Mary (2005)
Con Juliette Binoche, Matthew Modine, Forest Whitaker, Heather Graham, Stefania Rocca, Marion Cotillard
La trama
Marie, un'attrice resta ingabbiata nella parte di Maria Maddalena che ha appena finito di interpretare e decide di fuggire a Gerusalemme; Tony, un regista presuntuoso e arrogante perso nella contemplazione di se stesso e della propria opera; e Ted, un giornalista televisivo che sta facendo uno special su Gesù Cristo ed è completamente assorbito dal suo lavoro e dal suo stile di vita metropolitano.
Girato con uno stile avvolgente e sinuoso, con la macchina da presa che sta addosso ai personaggi e pedina il loro girovagare, Mary è come un flusso ininterrotto, narrativo e di coscienze, dove le crisi, le esplosioni, le rotture non arrivano mai sole ma si rincorrono, da Gerusalemme a New York, da un anno all'altro, da una sala cinematografica a uno studio televisivo a una sinagoga. L'esplosione di un ordigno a Gerusalemme si rispecchia nella crisi di un neonato che piange e non riesce a respirare in un'incubatrice a New York: il privato e il collettivo si mescolano inesorabilmente in tutti gli angoli del mondo e noi, presi al centro di un gorgo di sofferenza, non possiamo non crollare, interrogarci, chiedere perdono. Più bello nella parte newyorkese, notturno, macerato dalle luci e dai neri che si mescolano nelle dissolvenze incrociate, e un po' più didascalico nella parte mediorientale, tuttavia Mary ha una forza compatta e tormentosa che non si arresta mai. È il film di un autore che è passato attraverso i gironi dell'inferno, in qualche maniera ne è riemerso e adesso ci chiede di avere, con lui, il coraggio di guardarci dentro e intorno.
La recensione di FilmTv
Di Emanuela Martini - FilmTV n. 47/2005
È sinuoso e avvolgente il nuovo film di Ferrara che indaga crisi mistiche e personali di due uomini e una donna in cerca di se stessi
L'opinione più votata
Di nickoftime scritta il 10/11/2010 - utile per 6 utenti
Voto al film: 
Il pretesto per l’ennesima escursione nella storia religiosa è la pellicola che il regista americano Modine sta girando ed il cui titolo “Questo è il mio sangue” ripropone ancora una volta la riscrittura del Vangelo alla luce di una fede personale e lontana dalla lettura ufficiale di quegli avvenimenti. Fin da subito quindi il cinema di Ferrara è non solo un mezzo per raccontare storie di mala/fede, attraversate da personaggi sempre ai limiti della sanità mentale ,Binoche/Mary dopo poche scene entrerà in una crisi personale che la porterà ad allontanarsi dalle scene alla ricerca di Dio, oppure divorati da un male oscuro (Modine/Anthony Childress) dipendente dalla propria opera cinematografica e rinchiuso in una camera di proiezione la cui oscurità è foriera di un salto nel vuoto irreversibile), ma più che altro un modo per mettere in atto un espiazione riflessa e frantumata nei personaggi che occupano la scena. L’attrice pentita, il regista outsider, e poi ancora il giornalista televisivo interpretato da Forest Withaker, punto di raccordo e centro della storia, con una talk show televisivo che indaga sull’essenza di una religiosità di cui lui stesso sembra ignorare la sostanza, sono la trinità in cui si divide lo sguardo del regista. Una schizofrenia lucida e moderna, dilaniata dai problemi personali (il giornalista tradisce la moglie in attesa del suo bambino per poi cadere in prostrazione quando questa rischia di perderlo), ma ancora capace di allargarsi al mondo circostante: il cinema prima di tutto, affrontato anche alle radici attraverso le parole degli apostoli e di Mary che si interrogano sul significato del “vedere” e che alludono ad un estetica sempre in bilico tra il cuore e la mente, ma anche i media, al centro dell’attenzione per motivi di sceneggiatura e per un primato a cui anche la settima arte deve sottostare (è lì che succede tutto dice un personaggio riferendosi al potere persuasivo del mezzo catodico), per non parlare degli effetti disumani prodotti dalle intolleranze culturali, esposti in maniera impietosa con un pezzo di repertorio televisivo in cui un padre ed un figlio diventano le vittime innocenti di una guerra combattuta nel nome di Dio. ESPANDI +
- negative [6]
- sufficienti [3]
- positive [14]
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12 febbraio 2012 Opinione di mm40 su "Mary"
Mary è un polpettone televisivo di difficile digestione; un Ferrara della risma meno nobile, confusionario e patinato, ambizioso ma maldestro. La messa in scena ricalca gli standard del piccolo schermo, tanto che sembra di stare guardando la puntata pilota di una serie tv: fotografia (Stefano Falivene), musiche (Francis Kuipers), dialoghi banalotti e un ostinato uso del ralenty nei momenti di maggiore pathos sono tutti dettagli capaci di sminuire la portata dei contenuti della pellicola e...
