Vita da bohème (1992)
Con Matti Pellonpää, Evelyne Didi, André Wilms, Kari Väänänen
La trama
Marcel, Mimì e Rodolfo sono rispettivamente uno scrittore, un pianista e un pittore. O meglio, cercano di esserlo. Si conoscono e stringono amicizia in nome della stessa miserevole solitudine, dello stesso disordinato anticonformismo. I tre spiantati vivno di espedienti, ma non hanno perso il gusto dell'ironia, il senso profondo dell'amicizia, la capacità di coltivare una speranza e di credere che un giorno potrà realizzarsi...
È risaputo che nei film di Kaurismaki non succeda mai nulla. Questo non fa eccezione, ma una volta abituatisi alla bassa pressione, il ritmo diventa assai frizzante: nell'apparente inamovibilità, arrivano devastanti squarci di ironia e tristezza, sarcasmo e marciume.
L'opinione più votata
Di pazuzu scritta il 07/12/2011 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
È proprio nel giorno dell'avvicendamento che i tre fanno reciproca conoscenza: prima Marcel incontra Rodolfo in una tavola calda trovando in lui una valida sponda per le proprie discettazioni auliche, poi, spostandosi con lo stesso presso l'abitazione da cui è appena stato cacciato, vi trova Schaunard, col quale una discussione inizialmente accesa è presto stemperata tra calici di buon vino rosso.
Scapestrati ed irresponsabili, ma spigliati e forniti di una fantasia fervida ed attiva generatrice di un inesauribile repertorio di astuzie, i tre condividono la stessa orgogliosa ed ostentata cultura classica, lo stesso testardo anarchismo e lo stesso sincero rifiuto di ogni appiglio alla convenzionalità, la stessa innata capacità di sguazzare tra le avversità cercando di uscirne arricchiti e lo stesso genuino talento nel sapersi adattare agli stenti trasformandoli in risorse; vivono fuori dal tempo, lontani dalla frenesia e dal cinismo di una cultura che non riconoscono e che non li riconosce, allergici ai codici ed alle imposizioni di un mondo che ignorano e che li ignora, salvo bastonarli al momento propizio: per questo sono preferibilmente soli e fondamentalmente falliti, ma sinceramente illusi di potersi destreggiare comodi su ogni tipo di asperità. Così per Marcel è logico presentarsi ad un importante colloquio di lavoro preoccupandosi di rimediare una giacca nera ma senza curarsi di avere ai piedi due scarpe di diversa forma e colore, per Schaunard è normale prendere a pugni un taxista reo di avergli chiesto soldi al termine della corsa, e per Rodolfo è necessario inventare patetiche storie di abbandono per guadagnare dalla cassiera del banco dei pegni un po' di pietà e qualche franco in più.
La vie de bohème mostra un segmento delle vite di questi uomini partendo dall'inizio del loro sodalizio, sorto sulle basi di una vera e propria affinità elettiva, passando attraverso le disavventure economiche e sentimentali che li coinvolgono: Aki Kaurismäki dirige sceneggia e produce aggiornando Scènes de la vie de Bohème, l'opera che Henri Murger pubblicò a metà del XIX secolo divisa in 21 parti, le stesse del melodramma che Marcel nel film non riesce a far uscire dal cassetto, e non mancando di omaggiare ulteriormente l'autore facendo dormire Rodolfo sulla sua tomba la notte in cui offre il proprio letto a Mimi, colei che poi diverrà l'oggetto del suo amore («io sono focoso, e lei è molto graziosa: andrò a casa di un amico»). ESPANDI +
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7 dicembre 2011 Opinione di pazuzu su "Vita da bohème"
Nella banlieue parigina di Malakoff tre uomini poveri e spiantati cercano di tirare avanti le proprie esistenze ispirate alla nuda devozione all'arte e alla costante ricerca della libertà sotto ogni forma. Sono Marcel, Rodolfo e Schaunard: il primo è uno scrittore con pronto un romanzo di dimensioni proibitive che però l'editore snobba pretendendo sostanziosi tagli, non paga l'affitto da mesi ed è stato appena sfrattato per morosità; il secondo è un pittore giunto tre anni prima...
voto al film: 
12 luglio 2011 Opinione di jonas su "Vita da bohème"
Libera rivisitazione di Scene della vita di Bohème di Henri Murger, ambientato ai giorni nostri (con allusioni all’attualità, es. l’immigrazione clandestina) e senza la mediazione del melodramma rossiniano (che viene ostentatamente ignorato: anzi, una sera che si va all’opera, in programma c’è Le nozze di Figaro): tre amici artisti, lo scrittore Marcel Marx (!), il musicista Schaunard e il pittore Rodolfo, si affannano per sopravvivere nella...
