Le cinque giornate (1973)
Con Adriano Celentano, Enzo Cerusico, Marilù Tolo, Luisa De Santis
La trama
Ricostruzione dissacrante dei moti milanesi.
Milano, dal 18 al 22 marzo del 1848: Cainazzo è un ladruncolo che rimane coinvolto per caso nell'insurrezione, così come il fornaio Romolo. I due diventano amici durante la costruzione delle barricate, gli attacchi dei rivoltosi e le rappresaglie degli asburgici. Romolo però, quando scoppiano i festeggiamenti per la vittoria, interviene a fermare le violenze di un rivoluzionario, segnando così il proprio destino.
La rilettura grottesca di un episodio centrale del nostro Risorgimento risulta di grana troppo grossa, scadendo nel qualunquismo senza strappare alcuna risata. Si tratta senza dubbio della regia più insolita di Dario Argento.
L'opinione più votata
Di Lina scritta il 29/04/2011 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
- negative [4]
- sufficienti [2]
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26 gennaio 2012 Opinione di John Nada su "Le cinque giornate"
Adriano Celentano/Cainazzo :- [da un palchetto alla fine del film, rivolto ai milanesi e indicando i guerrafondai capi della rivoluzione] ”Mi sa che ci hanno fregato, loro.” Lo sguardo alla rivoluzione milanese del marzo 1848 durante la quale le truppe austriache dovettero temporaneamente ritirarsi, è apparentemente comico ma invece solamente amaro e realmente sanguinoso,alla maniera di Argento,(parecchie scene violente, teste che esplodono, spari, pugnalate, e crudelmente...
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4 gennaio 2012 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Le cinque giornate"
In pieni anni '70 di moti giovanili, di brigate rosse e nere, di ideologie contrastanti e, spesso, ridicole Dario Argento gira il film giusto al momento giusto. La storia ruota attorno a tre personaggi, c'è Adriano Celentano che perde il socio e, nella ricerca ne trova uno più sincero (l'altro si è unito per interesse, facendosì chiamare "Libertà" -e dopo questa cambierei nick!-, prima ai rivoltosi e poi agli austriaci, che lo pagano di più, per il quale manda innocenti sul patibolo in...
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29 aprile 2011 Opinione di Lina su "Le cinque giornate"
Dramma storico a mio giudizio sottovalutato. E' alquanto atipico nella filmografia di Dario Argento, ma dopo averlo visto, penso che il regista avrebbe potuto regalarci qualche altra chicca di questo genere per il quale non sembra affatto negato. Prima di vederlo, ero quasi convinta che non mi sarebbe piaciuto e invece, ha catturato del tutto la mia attenzione. Filmtv sostiene che sia un film grottesco e qualunquista che non faccia mai ridere, ma a me non è sembrato. Certo mica siamo...
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25 dicembre 2010 Opinione di Myau su "Le cinque giornate"
L'irriverenza esibita di questo film può suonare oggi forzata e falsa, ma il film va giudicato per un altro aspetto: quello visivo. Una regia di una freschezza e inventiva irrefrenabile, strapiena di trovate e soluzioni brillanti. Da questo punto di vista siamo a livello di Profondo Rosso e Suspiria. Peccato non sia un horror.
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19 dicembre 2010 Opinione di emmepi8 su "Le cinque giornate"
Argento voleva dimostrare che era un regista anche su altri campi di genere, l'idea non era male, ma la realizzazione e la sceneggiatura è molto cialtronesca e la direzione degli attori è davvero ai minimi termini, colpa che poi si trascinerà molto spesso anche in altri suoi, specialmente di ultimo periodo. Il film dovrebbe essere ricco di ironia, ma il sorriso non viene fuori neanche con le tenaglie; la scelta del cast è stata temeraria, un arma a doppio...
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18 dicembre 2010 Opinione di chribio1 su "Le cinque giornate"
strano solamente il dover pensare che dietro alla macchina da presa di questo filmetto c'e' Dario Argento,il quale si sollazza un po' in una pellicola poco convincente e con poca verve,pur essendo dissacratoria.Da segnalare anche la presenza di Ivana Monti.voto.5.
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8 giugno 2010 Opinione di wang yu su "Le cinque giornate"
Dario Argento esce al di fuori del genere giallo/horror e sforna un prodotto più che dignitoso (anche se indubbiamente il thriller gli è molto più congeniale), in cui abbondano scene di notevole violenza. Buona l'interpretazione di Celentano e Cerusico.
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9 agosto 2009 Opinione di giurista81 su "Le cinque giornate"
Pellicola in costume piuttosto atipica e troppo poco pubblicizzata dagli amanti di Dario Argento e della filmografia di genere italiana. Eppure, nonostante qualche battuta a vuoto, si tratta di un ottimo film che esplicita quanto già emerso negli spaghetti western "Tepepa", "Vamos a matar companeros" e "Giù la testa". Cambia l’ambientazione e il periodo storico (qui siamo a Milano), ma non la sostanza. Argento opta più per la farsa, piuttosto che per tagli seriosi...
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2 aprile 2008 Opinione di Carlo Ceruti su "Le cinque giornate"
Né Argento né Celentano erano adatti per un film del genere. Il primo non è a suo agio col genere e dirige in modo confuso ed il secondo, seppur bravo, non riesce ad essere abbastanza coinvolgente. In sostanza è un'occasione mancata. Tabellino dei punteggi di Film Tv humor:1 ritmo:2 impegno:2 tensione:2
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18 dicembre 2007 Opinione di mm40 su "Le cinque giornate"
Non si può disprezzare il tentativo di sdrammatizzare un fenomeno cruento e insensato, il contrapporsi fra uomini che uccidono altri uomini in nome di ideali fondamentalmente bassi: ma questo non è La vita è bella, e Celentano, pur imbeccato spesso per qualche gag delle sue, non è Benigni. Ricostruzione all'acqua di rose e finale moralistico decisamente fuori luogo.
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