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Dear Wendy (2005)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Dear Wendy: minimo
Ritmo ritmo in Dear Wendy: presente
Impegno impegno in Dear Wendy: presente
Tensione tensione in Dear Wendy: minimo
Erotismo erotismo in Dear Wendy: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Dear Wendy

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Dear Wendy (voti: 25 media: 3,16) 25

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La trama

Il fascino perverso delle armi da fuoco.

Dick, pacifista convinto, trova una pistola che chiama Wendy, e invece di buttarla decide di tenersela. Con i suoi amici fonda un club segreto chiamato "the Dandies", che ha come principi ispiratori il pacifismo e l'amore per le armi. La regola fondamentale è non ricorrere all'uso di queste ultime, ma tutti i "Dandies" vengono a trovarsi in una situazione in cui è difficile rispettarla...  

L'apologo morale è rivolto a svelare ancora una volta come i miti fondativi degli States siano violenti e ipocriti. Programmatico e provocatorio come sempre è von Trier, autore di soggetto e sceneggiatura: chi lo ama amerà anche questo film, chi lo odia lo odierà.

La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 40/2005

Una pistola come l’Anello di Tolkien. A non poterne fare a meno, però, è l’America

Non sono le armi a essere pericolose, ma gli uomini. L’affermazione si può leggere in due modi: o come efficace slogan della National Rifle Association, la lobby delle armi Usa, oppure come verità assoluta. Un pezzo di metallo che spara è pur sempre “solo” un pezzo di metallo. Siccome il paradosso è il suo pane quotidiano, Lars von Trier ha scritto Dear Wendy per raccontare il fascino che scaturisce da quel metallo. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di mm40 scritta il 2011-05-09 12:48:38 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto mediocre

Una polemica sceneggiatura di Lars Von Trier si accoppia a un'ispirata regia di Thomas Vinterberg: opera magistrale? Assolutamente no. E neppure film-dogma: soltanto un didascalico apologo antiamericano realizzato dignitosamente, ma ben poco originale e fantasioso sul piano dei contenuti. Perchè la 'pace armata' di cui si parla per tutta la pellicola è concetto francamente ormai noioso, sviscerato e cucinato in ogni salsa, così come l'idea che lo yankee medio non riesca a vivere senza accarezzare quotidianamente la fondina è materiale stereotipato e fonte di sbadigli. Apprezzabile per lo meno la scelta di affrontare il discorso dal punto di vista dell'adolescenza, fase già di per sè scomoda e problematica dell'esistenza; da questo punto di vista non è poi così scontato il parallelo fra gli Usa, nazione 'giovane' (rispetto al 'vecchio continente' europeo, si intende), e la schizofrenica, irrequieta adolescenza. La facilità agli entusiasmi, la (onni)potenza testosteronica, l'incoscienza di quell'età ben si accostano alla morale a stelle e strisce, la stessa che esporta democrazia con i cacciabombardieri in giro per tutto il pianeta. Ma davvero c'era bisogno - nel 2005 - di un film per raccontare questo? E il gruppetto dei Dandies può realmente avere qualcosa a che fare con i Poeti estinti dell'Attimo fuggente, ovviamente in termini provocatori (la ricerca della poesia nel sublime che è dentro di noi tramutata in necessità concreta di difesa dalla violenza del mondo esterno)? Pare proprio di no. Wendy, la pistola da cui proviene il titolo, è solamente il deus ex machina, l'espediente escogitato dall'autore per introdurre lo spettatore all'odierno far west (l'atmosfera del paesino ricreata dal regista è ostentatamente western); la strage finale tutti-contro-tutti (in democrazia siamo tutti fratelli, abbiamo tutti pari diritti e doveri, quindi anche pari possibilità di diventare vittime o carnefici) è l'esemplificazione palese di un discorso probabilmente un po' estremizzato e quindi banalizzato, ma certo fondato. Bravo il protagonista Jamie Bell, neppure ventenne e già noto al grande pubblico per Billy Elliot, nel quale curiosamente era figlio di un minatore come in questo Dear Wendy. Colonna sonora strepitosa, che recupera una delle più grandi (e misconosciute) band inglesi degli anni '60: gli Zombies di Time of the season, She's not there ed Emily (tutte inserite nel film). 5/10.
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SI

Opinioni su Dear Wendy


2011-05-09 12:48:38 Opinione di mm40 su "Dear Wendy"
mm40

Una polemica sceneggiatura di Lars Von Trier si accoppia a un'ispirata regia di Thomas Vinterberg: opera magistrale? Assolutamente no. E neppure film-dogma: soltanto un didascalico apologo antiamericano realizzato dignitosamente, ma ben poco originale e fantasioso sul piano dei contenuti. Perchè la 'pace armata' di cui si parla per tutta la pellicola è concetto francamente ormai noioso, sviscerato e cucinato in ogni salsa, così come l'idea che lo yankee medio non riesca...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Dear Wendy (2005)

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[utile per 1 utenti]

2011-04-05 00:18:46 Opinione di wang yu su "Dear Wendy"
wang yu

La struttura narrativa di questo film è grande, ti aspetti che succeda qualcosa ma non sai cosa e come, perchè il film è tutt'altro che prevedibile . Trama curiosa e fantasiosa di come una pistola può diventare un prolungamento della personalità di qualcuno,il finale lascia un messaggio chiaro chi possiede un arma prima o poi la userà e si ritroverà in un mare di guai.Come disse il cinese:(A schelzale con le accette si finisce fatti a fette)

voto al film: wang yu assegna il voto buono a Dear Wendy (2005)



