La vergine di Norimberga (1963)
Con Rossana Podestà, Georges Rivière, Christopher Lee, Jim Dolen
La trama
L'opinione più votata
Di sasso67 scritta il 15/12/2010 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
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2 ottobre 2011 Opinione di ezio su "La vergine di Norimberga"
Piccolo capolavoro gotico italiano,marchio di fabbrica di Margheriti.Il mostro alla fine e' stato manipolato e costruito dalle sperimentazioni naziste.Geniale e da vedere con la brava Rossana Podesta'.
voto al film: 
15 dicembre 2010 Opinione di sasso67 su "La vergine di Norimberga"
Gotico made in Italy, ambientato in Germania, basato su un romanzo americano e interpretato da attori francesi (Rivière), inglesi (Lee), con una protagonista femminile del Bel Paese (Podestà). Tutto questo per un prodotto di poche idee ben confezionate da Margheriti, che se la cava grazie al trucco, agli ambienti e al buon artigianato della messinscena. Si possono accettare le inverosimiglianze di una trama semi-fantastica, ma certe incongruenze - l'agente americano del F.B.I....
voto al film: 
1 settembre 2006 Opinione di vix su "La vergine di Norimberga"
bhe sicuramente all'epoca il film era abbastanza forte....oggi però il film appare lento ripetitivo e tutto sommato scontato....!
voto al film: 
16 luglio 2006 Opinione di gabry666 su "La vergine di Norimberga"
Dopo un'introduzione molto ben fatta mi aspettavo, e speravo, che il film continuasse sulla stessa lunghezza d'onda...peccato che si perda: la trama è semplice e non certo perfetta, gli attori fanno quello che possono, il trucco, forse buono per il periodo, risulta accettabile e comunque da apprezzare per le innovazioni (o almeno per averci provato). Nonostante tutto si procede anche se un po a rilento verso un finale prevedibile e non all'altezza: è vero che tutti i film horror anni '60...
voto al film: 
11 luglio 2006 Opinione di ronk su "La vergine di Norimberga"
Carino, ma niente di speciale.
voto al film: 
19 ottobre 2005 Opinione di scapigliato su "La vergine di Norimberga"
Il film è uno dei capolavori gotici italiani della gloriosa epoca dei Bava, dei Freda e quindi dei Margheriti. Prima ancora della rivoluzione argentiana (soggettiva, sensualità o sessualità dell’omicidio, l’illusione dello sguardo, l’estetica gore e splatter, ecc) Antonio Margheriti aveva già impostato alcuni nuovi luoghi del genere horror, come una certa violenza abbinata ad argomenti e turbe sessuali, l’attenzione alle luci e alle ombre così come ai colori, e soprattutto la...
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