Skeleton Key (2005)
Con Kate Hudson, Gena Rowlands, John Hurt, Peter Sarsgaard, Joy Bryant
La trama
Dopo la drammatica morte del padre, Caroline ha lasciato il suo lavoro di manager di gruppi rock per dedicarsi a persone che hanno subito maltrattamenti. Si trasferisce così in Louisiana per occuparsi di Ben che, dopo un misterioso incidente, non riesce più a parlare. Nella casa dove Ben e la moglie Violet vivono c'è una strana atmosfera: Caroline ha la sensazione che tra le mura domestiche si nasconda qualche segreto legato ai riti voodoo...
Questo film è un epigono rispettabile, che all'inizio ricorda certi titoli del filone Baby Jane e certe scenografie alla Improvvisamente l'estate scorsa. È forse troppo lungo, difetta di ritmo, è meccanico in molti passaggi (il regista Softley è sempre stato un piatto illustratore), ma, oltre a evocare atmosfere ricche di fascino, ha una trovata finale che lo solleva nettamente al di sopra della media del genere, con qualche spruzzo di metacinema. Kate Hudson come urlatrice horror è discreta, mentre sono tutti da godere i gigioneggiamenti di Gena Rowlands e John Hurt.
La recensione di FilmTv
Di Emiliano Morreale - FilmTV n. 40/2005
Tra il blues e gli spettri del bayou, un horror tra le strade di New Orleans, città sempre più fantasma
L'opinione più votata
Di Immorale scritta il 2011-11-17 18:19:32 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
Gli elementi base di un thriller-horror stereotipato sono presenti in dosi abbondanti nel lavoro di Softley: casa scricchiolante sperduta tra coccodrilli e paludi, personaggi inquietanti in ogni dove, porte chiuse da secoli, riti Voodoo, pozioni e ragazza tipo cheerleader-ma-dal-cuore-d’oro da terrorizzare a morte. Anche gli “screaming moments” sono ampiamente telefonati e, se non fosse per il volume spropositato rigurgitato dalle totemaiche casse “home theater” del mio amico Roberto, non mi avrebbero procurato il minimo sobbalzo. Ciò che fa elevare il film al rango di prodotto medio vedibile senza patemi, è la prova recitativa degli inossidabili Gena Rowland e John Hurt; lei, con il suo approccio misurato al personaggio “mefistofelico” della moglie dell’infermo (Violet), riesce a trasudare malsanità da ogni sguardo o azione, anche la più banale. Lui, nei panni dell’anziano da accudire (Ben Deveraux) recita, letteralmente, con gli sguardi e con il corpo (pochissime le parole pronunciate), trasmettendo un senso di angoscia che “buca” lo schermo e si aggrappa alla spina dorsale dello spettatore. La loro prova annichilisce Kate Hudson in un angolo, nonostante il ruolo da protagonista, e consente di non essere completamente trancianti nei confronti di un prodotto paratelevisivo, dal finale “coup de grace” comunque già visto.
- negative [10]
- sufficienti [24]
- positive [17]
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2011-11-17 18:19:32 Opinione di Immorale su "Skeleton Key"
Caterine Ellis è quell’infermiera che tutti vorrebbero al proprio capezzale, per la veglia finale della vita: comprensiva, gentile e partecipe. La sua buona nomea gli procurerà un altro “lavoro” di assistenza di un anziano colpito da ictus, Benjamin Deveraux, ed il conseguente trasferimento nella “ridente” di lui abitazione, posta tra le inquietanti paludi nei pressi di New Orleans. Gli elementi base di un thriller-horror stereotipato sono presenti in dosi abbondanti nel...
voto al film: 
2011-02-03 12:09:09 Opinione di Fanny Sally su "Skeleton Key"
Più che horror questo film potrebbe essere definito un thriller paranormale di media fattura. La tensione non raggiunge livelli elevati ma l'intreccio, piuttosto originale, riesce a tenere costante l'attenzione fino ad un finale meno scontato del previsto. Buona la regia e convincenti le interpretazioni della brava Hudson, della enigmatica Rowlands e del sofferto Hurt.
voto al film: 
2011-02-02 09:57:35 Opinione di Myau su "Skeleton Key"
Horror molto interessante per l'idea che sta dietro (mentre lo svolgimento è nella media). E' uno di quei film in cui alla fine devi rivedere sotto un'altra ottica tutto ciò che è avvenuto e in particolare ripensare alle ragioni dell'uso e dell'abuso delle meccaniche tipiche dell'horror.
voto al film: 
2011-01-22 22:43:55 Opinione di Tex Murphy su "Skeleton Key"
Buon horror (più che thriller) che si solleva sopra la media del genere grazie all'assenza di splatter, alla buona recitazione generale ed al finale non consolatorio.
voto al film: 
2009-11-11 10:43:20 Opinione di FABIO1971 su "Skeleton Key"
Caroline (Kate Hudson) è un'infermiera geriatrica che, dopo la morte del padre, si trasferisce nelle paludi della Louisiana ad assistere l'anziano Ben Devereaux (John Hurt), colpito da un ictus. La moglie di Ben, Violet (Gena Rowlands), accoglie con apparente ostilità la nuova venuta, ma solo nel finale se ne scopriranno drammaticamente i veri motivi e le segrete intenzioni: nella loro abitazione, infatti, si celano oscuri e spaventosi segreti, invocati...
voto al film: 
2009-09-14 02:52:15 Opinione di AndyMorrison su "Skeleton Key"
Niente di speciale questo film, parte con buoni propositi ma si perde quasi subito. Nella parte centrale cerca di risollevarsi ma ormai è troppo tardi e lo spettatore attende con entusiasmo le pause bagno per evitare di morire assonnato sulla poltrona. La solita Kate Hudson ci regala la consueta identica interpretazione. Mediocre.
voto al film: 
2009-08-15 13:10:20 Opinione di chribio1 su "Skeleton Key"
la trama sembrava interessante ma il film e' poco ispirato.voto.5.
voto al film: 
2009-08-07 16:42:40 Opinione di bigdexter su "Skeleton Key"
Interessante fotografia della New Orleans e del suo "entroterra" in questo horror che vira molto più verso il thriller. La bella Hudson si aggira in questi luoghi umidi e fatiscenti, costretta a improvvisarsi esperta hoodoo e dando una discreta prova di scream queen, distaccandosi dai ruoli da commedia rosa che abitualmente le vengono affibbiati. L'idea è buona, ma il film procede stancamente fino ad un finale "a sorpresa" in grado però di risvegliare lo spettatore...
voto al film: 
2009-08-06 01:59:29 Opinione di rebis su "Skeleton Key"
L’impianto scenografico – un’umida marcescente Lousiana fradicia di dolore e morte, nella quale David Mindel stende luci gelate e acquose - spadroneggia su una costruzione narrativa abbastanza convenzionale. La sceneggiatura di Ehren Kruger – responsabile del Ring americano – mutua un’idea bella e angosciosa, tentando, al contempo, il recupero del Gotico Americano e nuove traiettorie su cui intercettare la paura: ci riesce in parte. Godibilissimo il cast...
voto al film: 
- negative [10]
- sufficienti [24]
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