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Opinione di hallorann su Giallo napoletano





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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02/06/2011 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Raffaele Capece è un mite suonatore di mandolino con due disgrazie nella vita. La prima è la poliomielite (“Coscia morta” come lo apostrofa il padre) che l’ha reso claudicante e “dalla quale si può guarire…”. La seconda “dal quale non si può guarire!” è il padre Natale che è solito giocare indebitandosi per poi mettere nei guai il figlio. In seguito a uno di questi debiti paterni, il buon Raffaele viene coinvolto in un intrigo fatto di serenate, omicidi, bobine e scheletri nell’armadio. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. GIALLO NAPOLETANO è una gradevole commedia con infiltrazioni gialle (non molto originali a dire il vero) scritta, tra gli altri, dall’autoctono Elvio Porta e diretta con piglio sicuro dal navigato Sergio Corbucci. Un divertissement in cui il cast è costituito da all stars: Marcello Mastroianni interpreta il protagonista confermandosi un eccellente attore abile in tutti registri recitativi (qui quello buffonesco); Michel Piccoli interpreta con classe l’ambiguo direttore d’orchestra; Peppino De Filippo il simpatico Natale Capece con tanto di battuta antieduardiana (“a me nun me piace ‘o presepe”); Ornella Muti, Capucine e Zeudi Araya le affascinanti figure femminili di contorno; Renato Pozzetto vicecommissario milanese in trasferta (esilarante la gag con l’auto senza freni); efficaci i caratteristi Peppe Barra, Franco Javarone e Natale Tulli. Particina da “femminiello” per un giovanissimo GianFelice Imparato. Commento musicale D.O.C. di Riz Ortolani.


SI

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