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L'ignoto spazio profondo (2005)

[The Wild Blue Yonder, Francia, Germania, Gran Bretagna, USA 2005, Sperimentale, durata 81']   Regia di Werner Herzog
Con Brad Dourif, Ellen Baker, Franklin Chang-Diaz



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'ignoto spazio profondo: minimo
Ritmo ritmo in L'ignoto spazio profondo: minimo
Impegno impegno in L'ignoto spazio profondo: molto forte
Tensione tensione in L'ignoto spazio profondo: minimo
Erotismo erotismo in L'ignoto spazio profondo: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'ignoto spazio profondo

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'ignoto spazio profondo (voti: 55 media: 3,78) 55

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La trama

Un film indefinibile e strabiliante, sospeso tra documentario e fiction.

Un alieno reduce da una missione fallita sulla terra, racconta cosa succederebbe se una navetta spaziale in orbita intorno alla terra, non vi potesse più far ritorno perché le condizioni di vita sul nostro pianeta sono diventate impossibili. Gli astronauti sarebbero costretti a cercare un altro pianeta dove stabilirsi.  

In questa sua strabiliante odissea nello spazio, che entra nell'autostrada interplanetaria oltre le orbite copernicane (grazie alla "teoria della stringhe"), Herzog accumula macerie di frame, sfrutta la voce off come Scorsese ma poi si concede al cinema muto, ai canti sardi, alle sonate di Haendel, ruba pezzi di pellicola antica (aerei e treni del primo '900) come avrebbe fatto Ed Wood, inframmezzandoli con lezioni in stile Consorzio Nettuno: più che al cinema, pare di essere al planetario. Con sincera ironia ringrazia la Nasa per il suo "senso poetico" e ci lascia facendoci annegare tra scaglie di particelle, frammenti di ex vita per un ignoto che non possiamo (ancora) cogliere.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Aldo Fittante - FilmTV n. 50/2005

Un film indefinibile e strabiliante, apocalittico e spettacolare, sospeso tra documentario e fiction

Sotto i colpi dell’energia eolica, Werner Herzog tenta di rispondere a un paio di domande che da sempre ci assillano: chi siamo, da dove veniamo, con una variante ansiogena molto moderna: dove andremo. Ci accompagna nel viaggio verso l’ignoto, un alieno vero, l’attore Brad Dourif (finalmente ne abbiamo conferma: «Io vengo da un’altra galassia»), erede spirituale e somatico dell’attore feticcio del geniale autore tedesco, Klaus Kinski. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di GIANNISV66 scritta il 11/12/2011 - utile per 15 utenti

Voto al film: voto ottimo

Cosa deve avere un film per essere godibile? Una trama avvincente, una storia ben congegnata, naturalmente attori che sappiano rendere una buona interpretazione. Un meccanismo che ci tenga inchiodati sulla poltrona, insomma. Ma tutto questo non basta! Un bel film, perché io lo possa definire tale, deve trasmettermi delle emozioni; del resto, l'ho scritto in un'altra recensione, il cinema per me, nella sua essenza più pura, è emozione.
Ora può capitare che, pur non rispettando la struttura della pellicola i criteri sopra ricordati, l'emozione che comunque ci arriva dalle immagini riesca a farci definire un film “bello”? La risposta per me è contenuta in questo capolavoro di Werner Herzog.
Un film veramente affascinante, ma che richiede uno sforzo da parte dello spettatore e non da poco: la capacità per chi guarda di assaporare le immagini lasciandosi avvolgere dalle suggestioni che il regista vuole trasmettere tramite quelle.
La trama non c'è, o meglio è solo un pretesto per avviare una serie di riflessioni sulla nostra Terra, sull'importanza del rispetto che l'uomo deve avere per la natura e le sue risorse.
Brad Dourif, qui forse alla sua migliore interpretazione, presta la sua capacità attoriale per rendere un alieno(dalle fattezze molto umane) che narra una storia di disastri ecologici e ricerca di nuovi mondi. Temi estremamente appassionanti per la fantascienza, che Herzog tratta però in maniera assolutamente fuori da ogni convenzione.
Ai monologhi dell'alieno Dourif si intervallano splendide immagini: alcune tratte dagli archivi della Nasa, altre girate in Antartide nelle fredde acque del Mare di Ross e sull'isola omonima. A far da sfondo a queste Herzog sceglie una colonna sonora estremamente evocativa, musica da camera eseguita dal violoncellista olandese Ernst Reijseger alternata ai cori dei "Cuncordu e Tenore de Orosei".
Questo film, come appare chiaro da quanto scritto sopra, non è per tutti. E' come volere stappare un buon rosso d'annata e goderselo in silenzio per fuggire dal rumore della vita quotidiana, è ricercare un momento di meditazione per sentire la vita che ci scorre nelle vene.
Una pellicola apprezzata da alcuni ma anche pesantemente criticata da altri, che hanno accusato il regista di aver voluto fare un'opera molto più letteraria che cinematografica.
Concludo con un commento dello stesso Herzog, che ha dichiarato di ritenere L'ignoto spazio profondo come il capitolo finale di una trilogia comprendente Fata Morgana (1970) e Apocalisse nel Deserto (1992). «Diciamo che ciò che accomuna i tre film sono il totale disprezzo delle regole di regia, la sensazione di irrevocabilità del giorno del giudizio, il linguaggio visivo, la gestione del testo. Un insieme di elementi permeati dallo stesso spirito»
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SI

