La bugiarda (1965)
Con Catherine Spaak, Enrico Maria Salerno, Marc Michel, Riccardo Cucciolla
La trama
Maria, ragazza bella e disinvolta, si finge una hostess per rendersi più attraente agli occhi delle sue prede maschili. Inizia così a frequentare due uomini inconsapevoli, dividendosi tra loro e inventando montagne di bugie finché il suo gioco non viene scoperto. Maria non si perde d'animo e tenta di coinvolgerli in un ménage à trois.
Tratto dalla commedia omonima di Diego Fabbri (1956), il film mantiene il tono spregiudicato e canzonatorio nei confronti del maschilismo dell'epoca e tratteggia una memorabile figura di donna indipendente grazie anche alla brillante interpretazione della Spaak, ma soffre di un troppo evidente impianto teatrale che alla lunga nuoce al ritmo della vicenda.
L'opinione più recente
Di barabbovich scritta il 25/10/2010
Voto al film: 
Commedia degli equivoci a tinte rosa scritta da Comencini con Diego Fabbri (autore della commedia originale) e Marcello Fondato, La bugiarda - con altri film della stessa epoca come L'immorale di Germi - sembra anticipare certe riflessioni in chiave comica sulla rivoluzione sessuale che sarebbe sopraggiunta da lì a poco. Il tema è leggerissimo, lo svolgimento altrettanto, ma Comencini ci mette il consueto mestiere e Salerno sfodera un'interpretazione gustosissima trovando il giusto registro comico.
Girato nella zona di Belsito, a Roma.
25 ottobre 2010 Opinione di barabbovich su "La bugiarda"
Per dividere il tempo tra i suoi tre uomini, una ragazza (Spaak) si finge hostess. Quando, a causa di uno scambio di persona causato da lei stessa, viene data per morta in un incidente aereo, la ragazza, capendo che il suo gioco sta per essere scoperto, inscena un suicidio. E così riuscirà ancora a tenersi i suoi amanti. Commedia degli equivoci a tinte rosa scritta da Comencini con Diego Fabbri (autore della commedia originale) e Marcello Fondato, La bugiarda - con altri film...
voto al film: 
14 settembre 2009 Opinione di emmepi8 su "La bugiarda"
Comencini non ce la fa a contenere i parametri troppo evidenti dell’opera teatrale, si risente di quell’atmosfera che con la Falk aveva ottenuto l’effetto voluto, qui abbiamo la Spaak, che era il personaggio giusto, ma non l’attrice vera per un ruolo scavato come questo(una Vitti era perfetta) ; la sceneggiatura di Fondato poi non fa altro che banalizzare la storia, mettendone in risalto solo i lati più superfiiciali; ...
voto al film: 
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:















