Germania anno zero (1947)
Con Edmund Moeschke, Ernst Pittschau, Ingetraud Hinze, Franz Krüger
La trama
Le vicende del piccolo Edmund nella Berlino devastata dai bombardamenti: il padre invalido, il fratello maggiore nazista ricercato, la sorella prostituta. L'unica persona con cui riesce a comunicare è un professore ex-nazista, che lo spinge ad avvelenare il padre. Infine Edmund si butta da un palazzo diroccato. Capolavoro di estremo pessimismo che sposta nella Germania sconfitta l'indagine della realtà contemporanea di "Roma città aperta" e "Paisà". Rossellini va oltre il neorealismo, in uno sguardo disincantato sulla storia e sulla natura umana. Tra le vette della storia del cinema il vagare finale, muto, del bambino tra le macerie della città: immenso e insostenibile.
L'opinione più votata
Di steno79 scritta il 30/04/2012 - utile per 18 utenti
Voto al film: 
voto 9/10
- negative [3]
- positive [16]
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30 aprile 2012 Opinione di steno79 su "Germania anno zero"
Germania anno zero è il film conclusivo di un'ideale trilogia neorealista che comprende anche Roma città aperta e Paisà; rispetto ai due film precedenti è meno conosciuto, ma a livello di stile probabilmente non risulta inferiore, soprattutto rispetto a Roma città aperta che era opera ancora parzialmente ibrida in cui "il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca" (Morandini). In Germania anno zero la rappresentazione filmica non concede...
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8 settembre 2011 Opinione di emmepi8 su "Germania anno zero"
Un film che dà il Brivido, e non è una battuta, qui Rossellini, nel periodo dei suoi istant-movies, dà luce ad un’idea fulminante per un capolavoro che il cinema mondiale ci riconosce e che basta vedere per accertarsene. Una storia, che con le premesse della voce fuori campo che ci dice del modo in cui tedeschi si attacchino alla vita, che è frutto di una stanchezza non solo fisiologica, l’arrampicarsi attraverso la miseria non solo...
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27 gennaio 2011 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Germania anno zero"
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale in una Berlino ancora sconvolta dalle macerie si aggira un bambino che deve provvedere al mantenimento del padre malato e del fratello (ex militare nazista) che deve nascondersi per paura dell'arresto. L'unico che (purtroppo!) gli dimostra (falsa) amicizia è un ex professore nazista aperto sostenitore dell'infame Trattato T4 sull'Eutanasia che spingerà con i suoi discorsi il ragazzino a compiere un gesto atroce. Una volta scoperto il...
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20 luglio 2010 Opinione di hallorann su "Germania anno zero"
Nel 2007 sono trascorsi trent’anni dalla morte di Roberto Rossellini, grande maestro del cinema italiano, mentre nel 2006 ricorrevano i cento anni dalla nascita. Durante tutti quei festeggiamenti è venuta fuori una definizione nuova e appropriata per descrivere il cinema e il percorso professionale del regista di ROMA CITTA’APERTA, quella di utopista. Negli anni ’40 è stato con Visconti e De Sica l’esponente di spicco del celeberrimo Neorealismo,...
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14 maggio 2010 Opinione di AIDES su "Germania anno zero"
Tra cumuli di macerie e resti di esistenze trascinate e anonime, scorci assolati inaspriscono l’ombra lunga del presunto pessimismo rosselliniano. Racconto scarno dalla narrazione latitante, secco, duro e spigoloso, scevro da fregi retorici, tra registrazione della realtà e dramma individuale, mestamente ripiegato e spiegato paratatticamente sul delinearsi di una generale, epocale sconfitta umana al di là degli schieramenti e delle ideologie. Accade il nulla in Germania...
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1 dicembre 2008 Opinione di antonio de curtis su "Germania anno zero"
Capolavoro di Rossellini.Attraverso gli occhi del bambino protagonista si assiste alla tragedia del dopoguerra e di un paese raso al suolo come era la Germania dell'epoca
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22 ottobre 2008 Opinione di mm40 su "Germania anno zero"
Il neorealismo in trasferta. Rossellini vuole mostrare l'orrore della guerra e lo fa nel modo più realista possibile: crudelmente. Non usa nessuna pietà sui personaggi del suo film, tantomeno sul bambino protagonista, una sorta di Pinocchio - senza lieto fine - in tempi di faticosa ricostruzione dopo le immani crudeltà naziste. L'ingenuità di Edmund gli sarà fatale, ma l'insegnamento cinico del professore del film (in natura i più deboli soccombono) non ha affatto torto in un simile...
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3 agosto 2008 Opinione di sasso67 su "Germania anno zero"
Uno dei film più duri e disperati di Rossellini. Difficile vederlo con animo sereno: il regista sembra spingere lo spettatore a sprofondare lentamente nell'abisso melmoso creato dalla guerra. Rossellini coglie alla perfezione lo spirito annullato di un popolo raso al suolo da una tragedia forse più grande della guerra stessa, perché portava con sé l'abomino dei campi di sterminio. E chi ne fa le spese è, coe spesso accade, l'innocenza, quella dei ragazzi, incolpevoli e tuttavia...
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11 febbraio 2008 Opinione di carlos brigante su "Germania anno zero"
La Germania è al suo anno 0 dopo la catastrofe nazista. La società è al suo anno 0 così come le persone e le loro esistenze. Rossellini ci porta tra le macerie tedesche e dentro le macerie che gli individui portano nel proprio spirito, e riversano fuori nella propria vita quotidina. Tutto viene narrato attraverso le azioni di Edmund e del suo microcosmo. Rossellini procede con uno sguardo in apparenza distaccato, ma con un occhio compassionevole verso il piccolo ragazzino senza però mai...
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28 ottobre 2006 Opinione di stalker63 su "Germania anno zero"
Rossellini completa il suo dittico sulle potenze che hanno perso la guerra, e dopo "Roma città aperta" ci regala questo secondo capolavoro immortale ed ineguagliabile, "Germania anno zero". Ogni ulteriore commento risulterebbe, per quanto positivo, come riduttivo. Non perdetevi le indimenticabili scene di Berlino distrutta.
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