Opinioni su L'ignoto spazio profondo


6 maggio 2012 Opinione di mm40 su "L'ignoto spazio profondo"
mm40

Nel cinema di Herzog è tutto appeso a un filo di credulità, che si chiede ovviamente allo spettatore senza fare troppe domande, senza porre limiti alle capacità affabulatorie del regista. In questo film, a cavallo fra fiction e documentario, Herzog si spinge nettamente al di là di qualsiasi definizione del concetto di verosimiglianza, progettando un futuro catastrofico per il pianeta e una serie di migrazioni interstellari da vero e proprio romanzo di fantascienza; ma è una fantascienza...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a L'ignoto spazio profondo (2005)

nessun commento
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14 gennaio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "L'ignoto spazio profondo"
alfatocoferolo

E' una coincidenza che l'abbia visto proprio dopo Ed Wood del quale, per parola dei tecnici di film.tv, qui si possono ritrovare alcuni richiami? Poco importa perché dal regista maestro di B-Movie, Herzog prende le distanze in maniera decisa; regalando un'opera di assoluta originalità. Ammetto, mesto, che certe parti mi hanno annoiato non poco; le incursioni nella navetta spaziale spesso indugiano troppo a lungo (per le mie palpebre) nei dettagli ed il sottofondo di canti sardi non aiuta...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto ottimo a L'ignoto spazio profondo (2005)

3 commenti
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11 dicembre 2011 Opinione di GIANNISV66 su "L'ignoto spazio profondo"
GIANNISV66

Cosa deve avere un film per essere godibile? Una trama avvincente, una storia ben congegnata, naturalmente attori che sappiano rendere una buona interpretazione. Un meccanismo che ci tenga inchiodati sulla poltrona, insomma. Ma tutto questo non basta! Un bel film, perché io lo possa definire tale, deve trasmettermi delle emozioni; del resto, l'ho scritto in un'altra recensione, il cinema per me, nella sua essenza più pura, è emozione. Ora può capitare che, pur non rispettando la...

voto al film: GIANNISV66 assegna il voto ottimo a L'ignoto spazio profondo (2005)

5 commenti
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16 agosto 2011 Opinione di mck su "L'ignoto spazio profondo"
mck

Una caratteristica, non peculiare ne specie-specifica dell'essere umano ma di certo dall'Homo s. sapiens ben utilizzata, sviluppata ed evoluta(si) epigeneticamente, della nostra civiltà antropocentrica è quella di ricercare, nel quotidiano, dall'ancestrale, delle similitudini (dai neuroni-specchio in giù,o in sù...appunto...), ovvero il compiere associazioni d'idee (forma-oggetto-uso-scopo (cosa significa per me questo film ? cosa ci dice di noi ? etc...)),...

voto al film: mck assegna il voto ottimo a L'ignoto spazio profondo (2005)

