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Il giardino dei Finzi Contini (1971)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il giardino dei Finzi Contini: assente
Ritmo ritmo in Il giardino dei Finzi Contini: presente
Impegno impegno in Il giardino dei Finzi Contini: presente
Tensione tensione in Il giardino dei Finzi Contini: minimo
Erotismo erotismo in Il giardino dei Finzi Contini: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto pessimo a Il giardino dei Finzi Contini

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto pessimo a Il giardino dei Finzi Contini (voti: 48 media: 3,17) 48

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La trama

Siamo a Ferrara, negli anni che preludono la Seconda Guerra Mondiale; anche in Italia sta per prendere il via la politica antisemita. Nella lussuosa villa dei Finzi Contini, un'antica e aristocratica famiglia ebraica, si susseguono vicende quotidiane, amori ed equivoci sentimentali tra i rampolli più giovani. Ma questi drammi amorosi vengono ben presto sopraffatti dal crudele dramma storico costituito dalla guerra e dalle deportazioni.  

Dal romanzo di Giorgio Bassani (che ritirò la firma dalla sceneggiatura) uno degli ultimi film di De Sica,di ricostruzione storica un po' esangue e con momenti kitsch (il finale con la partita a tennis in flou). Splendida la Sanda.

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L'opinione più votata

Di LorCio scritta il 2011-11-24 23:48:10 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto sufficiente

I romanzi di Giorgio Bassani sono storie di fantasmi. Bassani è la quintessenza della nostalgia lucida e tragica, racconta le piccole cose del quotidiano che si scontra con la potenza funesta della Storia. I personaggi di Bassani sono le presenze-assenze di un passato perduto, nella fattispecie gli ebrei di Ferrara (dentro le mura), chi inizialmente legato al fascismo, chi tenacemente contrario e chi garbatamente indifferente. Tutti quanti, non fa esclusioni Bassani, perché il dramma è talmente grande da non poter ignorare la possibilità di una conciliazione. Dopo La prima notte del ’43, esordio di Florestano Vancini e primo film tratto da un testo di Bassani (un racconto contenuto nelle splendide Cinque storie ferraresi), e prima dell’adattamento che Giuliano Montaldo fece, alla fine degli anni ottanta, del sofferto Gli occhiali d’oro, c’è uno degli ultimi film di Vittorio De Sica, all’epoca settantenne e ormai adagiatosi da tempo, come regista, su film con poche pretese e di facile successo. L’adattamento di uno dei principali romanzi del secondo novecento italiano non poteva che essere un’ottima occasione per tornare a parlare di temi a lui cari in altri tempi e di riacquistare una certa caratura autoriale allora arrugginita. La legittimazione da parte di Bassani, poi, era una manna del cielo. Peccato che poi lo scrittore disconobbe il film, prendendone le distanze. In effetti De Sica (ma soprattutto i suoi sceneggiatori Vittorio Bonicelli e Ugo Pirro) preferì privilegiare l’aspetto romantico della storia, ponendo l’accento più sull’affascinante personaggio di Micol Finzi-Contini (di cui è impossibile non innamorarsi, complice anche Domenique Sanda di rara bellezza) che sul lento tormento degli ebrei ferraresi di fronte alla tragedia della firma delle leggi razziali. Certamente sono sottolineati l’isolamento degli ebrei dalla vita pubblica (il giardino dei Finzi-Contini è l’unico posto in cui possono giocare a tennis e parlare liberamente, così come la grande biblioteca nella casa della famiglia è l’unico luogo in cui possono studiare) e una sconfinata tristezza, specialmente nel complesso personaggio del padre del protagonista, che nel romanzo ha delle pagine bellissime (le confidenze notturne con il figlio) e sullo schermo è tratteggiato splendidamente da Romolo Valli. D’altro canto, poco convincente risulta la relazione tra Micol e il milanese Melnate (del legnoso ed aitante Fabio Testi, ovvio contraltare del gracile ma più bravo Lino Capolicchio nei panni del protagonista), che avrebbe potuto avere ben più ampio respiro e meno sentimentalismo scontato. Indubbiamente calligrafico, considerando anche l’acquarellica fotografia di Ennio Guarnieri, forse lezioso, sicuramente prevedibile. Ciò nonostante, ebbe parecchi premi, compreso un opinabile Oscar per il miglior film straniero.
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SI

Opinioni su Il giardino dei Finzi Contini


2012-02-01 20:59:21 Opinione di jonas su "Il giardino dei Finzi Contini"
jonas

Dal romanzo di Bassani, le vicende di una comunità ebraica a Ferrara dalle leggi razziali alla deportazione nei lager; sullo sfondo della tragedia storica l’amore infelice di Giorgio per Micòl, socialmente troppo superiore a lui, perde importanza. Il quarto Oscar di De Sica, a oltre vent’anni dalla stagione neorealista, è in pratica un (meritatissimo) premio alla carriera. Il film è il prodotto di un calligrafismo senza tempo, decoroso e impersonale; ci si emoziona solo davanti alle...

