Soy Cuba (1964)
Con Sergio Corrieri, José Gallardo, Raúl García, Luz María Collazo
25/11/2010
Soy Cuba,un film dimenticato
"Nel 2001 sono andato all'Avana in cerca di una storia persa nel tempo,quella di un film di propaganda della rivoluzione cubana,girato da un gruppo di cineasti sovietici nel 1963.Per raccontare...
di Utente rimosso (angelina)
La trama
Quattro storie nella Cuba prerivoluzionaria in un documento "d'epoca" straordinario.
L'Avana, è il 1958 manca un anno alla caduta del regime di Batista e all'avvento della rivoluzione castrista. La giovane Maria si offre agli americani in un albergo di lusso. Uno di loro che ha trascorso la notte con lei si rende conto della povertà del quartiere dove vive la ragazza. Pedro, colono in un podere dove si coltiva la canna da zucchero incendia tutto, quando scopre che il padrone intende vendere il raccolto ad una compagnia americana. Il dissidente Enrique sacrifica se stesso, quando un suo compagno viene abbattuto dalla polizia. Mario dà ospitalità a un seguace di Fidel e si arruola nell'esercito dei rivoluzionari dopo aver subito un bombardamento da parte dell'aviazione di Batista.
Lo stile grandioso è esaltato dal grandangolo che regala scorci meravigliosi di una natura straordinaria e pagine di una dignitosa povertà scritta senza parole nelle rughe dei volti di ogni cubano; realtà solo apparentemente lontane ma che senza contraddizione appartengono all'essenza di Cuba e del suo popolo. Poi c'è lo straordinario e naturale uso del piano-sequenza, che nell'occasione dei funerali dello studente rivoluzionario Enrique, regala quasi tre minuti di emozioni sconvolgenti e che fa impallidire anche il più ardito tecnicismo di De Palma.
La recensione di FilmTv
Di Fabrizio Liberti - FilmTV n. 43/2005
Quattro storie nella Cuba prerivoluzionaria in un documento “d’epoca” straordinario
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 18/12/2010 - utile per 6 utenti
Voto al film: 
Girata in spagnolo, doppiata in russo e sottotitolata, successivamente, in inglese, “Soy Cuba” fu bandita dai cinema americani durante la guerra fredda ma fu anche criticata per la rappresentazione che offriva della società cubana e bollata come contro-rivoluzionaria dai cubani stessi. Questo avvenne in parte perché i rapporti tra Fidel Castro e Mosca erano cambiati ma soprattutto perché l’opera di Kalatozov ha sempre ispirato giudizi contrastanti, forse a causa dell’intenso sperimentalismo fotografico e tematico che la caratterizza (sorprendenti le palme “dipinte” da un colore bianco accecante che hanno come sfondo il cielo nero).
Il film è stato riscoperto 30 anni dopo la sua uscita e ha beneficiato del supporto di Martin Scorsese e Francis Ford Coppola che hanno unito i loro sforzi per assicurargli una distribuzione americana.
“Soy Cuba” usa uno stile “rivoluzionario” per raccontare la nascita di una Rivoluzione. E’ un appello vibrante che sorprende per la sua modernità ed efficacia: per tutta la durata della pellicola c’è una capacità nella messa in scena davvero invidiabile con l’utilizzo preminente di una macchina portatile che crea un forte impatto emozionale. Grazie all’impiego di grandangoli e voli piuttosto arditi della mdp (su tutti il piano sequenza del funerale), il regista riesce a dare un senso di vertigine che esprime benissimo lo stato di perenne instabilità politica che affligge Cuba.
Una ricerca artistica che privilegia i primi piani e un uso intenso del montaggio. Fonte di ispirazione per i giovani cineasti alla ricerca di una propria dimensione espressiva, “Soy Cuba” ha riscritto il linguaggio cinematografico con una direzione esemplare e coreografica degli attori i quali, seppur sconosciuti, mantengono un’espressività potente e allo stesso tempo lineare.
Sotto la patina di un glamour e di uno sfarzo esibiti in modo abbastanza sfrontato, attraverso locali notturni e hotel di lusso a uso e consumo dei turisti stranieri, l’arcipelago cubano nasconde una miseria e una disperazione che nemmeno l’amore è in grado di lenire. ESPANDI +
20 aprile 2011 Opinione di sasso67 su "Soy Cuba"
Il film di Kalatozov ha almeno due meriti: il primo è storico e il secondo formale. Riguardo all'importanza storica, va detto che Soy Cuba è probabilmente il primo film a mostrare, con buona approssimazione, cosa fosse quell'isola prima della revoluciòn, sotto la dittatura sub-americana di Fulgencio Batista. A chi oggi senta parlare di Cuba e del suo regime quasi fuori del tempo, Fidel Castro può apparire come uno strano fenomeno emerso quasi per caso una...
voto al film: 
18 dicembre 2010 Opinione di PompiereFI su "Soy Cuba"
Girato nel 1964, quando la guerra fredda è al suo culmine, “Soy Cuba” è stato tacciato come un vero e proprio esempio di propaganda comunista. Il film si avvale della sceneggiatura del poeta russo Eugeni Evtushenko, oltre che della brillante regia di Mikhail Kalatozov, per dimostrare l’inevitabilità della rivoluzione castrista. Il regista georgiano, noto in tutto il mondo con “Quando volano le cicogne” (1957), Palma d’oro a Cannes...
voto al film: 
15 novembre 2010 Opinione di chribio1 su "Soy Cuba"
vita di gente che cerca di alzarsi dallo sbando dell'isola e da una poverta' che pur "nobile",e' esistente in questa terra.voto.6.
voto al film: 
7 marzo 2007 Opinione di rosario su "Soy Cuba"
La bellezza stupefacente,i paesaggi mozzafiato;questa Cartolina che cozza irrimediabilmente senza pero' stridere con la poverta',con i volti stanchi e sopraffatti del popolo di Cuba.UN BELLISSIMO FILM.
voto al film: 
20 marzo 2006 Opinione di pierlues su "Soy Cuba"
Opera davvero suggestiva. Film d'altri tempi nella sua scarna e lucida trasposizione di una realtà, quella cubana, che stava andando incontro a uno dei più grandi sommovimenti della storia. E poi...la magia del bianco e nero.
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