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5 marzo 2010 Opinione di Axeroth su "L'ignoto spazio profondo"
Axeroth

Film riflessivo e contemplativo. Fino sul nascere si comincia ad intraprendere un viaggio nell'ignoto nel quale noi inconsapevolmente ne siamo partecipi. In questo viaggio, attraverso la cronaca di un alieno in sembianze umane osserviamo come la razza umana sia limitata nella sua tecnologia, tant'è che Socrate disse sostanzialmente "più conosci e sai, e più sai di non sapere e di non conoscere" così accade qui. Noi, razza umana intenti a fare qualcosa di...

voto al film: Axeroth assegna il voto buono a L'ignoto spazio profondo (2005)


2 febbraio 2010 Opinione di maldoror su "L'ignoto spazio profondo"
maldoror

C'è un momento nel lungo monologo dell'alieno Brad Duriff che ci accompagna per tutto il film, che fa più o meno così: "...e quando dico maiali intendo quelli domestici, questo è stato il primo peccato più grande dell'umanità; perchè? Perchè per allevare gli animali devi diventare sedentario, nascono quindi i villaggi, dai villaggi i paesi, dai paesi le città, che generano tutti i problemi che porteranno alla distruzione...

voto al film: maldoror assegna il voto ottimo a L'ignoto spazio profondo (2005)

1 commento
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1 gennaio 2010 Opinione di clario su "L'ignoto spazio profondo"
clario

un Herzog curiosamente imbarazzante. in effetti viene da pensare sul perchè fare qualcosa del genere. per porci delle domande potrebbe essere una spiegazione, ma un siffatto lavoro ci fa porre domande su tutto tranne che sul tema trattato. o forse non c'è un motivo. forse semplicemente gli andava di fare un documentario palesemente puerile  e malfatto. Herzog è un ottimo autore/regista, questo è un passo falso, ma forse (assurdamente), voluto.

voto al film: clario assegna il voto pessimo a L'ignoto spazio profondo (2005)


20 settembre 2009 Opinione di ILIVE su "L'ignoto spazio profondo"
ILIVE

l'Alieno in sembianze umane Brad Dourif, di fronte a mucchi di rifiuti e a un edificio dall'aspetto di un tempio, uno dei palazzi della "nuova capitale Aliena che avrebbe dovuto rivaleggiare con Washington" narra nel corso del film le disavventure di una razza che, come alcuni dei piu' saggi abitanti di Kripton, cerco' nello spazio un rifugio fuggendo da un pianeta condannato.The Wild Blue Yonder e' il nome del pianeta sommerso dalle acque dal quale provengono. Quasi la meta' dei film...

voto al film: ILIVE assegna il voto ottimo a L'ignoto spazio profondo (2005)

2 commenti
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9 agosto 2009 Opinione di rebis su "L'ignoto spazio profondo"
rebis

Le ambizioni sono come sempre smisurate: questa volta l’Impresa è valicare le soglie del Sistema Solare per trovare un nuovo pianeta da colonizzare. Ricostruito con veri materiali di repertorio, di cui Herzog omette consapevolmente la provenienza, è una sorta di mockumentary fantascientifico, dalle cadenze lente e sospese. Scorrono immagini inedite e sbalorditive ma il delirio è tanto deliberato e intenzionale quanto privato. Herzog, tuttavia, mentre sogna lo...

voto al film: rebis assegna il voto sufficiente a L'ignoto spazio profondo (2005)


22 luglio 2009 Opinione di Dying Theatre su "L'ignoto spazio profondo"
Dying Theatre

Manualetto breve d'eutanasia assistita per Stelle Morenti, questo Errare herzoghiano è uno smarrirSi soave. E tragico. Un perder-di-Vista ogni orizzonte ed ogni (possibile) chiave narrativa, per puntar Altrove; verso cieli d'acqua e altipiani di Fiamme fatte di ghiaccio e gas. Uno splendido, aulico, annichilente viaggio esplorativo verso un Oltre che probabilmente l'umanità mai vedrà. Nell'Era 'post-qualunque cosa' (ideologica? atomica? globalizzata?) l'unica meta...

voto al film: Dying Theatre assegna il voto ottimo a L'ignoto spazio profondo (2005)

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