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Il sole (2005)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il sole: minimo
Ritmo ritmo in Il sole: minimo
Impegno impegno in Il sole: forte
Tensione tensione in Il sole: assente
Erotismo erotismo in Il sole: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il sole

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il sole (voti: 40 media: 3,98) 40

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locandina di Il sole

05/09/2011

Storie dal Museo dell’Ermitage - Saint Pétersbourg di Alexandre Sokurov

Hubert Robert. Una vita felice   Sakura in fiore ripresi dall’alto, un bianco rosato continuo ombreggiato dai leggeri vapori sokuroviani, l’ingresso degli archi del...

di yume

La trama

L'imperatore si eclissa dalla Storia con la grazia di Charlot.

Giappone, 1945-46: l'imperatore Hirohito, per porre fine al conflitto mondiale decide di collaborare con il generale americano Douglas MacArthur, firma la resa e rinuncia pubblicamente alla sua divinità diventando il simbolo della nazione e dell'unità del popolo. 

Nella consueta luce verdastra, dentro stanze ovattate e chiuse ai grandi movimenti della Storia, l'uomo di potere, mai entrato in un cinema, sogna i divi di Hollywood mentre i fotografi lo immortalano per la prima volta. Sokurov supera se stesso nell'alchemica rarefazione del passato, sostenuto dall'interpretazione di un camaleontico Issey Ogata, saggio ieratico e chapliniano.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Raffaella Giancristofaro - FilmTV n. 47/2005

Terzo ritratto di dittatore secondo Sokurov: l’affascinante dietro le quinte della Storia

Si chiude con Il sole la trilogia iniziata da Moloch (1999) e seguita da Taurus (2001). Dopo Hitler e Lenin, tocca all’imperatore giapponese Hirohito passare sotto il microscopio di Sokurov, entomologo del potere, incuriosito dai momenti apparentemente meno rilevanti delle vite dei grandi. Proprio come l’imperatore, che studia la biologia marina nel suo gabinetto scientifico. Qui siamo al momento della sua resa, tra il ‘45 e il ‘46, di fronte all’arrivo statunitense. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 11/05/2012 - utile per 13 utenti

Voto al film: voto buono

Dopo l'arrivo degli americani capeggiati dal generale MacArthur, l'Imperatore del Giappone Hirohito, per porre fine alla seconda guerra mondiale, decide di firmare la resa e comunica via radio la decisione di spogliarsi delle sue prerogative divine. Con "Solnze", Aleksandr Sokurov conclude la sua “trilogia del potere” (che conoscerà poi un suo “ideale” corollario nella figura del “Faust”) e dopo"Moloch" e "Taurus", sulle figure, rispettivamente, di Hitler e Lenin, ecco un film imperniato sull'Imperatore Hiroito, discendente diretto della Dea Sole Amaterasu. Quella dell’autore russo mi sembra una disamina sui “grandi uomini” di potere colti nell’atto più sincero delle rispettive esistenze, quando l’intimità delle proprie più nascoste debolezze sono sottratte dallo sguardo ammonitore della grande storia, quando, presi atto che il loro tempo sta per concludersi, agognano addirittura una "normalizzazione" della loro vita. Chiaramente le differenze tra di loro sono tante, dettate tanto dai diversi contesti storici e sociali quanto dalle loro diversissime personalità (occorre soprattutto ricordare che, mentre Hitler e Hiroito sono stati dei terribili capi di Stato, Lenin è stato essenzialmente un teorico), ma ciò che accomuna la trilogia è l'intenzione di Sokurov di rimarcare al cinema quella "Banalità del male" già nota in letteratura per il celebre saggio di Hannah Arendt. Più che sulle dinamiche del potere (che li renderebbe film storici in senso stretto), credo che la trilogia si soffermi più sul concetto di potere in se, sul suo dare e togliere prestigio in relazione agli sviluppi dei fatti storici e che in tempi di crisi ci restituisce dei potenti spogliati della loro innata tracotanza. Come la Arendt, Sokurov sembra suggerirci che, a scrutarli  nell'intimo, questi grandi della terra si scoprono più dei capi burocrati che dei filosofi del male e che l'intrinseca pericolosità sociale che si associa alle loro figure deriva più dalla banalità di scoprirli molto somiglianti alle persone ordinarie che nell'eccezionalità della loro posizione di comando. Nello specifico, in un ambiente ovattato e clausrtofobico, assolutamente impermeabile rispetto alla storia che si sta compiendo oltre le sue mura, Sokurov indaga i tormenti di un Imperatore schiacciato dal peso di un ruolo che si vuole di natura divina e dalla consapevolezza che per dare un futuro al suo popolo deve accettare il progetto di riforma imposto dagli americani. Ma le vicende che porteranno il Giappone a mutare il suo posizionamento geopolitico sono a latere rispetto all'indagine introspettiva sull'Imperatore, che è quello che tenta di fare Sokurov trasformando la macchina da presa in scandaglio dell’animo, appiccicandosi ad Hiroito con ossessiva precisione analitica per seguirlo passo passo mentre si addentra nei pensieri inconfessati della sua storia domestica. Sembra anche simpatico quest'ometto con baffetti, pieno di tic, esile e aggraziato, appassionato di biologia marina, di poesia e collezionista di foto dei divi di Hollywood, quando invece (urge sottolinearlo) ha assecondato senza remore i crimini nazisti e ha formato "l'asse del male" alleandosi con Hitler e Mussolini allo scoppio della seconda guerra mondiale. ESPANDI +
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Opinioni su Il sole


