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Bambole russe - La recensione di FilmTv




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La recensione di FilmTv

di Emiliano Morreale

Klapisch ci riprova: i suoi studenti ormai sono trentenni (come tanti!) e con poco smalto

Tornano dopo tre anni i protagonisti dell’Appartamento spagnolo; nel frattempo, da studenti Erasmus sono giovani di belle speranze alle soglie dei trent’anni. Xavier (Duris) ha seguito la sua vocazione di scrittore e si arrangia come ghost writer e sceneggiatore di fiction, accantonando il proprio romanzo. Per ragioni di globalizzazione, finisce a scrivere a Londra, con la sua vecchia conoscenza Wendy (Reilly), e tra i due nasce una forte affinità. Il tutto si concluderà a San Pietroburgo, dove William (Bishop), fratello di Wendy e amico di Xavier, sta per sposare una ballerina del Bolshoi. Meno corale del film precedente, Bambole russe è l’ennesimo film sulla crisi dei trentenni, un film su personaggi fighetti girato in modo super-fighetto, astuto ed efficace anche se con mezz’ora di troppo. C’è una certa aria del tempo nelle vite agrodolci di questi precari creativi di lusso, pendolari dell’era del Tgv e dell’Europa allargata, e poi i francesi con le cose d’amore, si sa, ci sanno fare. Dei protagonisti si ricorda soprattutto Kelly Reilly, gli altri non sono granché simpatici. Audrey Tautou, che nel frattempo ha sfondato, fa solo una piccola apparizione all’inizio. E.Mor.


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