voto al film: 
11 agosto 2011 Opinione di slim spaccabecco su "Mary"
Capirci qualcosa è veramente difficile. Ferrara è sempre stato così, e anche questo film nè è la riprova. Forse la linearità è ancora maggiore rispetto al passato, ma seguire la sua traccia non è per niente facile.
voto al film: 
2 gennaio 2011 Opinione di sasso67 su "Mary"
In alcuni film è necessario scavare per scovare il significato che l'Autore ha voluto nascondervi (per restare all'oggetto di questo, si potrebbe parlare di significato apocrifo), mentre in altri a scavare ci si confondono soltanto le idee. L'impressione è che qui Ferrara mandi un invito ad essere tutti più buoni, perché Dio potrebbe punirci, messaggio indubbiamente natalizio, ma poco originale, seppure girato bene e punteggiato da spunti collaterali, quali la...
voto al film: 
10 novembre 2010 Opinione di nickoftime su "Mary"
Per anni tormentato da rovelli sirituali e costretto a rantolare nei miasmi di una cinematografia diventata sempre più paradigma di un anima lontana dalla propria assoluzione, Abel Ferrara riesce dunque a realizzare il suo film “religioso”. Forse non è un caso che lo abbia girato in italia, la terra che ne supporta l’esilio ed in cui trova sede formale quel dogma spesso interrogato dal regista americano. Sicuramente agevolato nella ricerca dei capitali...
voto al film: 
28 settembre 2010 Opinione di Govinda su "Mary"
Storie di personaggi senza alcuna capacità introspettiva e spaventati da tutto ciò che non conoscono, ruotano attorno a un film su Gesù Cristo di stampo Hollywoodiano e a crisi personali di varia natura. Tony, il regista, più che una crisi mistica ha una crisi nervosa che nulla cambierà nella sua visione della vita. Marie ci prova, ha colto la fragilità della sua esistenza va determinata alla ricerca un significato per questa vita ma fraintende...
voto al film: 
18 novembre 2009 Opinione di hallorann su "Mary"
Il regista italoamericano Abel Ferrara è uno dei maggiori registi indipendenti, insofferente alle regole delle major americane e da esse ripudiato ha sempre scelto un percorso da outsider nel cinema. Da THE DRILLER KILLER fino a KING OF NEW YORK è stato un figlio non degenere del cinema di Scorsese, incline a raccontare storie di violenza, incubi metropolitani e boss della malavita, perdizione e redenzione però iniziano a fare capolino con KING OF N.Y., ma è con...
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21 gennaio 2008 Opinione di bradipo68 su "Mary"
Abel Ferrara non rientra tra i miei registi preferiti e sicuramente questo film non mi fara'cambiare idea.E'basato su vangeli apocrifi pero'viene presentato come un film che piu'religioso e credente non si può.Scusate ma non sono d'accordo,secondo me Ferrara qui cerca di menarci per il naso disseminando domande per tutto il film e badando bene di non dare risposte.Io sinceramente l'ho trovato ammorbante,di una noia mortale e con l'aria furbastra di chi vuole barare.Vengono accostati tre...
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1 maggio 2007 Opinione di Xiao su "Mary"
in questo film sono tutti in crisi mistica... ma perchè?
voto al film: 
18 aprile 2007 Opinione di penelope68 su "Mary"
Verrebbe da dire:Mio Dio perche' ci hai abbandonato?E' uno dei film piu' religiosi e controversi che abbia mai visto.La crisi di coscienza di un attrice che rimane intrappolata nel ruolo della Maddalena e vaga per Gerusalemme alla ricerca della verita' fa da parallelo alla crisi personale di un anchor man il cui figlio appena nato potrebbe morire.E poi ci sono io li chiamo flash impulsivi e improvvisi che lacerano la storia,come l'esplosione dell ordigno o la drammatica scoperta del...
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18 aprile 2007 Opinione di Tex Murphy su "Mary"
Pretenzioso, fasullo, noioso, inconcludente, evitabile.
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