11 maggio 2012 Opinione di Peppe Comune su "Il sole"
Peppe Comune

Dopo l'arrivo degli americani capeggiati dal generale MacArthur, l'Imperatore del Giappone Hirohito, per porre fine alla seconda guerra mondiale, decide di firmare la resa e comunica via radio la decisione di spogliarsi delle sue prerogative divine. Con "Solnze", Aleksandr Sokurov conclude la sua “trilogia del potere” (che conoscerà poi un suo “ideale” corollario nella figura del “Faust”) e dopo"Moloch" e "Taurus", sulle figure, rispettivamente, di Hitler e Lenin, ecco un film...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Il sole (2005)

4 commenti
[utile per 13 utenti]

6 dicembre 2011 Opinione di slim spaccabecco su "Il sole"
slim spaccabecco

Il film è di una precisione disarmante, e la fotografia gioca un ruolo importantissimo. Un regista da rivalutare assolutamente.

voto al film: slim spaccabecco assegna il voto buono a Il sole (2005)



3 aprile 2011 Opinione di hueSaturation su "Il sole"
hueSaturation

La delicatezza del petalo di ciliegio aleggia ad ogni passo imperiale, lasciando Primavera lì dov’era una volta deserto. Un’opera intensa e delicata, come potrebbe essere un albero composto con le fiamme ai piedi, agli occhi di un bambino. Mi ha regalato occhi da bambino.

voto al film: hueSaturation assegna il voto ottimo a Il sole (2005)


24 febbraio 2010 Opinione di Davide Schiavoni su "Il sole"
Davide Schiavoni

In “Mother and son” e “Father and son”, Sokurov propone la sua riflessione sui rapporti genitori-figli attraverso due storie tediosissime, nelle quali l’estrema esemplificazione di tutte le annesse problematiche intergenerazionali viene camuffata grazie all’escamotage del lirismo scenico, che si rivela altresì un valido strumento per far transitare vetuste  prospettive teiste degne d’un Tarkovskij. Con la trilogia sul potere, invece, il...

voto al film: Davide Schiavoni assegna il voto sufficiente a Il sole (2005)



