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L'ora del lupo (1968)

[Vargtimmen, Svezia 1968, Drammatico, durata 90', b/n]   Regia di Ingmar Bergman
Con Max Von Sydow, Liv Ullmann, Gertrud Fridh, Georg Rydeberg



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'ora del lupo: assente
Ritmo ritmo in L'ora del lupo: assente
Impegno impegno in L'ora del lupo: assente
Tensione tensione in L'ora del lupo: assente
Erotismo erotismo in L'ora del lupo: assente

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 07/09/2010 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto buono

Johan Borg, pittore di chiara fama, ma affetto da disturbi psichiatrici, trascorre, ogni anno, la primavera e l’estate su un’isola svedese semideserta, in compagnia della giovane moglie Alma. L’antefatto della storia narrata in questo film, basata su un racconto dello stesso Bergman, è la misteriosa scomparsa dell’artista, in seguito alla quale la donna decide di diffondere l’inquietante contenuto dei diari in cui l’uomo ha scrupolosamente registrato, giorno dopo giorno, i dettagli delle proprie allucinazioni, divenute, col procedere della sua pazzia, sempre più inscindibili dalla realtà. Questa incapacità di distinguere il  vero dall’immaginario e l’oggettivo dal soggettivo si propaga a tutta la narrazione, contagiando la moglie, gli altri personaggi e, di conseguenza, lo spettatore: le singole visioni individuali sembrano fondersi in un unico panorama onirico, in cui tutte le prospettive vengono considerate simultaneamente, e poste sullo stesso piano, contro ogni logica razionale o estetica. L’apparenza contraddittoria, la deformazione ottica, il paradosso visivo diventano i canoni espressivi di riferimento per una rappresentazione tracimante di grottesco, in cui la paura, il sospetto e la vergogna si trasformano nell’unica fonte universale di divenire creativo, da cui scaturiscono la vita, la morte ed ogni istinto naturale. L’ora del lupo è il momento più profondo della notte, in cui il buio è spinto fino alla soglia estrema, oltre la quale può solo disgregarsi in luce: è in quel breve intervallo di tempo che il mondo raggiunge il massimo livello di tensione, provocando nascite e dipartite, e rinnovandosi, così, tra spasmi di dolore, improvvise scomparse e miracolose apparizioni, esattamente come nella convulsa farneticazione di un incubo. Il delirio visionario è magia nera, che seduce e maledice chi ne è vittima: è un prodotto non voluto della mente, che ci domina con la sua incomprensibilità, come un’amante misteriosa che ci viene a cercare senz’altro motivo che quello di sconvolgerci e possederci. Prestarsi al gioco significa essere se stesso e l’altro: un tipico tema bergmaniano che, però, non si risolve, come nelle sue opere più note, in un effetto speculare a due, bensì diviene un’esperienza corale, totalizzante e priva di ogni simmetria.  La coppia di sposi che, col tempo, giungono pian piano a condividere i connotati fisici e la percezione della vita, sono solo il punto di partenza di un vertiginoso processo che trasfigura tutta l’umanità circostante, chiamandola a mescolarsi con gli spettri della follia, con i fantasmi del passato e con le inquietanti ombre del segreto.
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SI

Opinioni su L'ora del lupo


17 marzo 2012 Opinione di emmepi8 su "L'ora del lupo"
emmepi8

  Ho letto uno stralcio dove è stato scritto che Lynch ha tenuto conto della lezione di Bergman, certamente solo a vedere questo film ce ne rendiamo conto, senza nulla togliere al regista americano, che naturalmente si basa sugli insegnamenti dei grandi maestri. Qui il regista svedese affronta un tema criptico, ma molto affascinante, nel senso che riesce con tutti i suoi lati oscuri ad a prenderci, anche nella sua nebulosità quasi astratta. Questo artista che vive dentro un mondo suo,...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a L'ora del lupo (1968)

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7 settembre 2010 Opinione di OGM su "L'ora del lupo"
OGM

Johan Borg, pittore di chiara fama, ma affetto da disturbi psichiatrici, trascorre, ogni anno, la primavera e l’estate su un’isola svedese semideserta, in compagnia della giovane moglie Alma. L’antefatto della storia narrata in questo film, basata su un racconto dello stesso Bergman, è la misteriosa scomparsa dell’artista, in seguito alla quale la donna decide di diffondere l’inquietante contenuto dei diari in cui l’uomo ha scrupolosamente...

voto al film: OGM assegna il voto buono a L'ora del lupo (1968)

nessun commento
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17 agosto 2010 Opinione di Charlus Jackson su "L'ora del lupo"
Charlus Jackson