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a Il giardino dei Finzi Contini (1971)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

2012-01-15 15:30:01 Opinione di almodovariana su "Il giardino dei Finzi Contini"
almodovariana

Nella crepuscolare Ferrara degli anni del Fascio che si prepara all'entrata in guerra dell'Italia e in cui gli ebrei vengono gradualmente accerchiati dalle restrizioni razziali, si svolge l'educazione sentimentale di Giorgio, aspirante letterato ebreo. Ma in primo piano vi sono i sentimenti di Giorgio per Micòl, appartenente alla nobile famiglia dei Finzi Contini; il giardino è un posto magico della loro residenza che da un lato consente al protagonista di penetrare nel mondo...

voto al film: almodovariana assegna il voto buono a Il giardino dei Finzi Contini (1971)



2011-11-24 23:48:10 Opinione di LorCio su "Il giardino dei Finzi Contini"
LorCio

I romanzi di Giorgio Bassani sono storie di fantasmi. Bassani è la quintessenza della nostalgia lucida e tragica, racconta le piccole cose del quotidiano che si scontra con la potenza funesta della Storia. I personaggi di Bassani sono le presenze-assenze di un passato perduto, nella fattispecie gli ebrei di Ferrara (dentro le mura), chi inizialmente legato al fascismo, chi tenacemente contrario e chi garbatamente indifferente. Tutti quanti, non fa esclusioni Bassani, perché il dramma è...

voto al film: LorCio assegna il voto sufficiente a Il giardino dei Finzi Contini (1971)

2 commenti
[utile per 4 utenti]

2011-09-01 02:40:22 Opinione di BroadwayBoy su "Il giardino dei Finzi Contini"
BroadwayBoy

Mentre la Seconda Guerra Mondiale è imminente, la ricca famiglia ebrea dei Finzi Contini cerca di continuare a vivere tranquillamente, a dispetto dell'ostracizzazione dovuta all'avvento del Nazismo. Un racconto sulla gioventù di un gruppo di ragazzi vissuta in un mondo ovattato, che cadrà in pezzi a causa della guerra. Molto coinvolgente, pecca di freddezza nel finale, quasi non fosse evidente che la cronaca di un evento storico può essere molto meno struggente...

voto al film: BroadwayBoy assegna il voto sufficiente a Il giardino dei Finzi Contini (1971)



2011-03-24 13:34:00 Opinione di Utente rimosso (pgll) su "Il giardino dei Finzi Contini"
Utente rimosso (pgll)

Ho amato molto il libro di Bassani. Lo collego ad una splendida estate della mia giovinezza. 16 anni, Edinburgo, Biblioteca Nazionale. Seduta su degli improbabili divani (non mi era permesso portare fuori il libro perchè? Non lo ricordo, forse non potevo tesserarmi) a leggere un testo che mi riportava a casa. Nelle nebbie malinconiche di una Ferrara immobile e senza tempo. In un italiano lento, fluente e placido come il Po'.  Ho amato altrettanto il film che,...

voto al film: Utente rimosso (pgll) assegna il voto buono a Il giardino dei Finzi Contini (1971)

3 commenti
[utile per 3 utenti]

2011-03-18 13:59:59 Opinione di Tarabas su "Il giardino dei Finzi Contini"
Tarabas

Il giardino della ricca famiglia ferrarese dei Finzi Contini è frequentato da un gruppo di ragazzi, amici dei rampolli Alberto, chiuso e malinconico e Micol, vibratile e capricciosa. Le persecuzioni antiebraiche spazzeranno via il loro mondo. Tolta la bella calligrafia e qualche buona prova (di Valli soprattutto), resta poco di questo film senza carattere, senza dramma, con un finale appiccicato. Lo svolgimento della trama si capisce poco e il collegamento coi fatti storici del...

voto al film: Tarabas assegna il voto pessimo a Il giardino dei Finzi Contini (1971)

2 commenti
[utile per 1 utenti]


2011-02-02 19:11:40 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Il giardino dei Finzi Contini"
LIBERTADIPAROLA75

Nella Ferrara di fine anni 30 le vicende di una ricca famiglia semita e del suo giro di amici tra cui Giorgio (Bassani) da sempre innamoratissimo della bellissima Micol. La 2° Guerra Mondiale e le leggi antisemite distruggeranno la quotidianità del gruppo di amici: c'è chi muore al fronte, chi di malattia, chi si rifugia in Francia e chi è deportato. Ai sopravvissuti in lacrime resta solo il ricordo dei giorni felici...Il romanzo (autobiografico) di Bassani si apriva...

voto al film: LIBERTADIPAROLA75 assegna il voto ottimo a Il giardino dei Finzi Contini (1971)

nessun commento
[utile per 3 utenti]

2009-12-13 16:12:06 Opinione di sillaba su "Il giardino dei Finzi Contini"
sillaba

Analizza bene un'epoca e una società. Il film è un ottimo esempio del cinema italiano, a volte complesso da capire senza comprendere bene le vicende politiche.

voto al film: sillaba assegna il voto buono a Il giardino dei Finzi Contini (1971)



2009-12-04 18:02:34 Opinione di rebis su "Il giardino dei Finzi Contini"
rebis

La sintassi edotta, opulenta di Bassani, la tensione atmosferica delle sue pagine intrise di struggimento letterario, capaci di evocare densità e ricordi antichi, non erano materia appropriata al cinema. Come adattamento, il film è fallimentare, perché la sceneggiatura di Ugo Pirro commuta un affresco d’epoca in una schietta denuncia del fascio e delle leggi razziali tanto condivisibile quanto retorica. De Sica appunta la resa climatica alle luci, alle scenografie...

voto al film: rebis assegna il voto pessimo a Il giardino dei Finzi Contini (1971)


2009-11-28 13:52:57 Opinione di chribio1 su "Il giardino dei Finzi Contini"
chribio1

mah,storie di alta borghesia ma non mi ha molto colpito.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Il giardino dei Finzi Contini (1971)




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