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Germania anno zero (1947)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Germania anno zero: assente
Ritmo ritmo in Germania anno zero: presente
Impegno impegno in Germania anno zero: molto forte
Tensione tensione in Germania anno zero: forte
Erotismo erotismo in Germania anno zero: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Germania anno zero

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Germania anno zero (voti: 43 media: 4,42) 43

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locandina di Germania anno zero

La trama

Le vicende del piccolo Edmund nella Berlino devastata dai bombardamenti: il padre invalido, il fratello maggiore nazista ricercato, la sorella prostituta. L'unica persona con cui riesce a comunicare è un professore ex-nazista, che lo spinge ad avvelenare il padre. Infine Edmund si butta da un palazzo diroccato. Capolavoro di estremo pessimismo che sposta nella Germania sconfitta l'indagine della realtà contemporanea di "Roma città aperta" e "Paisà". Rossellini va oltre il neorealismo, in uno sguardo disincantato sulla storia e sulla natura umana. Tra le vette della storia del cinema il vagare finale, muto, del bambino tra le macerie della città: immenso e insostenibile. 

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L'opinione più votata

Di steno79 scritta il 30/04/2012 - utile per 18 utenti

Voto al film: voto ottimo

Germania anno zero è il film conclusivo di un'ideale trilogia neorealista che comprende anche Roma città aperta e Paisà; rispetto ai due film precedenti è meno conosciuto, ma a livello di stile probabilmente non risulta inferiore, soprattutto rispetto a Roma città aperta che era opera ancora parzialmente ibrida in cui "il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca" (Morandini). In Germania anno zero la rappresentazione filmica non concede nulla al romanzesco, è volutamente scarna, austera e antispettacolare e si concentra sulla triste vicenda del piccolo Edmund che cresce in una società malata e si avvia lungo una strada che lo porterà all'auto-distruzione. La macchina da presa diviene qui più mobile rispetto alle opere precedenti e le inquadrature più lunghe, avviandosi verso l'utilizzo del piano-sequenza che sarà preponderante nelle opere della maturità; il quadro della realtà sociale della Germania del dopoguerra è angosciante e non cede a tentazioni assolutorie o semplicistiche. Edmund diviene il simbolo di un'infanzia violentata dalla sconfitta tedesca nel recente conflitto, il simbolo del senso di colpa di un'intera nazione e della sua difficoltà a fare progetti costruttivi per il futuro. Formalmente assai moderno, il film conserva un rigore drammaturgico che gli ha impedito di invecchiare precocemente. Prima di concludere, però, non posso esimermi dall'esprimere un dubbio: perchè Rossellini ha voluto rappresentare il maestro Henning, simpatizzante nazista che corrompe Edmund, come un pedofilo che ha un impulso incontrollabile nel toccare e palpeggiare il ragazzo? Questa scelta si riallaccia probabilmente alla convinzione che molti nazisti fossero dei deviati a livello sessuale, ma personalmente avrei evitato ogni possibile ambiguità su questo punto, dato che nella realtà i nazisti perseguitarono duramente quelli che ritenevano i veri deviati sessuali, i gay, con il triangolo rosa nei campi di concentramento.

voto 9/10
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SI

Opinioni su Germania anno zero


30 aprile 2012 Opinione di steno79 su "Germania anno zero"
steno79

Germania anno zero è il film conclusivo di un'ideale trilogia neorealista che comprende anche Roma città aperta e Paisà; rispetto ai due film precedenti è meno conosciuto, ma a livello di stile probabilmente non risulta inferiore, soprattutto rispetto a Roma città aperta che era opera ancora parzialmente ibrida in cui "il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca" (Morandini). In Germania anno zero la rappresentazione filmica non concede...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a Germania anno zero (1947)

11 commenti
[utile per 18 utenti]

8 settembre 2011 Opinione di emmepi8 su "Germania anno zero"
emmepi8

Un film che dà il Brivido, e non è una battuta, qui Rossellini, nel periodo dei suoi istant-movies, dà  luce  ad un’idea fulminante per un capolavoro che il cinema mondiale ci riconosce e che basta vedere per accertarsene. Una storia, che con le premesse della voce fuori campo che ci dice del modo in cui tedeschi si attacchino alla vita, che è frutto di una stanchezza non solo fisiologica,  l’arrampicarsi attraverso la miseria non solo...

voto al film: emmepi8 assegna il voto ottimo a Germania anno zero (1947)

nessun commento
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27 gennaio 2011 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Germania anno zero"
LIBERTADIPAROLA75