Uno dei migliori Bergman, pur tra i meno noti: inquietante come un horror, visionario e antinarrativo come nei '60 era difficile, e meno pretenzioso del solito. Non so cosa volesse dire l'autore definendolo "tremendamente personale", spero non avesse le visioni del protagonista (non sempre i registi inquietanti sono inquieti, anzi!), ma è vero, anche dal punto di vista della storia del cinema, che "è un passo nella direzione giusta", come non sempre gli è riuscito nella...

voto al film: Charlus Jackson assegna il voto ottimo a L'ora del lupo (1968)


30 luglio 2009 Opinione di cantautoredelnulla su "L'ora del lupo"
cantautoredelnulla

Un film inquieto, più che inquietante, dove il protagonista in una lucida follia si troverà ad affrontare l'ora della propria morte. Anche se non mi ha entusiasmato, ho trovato questo film buono perchè mi ha indubbiamente coinvolto in due momenti. Il primo è quando viene rappresentato il flauto magico con le marionette, lì viene raggiunta l'emozione più alta di tutto il film, a mio avviso. Il secondo momento è verso il finale, quando ritorna...

voto al film: cantautoredelnulla assegna il voto buono a L'ora del lupo (1968)

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20 agosto 2008 Opinione di sasso67 su "L'ora del lupo"
sasso67

Confessione sotto forma di incubo, dove il regista è il pittore e, viceversa, il pittore è il regista dei proprim incubi. Forse uno dei film più autobiografici del Maestro svedese, anche se sembra molto una confessione estorta durante il sonno o sotto l'effetto del siero della verità, quando tornano al pettine tutti i nodi di un'infanzia nutrita di severe punizioni corporali. La musa espressiva è quella dell'espressionismo, dove l'ora del lupo potrebbe essere l'immagine vista dalla...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a L'ora del lupo (1968)


8 aprile 2008 Opinione di mm40 su "L'ora del lupo"
mm40

Un altro dei tasselli del puzzle bergmaniano, costantemente a cavallo (al galoppo impazzito) fra solitudine, incomprensione, silenzio e morte. La retorica come sempre macchinosa del Maestro non si inceppa nemmeno per un istante, in una sorta di apologo senza morale sul delirio onirico (applicato alle paure più elementari ed intrinseche dell'uomo); e altrettanto come sempre la ricerca psicologica dei personaggi esubera in ogni direzione, lasciando ben staccata dietro di sè la...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a L'ora del lupo (1968)

1 commento


27 febbraio 2008 Opinione di movieman su "L'ora del lupo"
movieman

No, grazie. Preferisco l'ora della merenda.

voto al film: movieman assegna il voto mediocre a L'ora del lupo (1968)


21 gennaio 2008 Opinione di carlos brigante su "L'ora del lupo"
carlos brigante

"L'ora del lupo è l'ora tra la notte e l'alba. E' l'ora in cui molte persone muoiono....E' l'ora in cui...i fantasmi e i demoni sono più potenti....L'ora del lupo è anche l'ora in cui molti bambini nascono...." Ho letto che è un film profondamente personale per il regista, autobiografico per le ossessioni/paure e che ha preso spunto da un suo scritto (Gli antropofagi) di qualche anno prima.....ma questi sono dettagli, che a me come spettatore interessano marginalmente. Il film acquista...

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a L'ora del lupo (1968)



14 agosto 2006 Opinione di Ivs su "L'ora del lupo"
Ivs

"L'ora del lupo", nato da un manoscritto a cui l'autore svedese aveva lavorato per diverso tempo e intitolato "I mangiatori d'uomini", è uno dei suoi film più personali e sperimentali. Personale in quanto i fantasmi, o meglio dire i demoni che metaforicamente divorano il protagonista Johan, altro non sono che la proiezione su celluloide dei traumi infantili, dei fallimenti amorosi e degli incubi che hanno tormentato il regista per anni. E sperimentale perchè con esso Bergman, pur non...

voto al film: Ivs assegna il voto buono a L'ora del lupo (1968)


11 maggio 2006 Opinione di fedeico winslet su "L'ora del lupo"
fedeico winslet

Con questo film Bergman firma il suo capolavoro più opinabile,misantropo e "distaccato".La splendida e contrastata fotografia di Sven Nykvist disegna sul volto dei protagonisti un'angoscia palpabile,quasi istantanea,che bene si mescola con l'atmosfera da fiaba gotica che pervade tutta l'intera pellicola.Bellissima Liv Ullmann.

voto al film: fedeico winslet assegna il voto buono a L'ora del lupo (1968)

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