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La madre (1926)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La madre: assente
Ritmo ritmo in La madre: presente
Impegno impegno in La madre: forte
Tensione tensione in La madre: forte
Erotismo erotismo in La madre: assente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a La madre (voti: 13 media: 4,69) 13

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La trama

Palageja Niloyna, vedova di un operaio alcolizzato, teme per la sorte del figlio Pavel unitosi ai  movimenti rivoluzionari. Per proteggerlo, decide di rivelare alla polizia dove ha nascosto delle armi. Si accorgerà dell'errore commesso, tanto che sarà proprio lei, dopo la morte del figlio, a guidare la marcia del 1° maggio brandendo la bandiera rossa. 

Primo lungometraggio di Pudovkin, tratto dall'omonimo romanzo di Maksim Gorkij. Melodramma bolscevico, capolavoro della Storia del Cinema che a causa del messaggio politico ha fatto storcere più di un naso. Intenso e  cinematograficamente impeccabile, fa un uso magistrale del montaggio parallelo, di cui Pudovkin è stato uno dei principali teorici.

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L'opinione più votata

Di steno79 scritta il 12/05/2012 - utile per 13 utenti

Voto al film: voto ottimo

Tratto da un romanzo di Gorky, "La madre" di Pudovkin fu un successo internazionale e fu universalmente riconosciuto come uno dei grandi film sovietici del muto, anche se in tempi più recenti un' ingiusta ondata di revisionismo critico ha cercato di svalutarlo. E' una pellicola ancora significativa nel disegno complessivo della regia di Pudovkin, che si rivela estremamente creativo nel montaggio, nella direzione degli attori e nella scelta delle inquadrature, efficacemente valorizzate dalla fotografia di Anatoli Golovnia (operatore sovietico che viene ricordato per aver vinto un Leone d'Oro alla carriera nel 1972). Straordinaria nel ruolo archetipico della Madre Vera Baranovskaja, attrice che era stata formata da Stanislavskij, con una recitazione più trattenuta e interiorizzata rispetto agli standard del muto, risulta una presenza davvero vitale e indimenticabile sullo schermo. Il ritmo del film è particolarmente sostenuto, con un montaggio vigoroso e dinamico (soprattutto nelle scene dell'attacco agli scioperanti e la Marcia del Primo Maggio nel finale) e con un uso altrettanto efficace di motivi simbolici a livello visivo, soprattutto quello dell'Acqua con lo scioglimento delle acque ghiacciate del fiume Neva. Rispetto ai film di Eisenstein c'è un interesse più concreto sui personaggi protagonisti del dramma e non sulla Folla indistinta che era stata la protagonista di Sciopero e della Corazzata Potemkin, e certi stereotipi di propaganda sulla lotta di classe, tipici dei film sovietici del periodo, non risultano troppo accentuati. Nel complesso, La madre merita una rivalutazione che lo può porre senz'altro fra i risultati più significativi del cinema Sovietico del muto e come il miglior risultato nella carriera di Pudovkin.
voto 9/10 
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Opinioni su La madre


12 maggio 2012 Opinione di steno79 su "La madre"
steno79

Tratto da un romanzo di Gorky, "La madre" di Pudovkin fu un successo internazionale e fu universalmente riconosciuto come uno dei grandi film sovietici del muto, anche se in tempi più recenti un' ingiusta ondata di revisionismo critico ha cercato di svalutarlo. E' una pellicola ancora significativa nel disegno complessivo della regia di Pudovkin, che si rivela estremamente creativo nel montaggio, nella direzione degli attori e nella scelta delle inquadrature, efficacemente valorizzate dalla...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a La madre (1926)

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20 dicembre 2011 Opinione di giuseppedimarco94 su "La madre"
giuseppedimarco94

Trasposizione bellissima e avvincente del dramma letterario. Del film mi hanno colpito le angolature di quelli che qualcuno tra i commentatori ha definito i ritratti. Poi il montaggio eccezionale, che tende e distende il tempo a piacimento del racconto. In ciò l'uso delle transizioni, a volte omogenee, (per l'analogia dell'enunciato e dell'enunciazione), a volte eterogenee, (per la definizione del tempo del rilievo narrativo, a volte contratto, a volte disteso, e dello spazio,...

voto al film: giuseppedimarco94 assegna il voto ottimo a La madre (1926)

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12 febbraio 2010 Opinione di jonas su "La madre"
jonas

Come La corazzata Potemkin dell’anno prima, anche questo film è ambientato durante la mancata rivoluzione del 1905, letta come prefigurazione di quella riuscita del 1917: una donna anziana che ha già perso il marito, temendo che il figlio si metta nei guai, rivela alla polizia il luogo dove il giovane ha nascosto armi. Quando se lo vede arrestare e poi morire durante una tentata evasione, prende coscienza del suo errore e va incontro alla cavalleria zarista imbracciando...

voto al film: jonas assegna il voto buono a La madre (1926)


5 febbraio 2010 Opinione di michel su "La madre"
michel

MUTTER COURAGE AU PAYS DES SOVIETS 1905. Una rivolta operaia viene soffocata nel sangue. Pudovkin descrive lo stato di abbrutimento del popolo schiacciato fisicamente e moralmente dal potere zarista. Descrive l’arroganza della classe dirigente, ma soprattutto esalta il coraggio di chi ha mosso i primi passi che hanno condotto alla rivoluzione. Il film è ricco di episodi vigorosi, come la rivolta finale con la massa dei lavoratori paragonata alla forza inarrestabile...

voto al film: michel assegna il voto buono a La madre (1926)

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1 febbraio 2010 Opinione di ed wood su "La madre"
ed wood

Disapprovo del tutto la scelta di Ghezzi di trasmettere una versione con le didascalie in cirillico, senza alcuna traduzione, tanto più per una pellicola che vanta una sceneggiatura insolitamente ricca di sfumature per gli standard del formalismo sovietico. La Corazzata Potemkin si può comprendere pienamente anche senza le didascalie (o il commento parlato della versione italiana), tanto è elementare la vicenda narrata; La Madre invece contiene diverse sequenze (i...

voto al film: ed wood assegna il voto ottimo a La madre (1926)

3 commenti
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25 gennaio 2010 Opinione di OGM su "La madre"
OGM

Pudovkin, come Ejzenstejn, rappresenta il dolore umano attraverso una galleria di ritratti; eppure, contrariamente al suo illustre contemporaneo, non fa della sofferenza un’icona. Sotto il suo sguardo la rabbia ed il terrore vestono cenci fangosi ed esplodono in espressioni scomposte e gesti sguaiati; d’altronde il vero realismo è grezzo, scevro da cesellature estetiche, perché coglie la nuda immediatezza delle situazioni. E non occorre che i personaggi indossino...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a La madre (1926)

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27 febbraio 2008 Opinione di Gandi su "La madre"
Gandi

Merita sicuramente di essere visto!!!!Gran bel film veramente!

voto al film: Gandi assegna il voto buono a La madre (1926)



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