmente: il film, così, vira sul patetico, precipita sfrenato nella tragedia strappalacrime e finisce per divenire eccessivo fino al ridicolo (memorabile il primo piano degli occhi sgranati del figlio di Anna quando si ritrova davanti al padre), funestato, oltre tutto, da una scrittura talmente mediocre da allineare situazioni stantie, dialoghi raccapriccianti e personaggi senza spessore, con pochi guizzi realmente convincenti (la sequenza in flashback della sparatoria tra Guido e Anna), scarso appeal spettacolare (nonostante la ricchezza di ambienti in cui si snoda la vicenda, tra ville lussuose, bar, locali notturni, casinò, alberghi, discoteche, ippodromi, gite in motoscafo) e, in definitiva, una generale e insostenibile noia.
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2011-06-16 14:25:08 Opinione di FABIO1971 su "Anna, quel particolare piacere"
Guido (Corrado Pani), uno degli uomini di fiducia del boss Riccardo Sogliani (Richard Conte), spietato narcotrafficante milanese, deve cambiare aria per qualche tempo dopo un sanguinoso regolamento di conti tra bande. Si trasferisce a Bergamo, dove conosce l'affascinante Anna (Edwige Fenech), cassiera in un bar, con cui intreccia un'appassionata relazione: "Forse domani parto". "Dove vai?". "Milano". "Credevo in Australia, da come l'hai detto". "Nella Milano dove vado io ci sono i selvaggi...
voto al film: 
2010-02-03 13:14:11 Opinione di mm40 su "Anna, quel particolare piacere"
Thriller a tinte erotiche, di per sè nemmeno brutto, e da apprezzare quantomeno per la firma in regia: quello di Carnimeo infatti è un cognome solitamente associato al versante più becero, vacuo e trash della commedia demenzial-erotica italiana (La signora gioca bene a scopa, I carabbimatti), mentre qui il Nostro prova a confrontarsi onestamente con un genere più impegnativo. La Fenech protagonista è ad ogni modo una garanzia: garanzia di nudi frequenti e...
voto al film: 
2009-12-11 21:25:54 Opinione di mmciak su "Anna, quel particolare piacere"
"Anna,quel particolare piacere" diretto nel 1973 da Giuliano Carnimeo,devo dire che non mi è dispiaciuto. La storia tratta di Anna che lavora come cassiera in un Bar centrale di Bergamo,ed è una ragazza dalla vita ordinaria senza svaghi finché incontra e si innamora di Guido, che fa parte di una organizzazione di trafficanti di droga. Allora preso molto da lui lo segue a Milano e fa di tutto per accontentarlo anche di trasportare eroina e di "intrattenere"...
voto al film: 
2008-10-07 22:43:53 Opinione di nicola81 su "Anna, quel particolare piacere"
Da un soggetto di Sauro Scavolini e Luciano Martino (alla sceneggiatura hanno collaborato anche Ernesto Gastaldi e Francesco Milizia), un film che a dispetto del titolo non è una commedia erotica (anche se qualche scena di nudo ogni tanto fa capolino) ma un melodramma incentrato su vicende di malavita. Carnimeo dirige con un discreto ritmo, ma a parte qualche sporadica sequenza d’azione, rifugge dagli aspetti più spettacolari, mirando soprattutto a commuovere il pubblico. E per riuscirci...
voto al film: 
2008-03-24 01:07:15 Opinione di movieman su "Anna, quel particolare piacere"
Abbondanti schiaffoni di quelli che si vedevano solo nel cinema popolare degli anni '70 (e che fanno pure un po' ridere oggi) in un melodramma "melensoide".
voto al film: 
2007-09-12 20:19:09 Opinione di solerosso82 su "Anna, quel particolare piacere"
Bruttissimo film con l'unico pregio di avere come protagonista una giovane Edwige Fenech, prima che venisse consacrata a regina sexy del cinema italiano. Lo stile melò rende il film di una noisotà estrema, a differenza dei coevi film americani (un esempio è "Bobby Joe and The Outlaw" di Mark Lester), che puntavano più sul trinomio Azione-Sesso-Violenza.
voto al film: 
2007-08-27 20:11:56 Opinione di tunney su "Anna, quel particolare piacere"
IL titolo trae in inganno, non si tratta assoltamente (come io ho sempre pensato prima di averlo visto) di un erotico ma a mio parere di un bellissimo noir-drammatico. Piccolo gioiellino del nostro cinema di genere poliziesco-noir il film è un bel racconto di un'impossibile ma anzi tragicissima convivenza di due persone che si incontrano per caso, una ragazza dolce e forse sognatrice ed un gangster, che risulterà spietatissimo persino davanti alla nascita di un figlio. Finale...
voto al film: 
2007-06-10 13:53:08 Opinione di wakeup-neo su "Anna, quel particolare piacere"
il titolo evocativo in realtà spiazza: la sceneggiatura di Gastaldi vira dal noir al melò senza sosta e se eccede nel finale è solo per devoto amore nei confronti di quel cinema popolare che cerca anche la lacrima di chi guarda. La Fenech è in parte e il risultato non è trascurabile. Trama solida e schematica, regia che non si risparmia, colonna sonora enfatica. Da recuperare, con le dovute premesse.
voto al film: 
2006-04-30 20:24:45 Opinione di Il Fede su "Anna, quel particolare piacere"
Il film e' un melodramma all'italiana,con la Fenech,ragazza ingenua,che si innamora di un malavitoso,che sarebbe Corrado Pani.
voto al film: 
- negative [4]
- sufficienti [4]
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