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Opinione di lollo77 su La seconda notte di nozze





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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02/11/2006 voto al film: voto buono

Sul film

La seconda notte di Nozze di Pupi Avati sembra una cartolina d’epoca trovata nel comò della nonna, di rara bellezza e che rimanda a ricordi lontani. Il regista racconta la storia di Liliana, una vedova di mezz’età costretta a lasciare Bologna con il figlio Nino a causa di gravi problemi economici. Il periodo è quello dell’Italia dell’immediato dopoguerra, quando c'era un paese da ricostruire e un popolo prostrato moralmente e fisicamente, perciò i due sventurati intraprendono un “viaggio della salvezza” fino a Bari dove è lì ad aspettarli il cognato della donna, Giordano, ragazzone tenero e sempliciotto che da sempre nutre un amore represso nei confronti di Liliana e che è subito pronto ad ospitarla insieme a suo figlio. Giordano è una persona angelica, fuori dagli schemi, il “matto del villaggio” che si ribella alle sue zie che vogliono cacciare gli intrusi e che cerca quasi disperatamente di ritagliarsi uno spazio di felicità da troppo tempo negatogli da tutto il paese. La grande nobiltà d’animo di quest’uomo e la capacità, incondizionata, di fare solo del bene a chi gli sta intorno porteranno dolci mutamenti degli eventi. Ottimi gli attori: Antonio Albanese, maschera comica dei nostri tempi rinchiuso in una parte impegnativa e commuovente, Neri Marcoré, divertito dal suo personaggio porta un vento di comicità all’interno del film, con il suo “ghignetto ben stampato”, bravissima Katia Ricciarelli che abituati a vederla sempre in pompa magna e nelle vesti di cantante lirica , mai ci saremmo immaginati che avesse scelto questo personaggio di popolana sfatta , fiaccata dalla vita difficile e così inquieta. Pupi Avati dirige con sapienza i suoi attori, con stile brillante, leggero, ma anche con grande amarezza di fondo, denunciando una guerra che ha lasciato delle tracce terribili nel cuore del nostro paese. Si riferisce soprattutto ai numerosi ordigni bellici inesplosi durante il conflitto che spesso si sono resi mortali per molti bambini che giocavano in prossimità di essi, alla ricerca di normalità.


SI

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