19 gennaio 2009 Opinione di sasso67 su "Il sole"
sasso67

L'imperatore Hirohito sembra vivere e pensare in una terra di mezzo. Una terra di mezzo che separa le divinità dai comuni esseri mortali, una terra di mezzo dove abita chi non sa scegliere tra l'amata passione per la biologia animale e gli affari di stato, dove si dibatte chi non sa scegliere tra la pace, subito e per sempre, e una guerra fino all'ultimo uomo. Emblematica la sequenza del consiglio di guerra, che si svolge nel bunker, insieme a ministri e generali, dove il discendente della...

voto al film: sasso67 assegna il voto ottimo a Il sole (2005)


8 novembre 2008 Opinione di steno79 su "Il sole"
steno79

A mio parere tra i migliori film di Sokurov, uno dei più importanti registi in attività, insieme all'"Arca russa" (tour de force tecnico strabiliante che ha permesso di girare l'intero film in un unico piano-sequenza) e a "Madre e figlio" (film stupendo a livello plastico-estetico, vera Poesia sotto forma di immagini). Qui Sokurov ci dà un bellissimo ritratto dell'imperatore Hirohito nel periodo della resa agli americani alla fine del secondo conflitto mondiale : l'imperatore è forse un...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a Il sole (2005)

5 commenti
[utile per 2 utenti]


4 ottobre 2008 Opinione di Mathiasparrow su "Il sole"
Mathiasparrow

Non è questione di lentezza o di noia. Quando un film dai ritmi bassi (in questo caso bassissimi) non riesce ad afferrarti e scuoterti nel modo giusto, il motivo può essere anche un altro. Nel caso di Sokurov è certamente così in quanto trattasi di un regista che ha sempre prediletto la calma, prendendosi tutti i tempi necessari per le sue inquadrature, riuscendo a realizzare filmoni come “Arca Russa” capaci di annullare del tutto l’effetto apatico della lentezza. Se “Il Sole”...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto sufficiente a Il sole (2005)


14 luglio 2008 Opinione di OGM su "Il sole"
OGM

Dove va il sole dopo il tramonto? I colori opachi ed uniformi, la luce piatta e le inquadrature in cui il protagonista si smarrisce, perdendo la sua centralità, rendono magnificamente il senso di un astro che ha smesso di illuminare. I movimenti e i dialoghi lenti e precisi sono gli scarni residui di una regalità spogliata di ogni fulgore, che ha deposto il suo alone di sacralità, ed ha persino dimenticato il cerimoniale degno del suo rango. Sokurov traccia una poetica fredda e composta...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Il sole (2005)



15 dicembre 2007 Opinione di bianic su "Il sole"
bianic

LSD FILM. surreale, sarcastico, schizzoide, minimalista, paradossale, banale e molti altri aggettivi potremmo associare a questa pellicola in cui il motto è non prendersi troppo sul serio, nemmeno per ciò che riguarda la trama per quanto drammatica! c'è la guerra e la distruzione? allora via con la poesia e i pesci: info per gli addetti ai lavori se avete intenzione di guardarlo evitate di mangiare pesante giacchè il rischio d'abbiocco è dietro l'angolo.....

voto al film: bianic assegna il voto sufficiente a Il sole (2005)

2 commenti
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30 marzo 2007 Opinione di carlos brigante su "Il sole"
carlos brigante

Straordinario!! Incedere lento (ma non pesante) e introspettivo per presentare un uomo-dio, discendente della dea del Sole, davanti ad un paese distrutto e su cui adesso pare non sorgere più....il sole.C'è un'atmosfera oppressiva, di attesa, di morte, su cui si muove l'imperatore Hirohito con movenze bizzare, rinchiuso nella sua "isola felice" distante dalle macerie e dalle bombe, ma sopra cui si sentono volteggiare i bombardieri americani.....gli Americani appunto, gli yankees, patetici...

voto al film: carlos brigante assegna il voto ottimo a Il sole (2005)

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