Nata per vincere - La recensione di FilmTv
Con Hilary Duff, Rebecca De Mornay, Oliver James, David Keith, Rita Wilson, Dana Davis
La recensione di FilmTv
Classica parabola della provinciale che vola a Los Angeles per concretizzare i suoi sogni
Una provinciale a Los Angeles. Con una bella voce e un aspetto da Barbie, col papà che la protegge morbosamente («È la mia bambina»), la mamma che tifa per lei in silenzio e il fratello che, sfigatissimo, muore il giorno prima di andarsene a godersi un po’ di sana libertà. Le bandiere a stelle e strisce sventolano sulle case e sugli empori del paesotto che regala brividi solo durante le lezioni di coro. E naturalmente, nella migliore tradizione yankee, sogni (ir)realizzabili, per esempio un corso estivo alla Bristol Hillman Conservatory nella Città degli Angeli. Terri vorrebbe, il babbo è contrario, la mamma piange e la zia - un’artista strampalata ovviamente single - escogita una calzante bugia vera per dar modo alla nipotina di volare nella capitale del vizio. Insomma, siamo in zona Saranno famosi, in territorio Maria De Filippi, su note indigeste tipo i nostri Gazosa. D’altronde la starlettina, Hilary Duff, è un prodotto Disney, acqua (distillatissima) e sapone rigorosamente neutro. Un furbastro Tv movie - la regia è dell’esperto di catodiche amenità Sean McNamara - che sintetizza a tavolino in centotre minuti le decine di serial targettizzati sulla fascia d’età compresa fra i dieci e i quindici anni. Nel fiume di melassa tentano di farsi scorgere tre attori non banali come Rebecca De Mornay, Rita Wilson e David Keith. Che si deve fare per continuare a campare.
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