2010-04-28 23:13:53 Opinione di bradipo68 su "Dear Wendy"
bradipo68

Billy Elliot è cresciuto ma si è innamorato della Wendy sbagliata,cioè di un piccolo gingillo lucente capace di fare fori d'entrata e fori d'uscita.Wendy è una piccola pistola a tamburo con calcio chiaro,forse un po'femminile.Ma spara proiettili che fanno decisamente male.Se non avessi saputo che soggetto e sceneggiatura erano stati scritti da Lars Von Trier lo avrei immediatamente sospettato.Dear Wendy sembra nato dalla costola putrida di un film come...

voto al film: bradipo68 assegna il voto mediocre a Dear Wendy (2005)


2009-03-12 20:16:18 Opinione di supadany su "Dear Wendy"
supadany

VOTO : 5/6. Pellicola irrisolta che parte da un soggetto buono (firmato da Von Trier) che però funziona solo a tratti portato su schermo. Colpa in parte del soggetto stesso, alcune situazioni sono involontariamente grottesche, ma anche della messa in scena di Thomas Vinterberg, un regista che dopo il buon "Festen" si è perso per strada. Così se all'inizio ci si può anche affezionare ai dandy che trovano nel rapporto con le loro pistole un modo per uscire da una situazione (o anche...

voto al film: supadany assegna il voto mediocre a Dear Wendy (2005)



2008-09-30 23:48:43 Opinione di movieman su "Dear Wendy"
movieman

Che un amore estremo e viscerale verso le armi da fuoco non possa che terminare in tragedia lo possiamo ben intuire da soli, e allora a che serve questo film? Purtroppo a poco. S’annuncia come un’opera curiosa e stuzzicante, a giudicare dai primi minuti, ma ha una tenuta scarsa: quando scade nel barocco, la sceneggiatura s’incarta, il film è perduto e il finale che non si vorrebbe mai vedere è servito! Utile però come dimostrazione della valenza psicologica (fallica, compensatoria)...

voto al film: movieman assegna il voto mediocre a Dear Wendy (2005)


2008-07-07 17:01:52 Opinione di sasso67 su "Dear Wendy"
sasso67

Da una sceneggiatura del discusso Lars Von Trier, l'allievo dogmatico Thomas Vinterberg ("Festen", 1998) realizza un film (forse volutamente) sconcertante, i cui personaggi si muovono negli spazi mentali di una cittadina che rinnovella la Dogville del film trieriano del 2003. Che dire? Boh! Può piacere o no, come tutti i film con l'imprinting del fu Dogma 95. A me non è piaciuto: "Dear Wendy" contiene troppi infantilismi e al tempo stesso troppe piacionerie per convincere tutti. Sono film...

voto al film: sasso67 assegna il voto mediocre a Dear Wendy (2005)



2008-01-28 11:47:44 Opinione di Occhio su "Dear Wendy"
Occhio

Un film che mi ha sorpreso, per le svariate tematiche che con piglio (anche) surreale riesce ad "incastrare" ma per me è sopprattutto un film che riporta e parla dell'adolescienza: chi non ha mai giocato al cowboy? Un film che parla del "passaggio" verso l'eta adulta. Un film incantato e che sa incantare, attraverso una regia calibrata ed intensa, anche se non esente da qualche virtuosismo leggermente eccessivo (ma che comunque non disurba). Una menzione va anche ad una bellissima...

voto al film: Occhio assegna il voto buono a Dear Wendy (2005)


2008-01-16 21:20:54 Opinione di lucaskiesling su "Dear Wendy"
lucaskiesling

allegoria intessuta del mito della frontiera e dello straniero, dear wendy gioca bene le sue carte sino in fondo, non platealizzando mai una certa propensione al macchiettismo e al romanticismo giovanile, comunque assai presenti nell'ordito dell'opera. interessante il cast e mano buona nelle riprese, sicuramente vinterberg e il suo demiurgo von trier hanno talento, e, per una volta, il contestato (giustamente) regista danese non si perde in manierismi stolidi, e scrive bene. l'assunto è...

voto al film: lucaskiesling assegna il voto buono a Dear Wendy (2005)



2007-10-08 15:37:43 Opinione di kotrab su "Dear Wendy"
kotrab

5 1/2

voto al film: kotrab assegna il voto sufficiente a Dear Wendy (2005)


2006-11-18 13:57:34 Opinione di zombi su "Dear Wendy"
zombi

due ragazzi che vivono in pratica in una piazza neanche in un paese, scopropno di avere la passione per le armi da fuoco. insieme mettono in piedi un club in una miniera dismessa raccogliendo altri sfigati come loro per rendersi meno sfigati accomunati dalla passione per le armi da fuoco. scopo di questa comune è di sentirsi più sicuri e non avere più paura di nessuno, sentendosi un'arma nella cinta. arma alla quale viene dato un nome e che si vezzeggia come un fratello o una sorella di...

voto al film: zombi assegna il voto sufficiente a Dear Wendy (2005)




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