Gli amanti della città sepolta (1949)
Con Joel McCrea, Virginia Mayo, Dorothy Malone, Henry Hull
La trama
Il bandito Wes McQueen (McCrea) scappa da una prigione del Missouri e si unisce alla sua vecchia banda, organizzando un colpo. L'idea è quella di assaltare un treno carico di dollari. Intuendo le mosse degli amici di un tempo, si allea con Colorado (Mayo) e riesce a farla franca.
Bellissimo remake western di "Una pallottola per Roy" dello stesso Walsh. È un esempio di western adulto, impastato di romanticismo furibondo e con una tensione che non cala mai. Splendida l'ambientazione del finale.
L'opinione più recente
Di wang yu scritta il 27/03/2012
Voto al film: 
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27 marzo 2012 Opinione di wang yu su "Gli amanti della città sepolta"
Buon western,con valide scene di azione, storia tesa imprevedibile e veloce, cast solido e convincente. voto 7
voto al film: 
30 marzo 2009 Opinione di jonas su "Gli amanti della città sepolta"
Remake in chiave western di Una pallottola per Roy, diretto dallo stesso Walsh nel 1941. Joel McCrea e Virginia Mayo non sono Humphrey Bogart e Ida Lupino, ma non è colpa loro. Però anche tutto il resto, rispetto all’originale, sembra un po’ attenuato; il film andrebbe giudicato senza fare confronti, ma non è facile. Comunque suggestive le ambientazioni nel villaggio deserto.
voto al film: 
8 aprile 2008 Opinione di teaestefano su "Gli amanti della città sepolta"
Bellissimo e appassionante questo film, come non se ne fanno più. La vicenda è serrata e non lascia un attimo di respiro, la regia attenta e gli attori sanno il fatto loro. La trama offre più di qualche accostamento interno e qualche spunto di riflessione. Le due donne – una che sembra per bene e l'altra che sembra una poco di buono – sono due modi di vivere la vita e l'amore. La figlia del colono dà a vedere di essere una brava ragazza, ma sotto sotto è ben diversa e la cosa viene...
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20 agosto 2007 Opinione di scapigliato su "Gli amanti della città sepolta"
Un capolavoro. Walsh riprende il suo precedente "Una Pallottola Per Roy" e lo trasporta nelle lande dsolate della Monument Valley, tra la Valle della Morte e città fantasma. Un film che è un canto di morte, che ad una suggestiva iconografia western accosta un repertorio macabro-cimiteriale non sottovalutabile per la resa finale della pellicola. Sia gli interni, che i paesaggi e gli esterni cittadini o delle rovine sono potenziati dal fascino puro del western grezzo e rozzo che imperversa...
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15 giugno 2003 Opinione di ed wood su "Gli amanti della città sepolta"
noir travestito da western, teso, fatalistico, pervaso da segnali di morte. Ha seminato tantissimo nella cultura americana (chiedere a Peckinpah per delucidazioni...) e dimostra la trasversalita' del genere western (ci sono analogie evidenti col dramma on the road "La donna del bandito", di Ray, dello stesso anno, e un po' piu' implicite col melo minnelliano "Qualcuno verra'", di dieci anni dopo-vedi il personaggio di D.Malone)
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