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale in una Berlino ancora sconvolta dalle macerie si aggira un bambino che deve provvedere al mantenimento del padre malato e del fratello (ex militare nazista) che deve nascondersi per paura dell'arresto. L'unico che (purtroppo!) gli dimostra (falsa) amicizia è un ex professore nazista aperto sostenitore dell'infame Trattato T4 sull'Eutanasia che spingerà con i suoi discorsi il ragazzino a compiere un gesto atroce. Una volta scoperto il...

voto al film: LIBERTADIPAROLA75 assegna il voto ottimo a Germania anno zero (1947)

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20 luglio 2010 Opinione di hallorann su "Germania anno zero"
hallorann

Nel 2007 sono trascorsi trent’anni dalla morte di Roberto Rossellini, grande maestro del cinema italiano, mentre nel 2006 ricorrevano i cento anni dalla nascita. Durante tutti quei festeggiamenti è venuta fuori una definizione nuova e appropriata per descrivere il cinema e il percorso professionale del regista di ROMA CITTA’APERTA, quella di utopista. Negli anni ’40 è stato con Visconti e De Sica l’esponente di spicco del celeberrimo Neorealismo,...

voto al film: hallorann assegna il voto ottimo a Germania anno zero (1947)

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14 maggio 2010 Opinione di AIDES su "Germania anno zero"
AIDES

Tra cumuli di macerie e resti di esistenze trascinate e anonime, scorci assolati inaspriscono l’ombra lunga del presunto pessimismo rosselliniano. Racconto scarno dalla narrazione latitante, secco, duro e spigoloso, scevro da fregi retorici, tra registrazione della realtà e dramma individuale, mestamente ripiegato e spiegato paratatticamente sul delinearsi di una generale, epocale sconfitta umana al di là degli schieramenti e delle ideologie. Accade il nulla in Germania...

voto al film: AIDES assegna il voto buono a Germania anno zero (1947)

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1 dicembre 2008 Opinione di antonio de curtis su "Germania anno zero"
antonio de curtis

Capolavoro di Rossellini.Attraverso gli occhi del bambino protagonista si assiste alla tragedia del dopoguerra e di un paese raso al suolo come era la Germania dell'epoca

voto al film: antonio de curtis assegna il voto ottimo a Germania anno zero (1947)



22 ottobre 2008 Opinione di mm40 su "Germania anno zero"
mm40

Il neorealismo in trasferta. Rossellini vuole mostrare l'orrore della guerra e lo fa nel modo più realista possibile: crudelmente. Non usa nessuna pietà sui personaggi del suo film, tantomeno sul bambino protagonista, una sorta di Pinocchio - senza lieto fine - in tempi di faticosa ricostruzione dopo le immani crudeltà naziste. L'ingenuità di Edmund gli sarà fatale, ma l'insegnamento cinico del professore del film (in natura i più deboli soccombono) non ha affatto torto in un simile...

voto al film: mm40 assegna il voto ottimo a Germania anno zero (1947)


3 agosto 2008 Opinione di sasso67 su "Germania anno zero"
sasso67

Uno dei film più duri e disperati di Rossellini. Difficile vederlo con animo sereno: il regista sembra spingere lo spettatore a sprofondare lentamente nell'abisso melmoso creato dalla guerra. Rossellini coglie alla perfezione lo spirito annullato di un popolo raso al suolo da una tragedia forse più grande della guerra stessa, perché portava con sé l'abomino dei campi di sterminio. E chi ne fa le spese è, coe spesso accade, l'innocenza, quella dei ragazzi, incolpevoli e tuttavia...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Germania anno zero (1947)



11 febbraio 2008 Opinione di carlos brigante su "Germania anno zero"
carlos brigante

La Germania è al suo anno 0 dopo la catastrofe nazista. La società è al suo anno 0 così come le persone e le loro esistenze. Rossellini ci porta tra le macerie tedesche e dentro le macerie che gli individui portano nel proprio spirito, e riversano fuori nella propria vita quotidina. Tutto viene narrato attraverso le azioni di Edmund e del suo microcosmo. Rossellini procede con uno sguardo in apparenza distaccato, ma con un occhio compassionevole verso il piccolo ragazzino senza però mai...

voto al film: carlos brigante assegna il voto ottimo a Germania anno zero (1947)


28 ottobre 2006 Opinione di stalker63 su "Germania anno zero"
stalker63

Rossellini completa il suo dittico sulle potenze che hanno perso la guerra, e dopo "Roma città aperta" ci regala questo secondo capolavoro immortale ed ineguagliabile, "Germania anno zero". Ogni ulteriore commento risulterebbe, per quanto positivo, come riduttivo. Non perdetevi le indimenticabili scene di Berlino distrutta.

voto al film: stalker63 assegna il voto buono a Germania anno zero (1947)




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