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I tempi che cambiano - La recensione di FilmTv

[Les temps qui changent, 2004, durata 90']   Regia di André Téchiné
Con Catherine Deneuve, Gérard Depardieu, Gilbert Melki



La recensione di FilmTv

di Emiliano Morreale

Due attori intensi e affiatati per una sorta di “rinnovata” Signora della porta accanto

Presentato al Festival di Berlino nel 2004, l’ultimo film di André Téchiné continua a muoversi intorno ai luoghi narrati in Lontano (Loin), che a distanza di tempo appare sempre più come uno dei migliori film sull’Europa dei migranti. Anche qui siamo a Tangeri, luogo di frontiera con memorie coloniali. L’imprenditore André (Depardieu) va a Tangeri per lavoro, ma in fondo soprattutto per ritrovare il suo amore di trent’anni prima, Cécile (Deneuve), ora sposata e con figli. Lei inizialmente non ne vuol sapere, ma Antoine riesce a farsi accogliere in famiglia. Nel frattempo, a Tangeri arriva anche il figlio di Cécile, sessualmente ondivago, e la sua nuova compagna. Più che come un ambizioso affresco esploso come Loin, I tempi che cambiano è una specie di versione rinnovata della Signora della porta accanto di Truffaut, retto da due attori intensissimi e affiatati. Il set non è più l’anima della vicenda, ma un fondale, nutrito al più di sensi di colpa collettivi che rimangono sullo sfondo. Squilibrato ed estenuato, è un film di europei che non riescono più ad amarsi, e si chiude insieme ai personaggi nelle loro ossessioni. I momenti di maggiore vitalità, sono quelli col figlio bisessuale, che si perde in luoghi a lui insieme esotici e familiari.


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