Hans (2005)
Con Simona Nasi, Eugenio Allegri, Silvano Agosti, Franco Nero
La trama
Hans Schabe ha un grave disturbo psicotico di natura ereditaria. Con il passare degli anni, la malattia peggiora e Hans regredisce al punto da catalizzare tutte le paure e gli odi della società.
Ribadiamo che non manca una certa qualità dello sguardo (si vedano le sequenze finali nell'ospedale psichiatrico), ma il dubbio è che l'eccessiva cerebralità del film, con i suoi messaggi antirazzisti retorici fino alla banalità, nasconda un'inconsistenza di fondo. Divertente l'invenzione dei lombriconi smaltisci-rifiuti da far poi mangiare agli operai "negri", ma solo in un'ottica da "carnivori venuti dalla savana". Per lo spessore - estetico e morale - consigliamo al giovane Louis di rivolgersi altrove, magari allo zio Sam (Fuller) e al suo _Il corridoio della paura_.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 5/2006
Opera seconda di un regista dal talento visionario ma eccessivamente cerebrale
L'opinione più recente
Di kotrab scritta il 21/05/2008
Voto al film: 
21 maggio 2008 Opinione di kotrab su "Hans"
Poteva essere interessante, ma in realtà è uno dei film peggiori mai visti, che non va da nessuna parte e si compiace credendo di essere originale e accattivante, magari anche affascinante, mentre è solo una maldestra e imbranata imitazione di Lynch e Cronenberg con un'irritante fotografia digitale. 2
voto al film: 
4 febbraio 2006 Opinione di isterya su "Hans"
Sono partita prevenuta..in senso buono. Mi sono fiondata al cinema convinta a priori che mi sarebbe piaciuto tantissimo.. invece, a parte qualche intuizione visiva bravamente scoppiazzata, si è rivelato una delusione: un pastiche di virtuosismi inutili e sconclusionati, senza un minimo di strutturazione e fascino.
voto al film: 
31 gennaio 2006 Opinione di marx79 su "Hans"
Mi dispiace leggere critiche favorevoli su questo film da parte di critici "autorevoli", perchè mettono in luce la più bieca funzione che la critica ha assunto da quando esiste e cioè portare alla ribalta opere come Hans che di buono hanno nulla. In realtà dopo la prima mezz'ora ho provato ad evitare giudizi affrettati per non rischiare di creare una premessa di rifiuto al resto del film,così a prescindere dall'aspetto tecnico-registico(pessimo), ho provato ad intuire quale fosse l'idea...
voto al film: 
28 gennaio 2006 Opinione di Rudy Gonzo su "Hans"
L’ultimo “film” di Louis Nero, “Hans”, è il terzo capitolo della trilogia “dedicata al linguaggio cinematografico”. Cosa sia per Nero il “linguaggio cinematografico” resta un vero mistero, che lui stesso non sembra essere riuscito a risolvere. Soprattutto non sembra aver capito che per distruggere un linguaggio bisogna prima averne padronanza. Basterebbe parlargli chiaramente, dirgli gentilmente che il cinema non è esattamente la sua strada, e che certo, avrà altre...
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