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L'arte di morire (2000)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'arte di morire: assente
Ritmo ritmo in L'arte di morire: presente
Impegno impegno in L'arte di morire: assente
Tensione tensione in L'arte di morire: presente
Erotismo erotismo in L'arte di morire: assente

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La trama

Sono passati quattro anni da quando il pittore Nacho è scomparso senza lasciare traccia di se. Né la sua famiglia, né i suoi migliori amici sono in grado di fornire informazioni riguardo la sua scomparsa. Insomma tutto fa pensare che il ragazzo sia morto. Prima della scomparsa Nacho era quotatissimo nel mondo dell'arte di avanguardia. Il suo stile pittorico, profondamente influenzato dalla pittura di El Bosco, aveva come tema principale la morte. Si scopre che Iván, Clara, Patricia, Ramon, Candela e Carlos hanno mentito alla polizia e che sono coinvolti nella scomparsa di Nacho.  

Vincitore del Méliès d'argento al Festival del cinema fantastico di Bruxelles del 2000.

L'opinione più recente

Di scapigliato scritta il 12/09/2005

Voto al film: voto buono

La Spagna. Il Franchismo. Un Cattolicesimo spesso fanatico e cieco. Le razze. Le religioni tutte. Il caldo. La terra. Gli spagnoli stessi forse. Chissà cos'ha questo paese da innamorare, nonostante tutte le sue contraddizioni e ambiguità storiche. Eppure anche il suo cinema travalica spesso l'istituto cinematogafico ufficiale e s'addentra negli affascinanti labirinti del genere. Quello fantastico ed horror su tutti. Già, proprio la dimensione fantastica è quella che riesce a far parlare la vita che non si vede, come i quadri di Picasso. Sì, scomodo proprio il grande artista spagnolo perchè è il raccordo migliore per explicare quanto tutto il cinema horror sia quello specchio deforme (le deformità care agli spagnoli da Valle-Inclan in avanti) che ci permette di rivedere e rileggere ciò che vediamo e leggiamo tutti i giorni, ma criptatamente. Così anche il film di Fernandez Almero riesce a conquistarsi la stima di un bel film solido di genere, rispetto all'Italia in cui un progetto simile sarebbe naufragato subito. La storia infatti, molto ambigua, si muove lentamente tra finzione e realtà, attraverso due loro efficaci paradigmi come malattia e salute. Tant'è che la condizione dei personaggi, che si scopre solo verso la seconda metà del film, ha gli stessi tratti indefiniti dell'altra condizione, quella sana che noi con loro crediamo quella reale. Insomma, un bel thriller pittoresco, con tanta riflessione sull'arte, il suo potere, la sua trasgressione (le ipotetiche spinte omosessuali dei due amici Nacho e Ivan), e tutto quanto fa altro per un film di davvero tanto rispetto.
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SI

Opinioni su L'arte di morire


12 settembre 2005 Opinione di scapigliato su "L'arte di morire"
scapigliato

La Spagna. Il Franchismo. Un Cattolicesimo spesso fanatico e cieco. Le razze. Le religioni tutte. Il caldo. La terra. Gli spagnoli stessi forse. Chissà cos'ha questo paese da innamorare, nonostante tutte le sue contraddizioni e ambiguità storiche. Eppure anche il suo cinema travalica spesso l'istituto cinematogafico ufficiale e s'addentra negli affascinanti labirinti del genere. Quello fantastico ed horror su tutti. Già, proprio la dimensione fantastica è quella che riesce a far parlare...

voto al film: scapigliato assegna il voto buono a L'arte di morire (2000)



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