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Bildmakarna (2000)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Bildmakarna: assente
Ritmo ritmo in Bildmakarna: assente
Impegno impegno in Bildmakarna: assente
Tensione tensione in Bildmakarna: assente
Erotismo erotismo in Bildmakarna: assente

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Di Aquilant scritta il 08/07/2006 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto buono

Il mito bretone del “Carrettiere della morte” frammisto al tema del “Canto di Natale” di Dickens costituisce la materia del romanzo “Il carretto fantasma” di Selma Lagerlöf, forse la più famosa scrittrice svedese, premiata con il Premio Nobel per la letteratura nel 1909 e prima donna ad essere nominata fra gli accademici di Svezia, autrice di autentici capolavori tra cui “La Saga di Gösta Berling” e “Il Viaggio meraviglioso di Nils Holgersson”, Diversamente dal racconto inglese, l’autrice sceglie di ambientare il romanzo nei bassifondi della società, descrivendo la vita disagiata dei ceti sociali più umili devastati dalla piaga dell’alcolismo e della tubercolosi, inserendovi l’episodio di un carretto che gira a raccogliere le anime dei morti, condotto periodicamente da un diverso cocchiere fantasma scelto tra coloro che sono stati assassinati alla mezzanotte dell’ultimo giorno dell’anno. Per l’appunto “Bildmakarna” (The Movie Maker), racconta alcuni retroscena, presumibilmente immaginari, connessi con la lavorazione dell’omonimo film a cura di Victor Sjöström, grande regista ed indimenticabile protagonista del “Posto delle fragole”, a proposito del quale Bergman scrive testualmente: ”L’avevo visto la prima volta quando avevo quindici anni, e lo rivedo ancora almeno una volta ogni estate, sia da solo sia con persone più giovani. Vedo chiaramente come Il carretto fantasma abbia influenzato la mia professione, perfino nei più minuti particolari.” E ancora: “Ma finora non avevo capito che Victor Sjöström si era preso il mio testo, l’aveva fatto suo e vi aveva immesso le sue esperienze: la sua sofferenza, misantropia, indifferenza, brutalità, dolore, paura, solitudine, gelo, calore, acidità, noia. Si era impadronito della mia anima nella figura di mio padre e se ne era appropriato: non ne era rimasta neppure una briciola!” Tratto dall’omonimo lavoro teatrale di Per Olov Enquist, presentato con la regia dello stesso Bergman al Teatro "Dramaten" di Stoccolma nel 1998 e poi filmato due anni dopo per la televisione svedese, il film testimonia l’ennesimo atto d’amore di Bergman nei confronti del teatro e mette in scena la grande Anita Björk nei panni di Selma Lagerlöf, affiancata da Lennart Hjulström (che interpreta il personaggio di Victor Sjöström), dalla seducente Elin Klinga, una delle più promettenti attrici drammatiche svedesi (che dà vita a Tora Teje, a quei tempi protagonista di “Erotikon”) e da Carl Magnus Dellow (Julius Jaenzon). Quattro vite che s’incrociano in un giorno d’autunno del 1920 in una saletta di proiezione. Ancora una volta Bergman porta il suo particolare mondo all’interno del teatro regalandoci alla venerabile età di ottantadue anni un intenso kammerspielfilm completamente in digitale con sequenze girate in prevalenza a camera fissa, sovrabbondante di campi e controcampi ed intensissimi primi piani ed incentrato principalmente sull’eterno problema del ruolo dell’arte tesa a rivendicare una sua funzione autonoma, non necessariamente vincolata alla materialità dell’esistenza, ma intesa come forma vitale in grado di contribuire a far rinascere ed a trasformare il reale, facendolo risorgere a nuova vita. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Bildmakarna


28 gennaio 2009 Opinione di mm40 su "Bildmakarna"
mm40

Il 'bildmakarna', tradotto in 'creatore di immagini', è il regista e quindi Bergman stesso, pur non parlando qui in prima persona, ovvero colui che cerca nell'immagine la realizzazione concreta della propria idea creativa. E' però un film che lascia un bel po' a desiderare sul piano cinematografico: si tratta infatti molto più semplicemente di un kammerspiel filmato, un lavoro di ortodosso impianto teatrale concepito peraltro per la televisione. Ovvero: tante emozioni, poche azioni, una...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Bildmakarna (2000)


8 luglio 2006 Opinione di Aquilant su "Bildmakarna"
Aquilant

Il mito bretone del “Carrettiere della morte” frammisto al tema del “Canto di Natale” di Dickens costituisce la materia del romanzo “Il carretto fantasma” di Selma Lagerlöf, forse la più famosa scrittrice svedese, premiata con il Premio Nobel per la letteratura nel 1909 e prima donna ad essere nominata fra gli accademici di Svezia, autrice di autentici capolavori tra cui “La Saga di Gösta Berling” e “Il Viaggio meraviglioso di Nils Holgersson”, Diversamente dal...

voto al film: Aquilant assegna il voto buono a Bildmakarna (2000)

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