voto al film: 
2 luglio 2011 Opinione di Mulligan71 su "Vita da bohème"
Capolavoro. Che bisogno c'è di aggiungere parole a un film perfetto, dove Aki non spreca un'inquadratura, dove giganteggiano gli attori e un bianco e nero sublime, dove i dialoghi ossuti sono geniali, dove la sconfitta è vittoria, dove si ordinano due mezze trote perchè è risaputo che se ne guadagna un quarto in più. "Pelti" commovente. Tenetevi "Transformers", il 3D e tutto il resto. La vodka protegga Aki, per sempre.
voto al film: 
22 aprile 2011 Opinione di FABIO1971 su "Vita da bohème"
"Per arrivare alla meta, che è perfettamente determinata, tutte le vie sono buone, ed i 'bohèmes' sanno mettere a profitto persino gli accidenti della strada. Pioggia o polvere, ombra o sole, nulla arresta questi arditi avventurieri, i cui vizi sono scusati da altrettante virtù. Lo spirito, sempre teso dalla loro ambizione, batte la carica e li spinge all'assalto dell'avvenire, senza tregua, in lotta con la necessità: la loro invenzione, che marcia sempre con la...
voto al film: 
30 gennaio 2011 Opinione di ed wood su "Vita da bohème"
L'aspetto più significativo di questo film kausismakiano al 100% (l'elogio chapliniano alla marginalità, in bilico fra umorismo surreale e una visione cupa dell'esistenza) è il sincretismo storico-culturale che caratterizza lo sfondo in cui è ambientata la vicenda: sembrerebbe un'epoca indefinita, ora la Francia di qualche decennio fa, ora i tempi moderni con tanto di concerti rock...Come in un sogno, Aki confonde le coordinate spazio-temporali, straniando di...
voto al film: 
15 gennaio 2011 Opinione di chribio1 su "Vita da bohème"
pur essendo un film pessimista ha anche nel suo lento e ondivago senso della pellicola,un non so' che' di tenue simpatia e qualche sprazzo di gioiosa semplicita' mista a toni di leggiadra arte sognatrice! Ho addirittura notato la visione di una vecchia Trabant della DDR!!! Il film in se' pur se ostico e' lo stesso godibile.voto.6.
voto al film: 
31 agosto 2010 Opinione di barabbovich su "Vita da bohème"
Liberamente ispirato al romanzo di Henri Murger ma senza neppure un'aria dalla riduzione pucciniana, il film tradisce l'eccessiva preoccupazione di Kaurismaki di far primeggiare il suo stile ellittico, la recitazione straniata, i riferimenti colti, lo sguardo algido, il bianco e nero ad altro contrasto, le battute fulminanti (come quella in cui, davanti a un suo autoritratto, al pittore viene domandato: "chi è?" e lui risponde "mia madre"). Molta forma, poca sostanza.
voto al film: 
13 giugno 2010 Opinione di mm40 su "Vita da bohème"
Fra tutte le riletture/attualizzazioni di Kaurismaki (Delitto e castigo, Amleto, La piccola fiammiferaia), questa Bohème è certamente la meno elaborata e rimaneggiata; fra l'altro colpisce da subito la scelta atipica per il regista di ambientare la storia al di fuori della gelida Finlandia, mettendo l'opera in scena nella Parigi del testo originale. Ma lo spettrale bianco e nero (che ricorda in maniera impressionante i ritratti crudi ed impietosi dei nostrani Ciprì e...
voto al film: 
13 maggio 2010 Opinione di Peppe Comune su "Vita da bohème"
Marcel (Andrè Wilms), Schaunard (Kari Vaananen) e Rodolfo (Matti Pallonpaa) sono rispettivamente uno scrittore, un pianista e un pittore. O meglio, cercano di esserlo. Si conoscono e stringono amicizia in nome della stessa miserevole solitudine, dello stesso disordinato anticonformismo. Sono tre uomini a cui è impossibile non affezionarsi, voler bene, tre spiantati che vivono di espedienti ma che non hanno perso il gusto dell'ironia, il senso profondo dell'amicizia, la capacità coltivare...
voto al film: 
17 febbraio 2010 Opinione di nibbio su "Vita da bohème"
Come sempre Kaurismaki non sbaglia un colpo. Questo film è un piccolo capolavoro, i personaggi sono azzeccatissimi, ma soprattutto quello che mi fa perdere la testa di questo autore finlandese sono i dialoghi, caratterizzati da questa dialettica semplice, ma incisiva, con una grammatica cortese e scolastica. Veramente divino!
voto al film: 
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