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Il cineamatore (1979)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il cineamatore: assente
Ritmo ritmo in Il cineamatore: presente
Impegno impegno in Il cineamatore: forte
Tensione tensione in Il cineamatore: minimo
Erotismo erotismo in Il cineamatore: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il cineamatore

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il cineamatore (voti: 18 media: 3,94) 18

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La trama

Filip Mosz, economo trentenne in una fabbrica di Cracovia, conduce una vita tranquilla. Comprata una macchina da presa amatoriale per testimoniare i primi giorni della neonata figlia, viene incaricato di girare un film sul cinquantesimo anniversario della fabbrica. La passione per le immagini in movimento diviene sempre più divorante, sino a mettere in crisi la sua situazione familiare. Dopo che la sua opera vince un premio ad un festival, gira un film che incrina anche la sua posizione lavorativa. 

Scritto insieme a Jerzy Stuhr, un film sulla perdita di innocenza dell'uomo e delle immagini, un ritratto umano che attraversa una riflessione sul fare cinema.

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 2011-05-30 08:09:21 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto buono

Il cinema come fame di visione. Come bisogno fisiologico che si ripresenta, regolarmente, e si manifesta come attrazione verso gli istanti da fermare, verso le immagini qualunque da trasformare in inquadrature, al fine di renderle importanti.  Il cineamatore Filip non insegue l’arte, ma si muove sulla scia di un’abitudine che in lui ha creato assuefazione: il motore della sua passione non è il piacere di guardare, bensì la necessità di documentare. L’incarico affidatogli dal suo datore di lavoro – riprendere i festeggiamenti per il venticinquennale dell’azienda – è diventato per Filip, improvvisamente, un nuovo modo di vedere il mondo e partecipare alle sue vicende. L’occhio nudo non basta più, perché non è in grado di conservare una traccia delle sensazioni: non ha la possibilità di archiviare, catalogare, spiegare per esteso i risvolti degli eventi, e per questo va integrato con uno strumento che abbia una memoria, e produca un resoconto da poter analizzare e rimaneggiare a posteriori. Filip realizza il montaggio e l’aggiunta del commento con lo stesso scrupolo con cui si sviluppa e sintetizza un ragionamento, perché il suo scopo è catturare e riprodurre, per esteso, il senso della verità. Questo approccio lo pone, di fatto, in una prospettiva statica e sopraelevata (come quella da cui, dal suo balcone, filma gli operai che lavorano per strada), che, mentre lo inebria con la sua sfolgorante limpidezza, lo distanzia dalla concretezza della vita. La prossimità e il particolare non fanno più parte del suo panorama, che oramai è impostato sui campi lunghi, sui concetti universali da tradurre in sequenze filmate, sui casi inconsueti da trasformare in lampi di originalità. Il suo obiettivo si posa sulla quotidianità solo per coglierne gli aspetti insoliti e contraddittori, come i dirigenti che interrompono la riunione per andare alla toilette, i turisti ubriachi che fanno baldoria ad Auschwitz, l’operaio nano che in venticinque anni di lavoro non ha fatto neanche un giorno di assenza.  La normalità non lo interessa più, e la tranquillità del focolare domestico è il grigio ricettacolo di tutto ciò che ormai si dà per scontato, e perciò non dice  più nulla.  Quello che Filip trova, nelle sue pellicole, è la fuga nell’allucinazione, che è magicamente capace di trarre, da un piccione che mangia briciole sul davanzale, l’inatteso spunto di un sogno. Il quadro sgranato, scomposto e ricomposto della realtà è per lui un viaggio dentro il significato delle cose, una droga che esalta ed amplifica la percezione, facendo dell’io sensoriale il filtro attraverso il quale tutto si definisce. Il passaggio in televisione, che per Filip rappresenta un traguardo straordinario, elegge il suo punto di vista personale a criterio di riferimento generale, trasformandolo nella voce  ufficiale attraverso cui le storie giungono al popolo. In questo film  c’è molto del passato cinematografico di Kieslowski,  che, dal 1968, anno del diploma, al 1976, anno del suo primo lungometraggio per il grande schermo, fu attivo quasi esclusivamente come regista di documentari per la tv, tutti ispirati alla vita delle città, della gente comune, e soprattutto all’ambiente dei lavoratori, dei pensionati, delle fasce deboli della popolazione. Opere quasi tutte incentrate sul problematico rapporto con le autorità, con i rappresentanti di un apparato statale rigidamente inquadrato nelle politiche del regime ed abnormemente burocratizzato: un cinico ed elefantiaco meccanismo del potere che, in Amator, è incarnato dalla figura del direttore della fabbrica, severo censore delle creazioni di Filip, e il cui miope autoritarismo mescola  l’ortodossia ideologica con la schiavitù dell’apparenza.  Illecito è tutto ciò che è contrario alla dottrina del partito o può nuocere all’azienda: la critica è bandita, un principio a cui Kieslowski riuscirà sempre a sottrarsi.
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SI

Opinioni su Il cineamatore


2011-10-08 19:35:08 Opinione di luca826 su "Il cineamatore"
luca826

VOTO 7/8 TORMENTATO (Tv 5 Ottobre 2011)   Ora che ho capito cosa è importante in questa vita di merda! Ora che so per cosa vivere!   Esclama un disorientato Filip/Stuhr (straordinarie tutte le prove attoriali) di fronte alla propria vita che va a rotoli per colpa della sua magnifica ossessione: il Cinema. Così Amator è un film manifesto, autobiografico, pieno di rimandi agli inizi di documentarista industriale (ma anche personali) del grande regista polacco. I temi trattati...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Il cineamatore (1979)

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2011-08-12 01:52:37 Opinione di Baliverna su "Il cineamatore"
Baliverna

E' un'iteressante riflessione di Kieslovski sul significato di fare cinema, qui documentario, e sui conflitti che ciò suscita, soprattutto a causa dell'opprimente burocrazia statale polacca. L'assunto sembra essere che documentare la realtà così com'è (fabbriche, persone, città...) presto o tardi finirà per irritare qualche funzionario o qualche censore, perché inevitabilmente verranno ritratti anche i problemi e gli elementi negativi. Siccome...

voto al film: Baliverna assegna il voto buono a Il cineamatore (1979)

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2011-06-17 17:03:53 Opinione di tafo su "Il cineamatore"
tafo

Filip Mosz oggi sarebbe uno dei tanti padri che vuole solo riprendere la figlia per riempire quei noiosi dopocena con gli amici e le loro famiglie. Filip Mosz ieri, nella Polonia ancora sovietica, è uno dei pochi a possedere una cinepresa e quindi a poter fare un film sull'anniversario della sua fabbrica riprendendo tutto forse troppo. La censura del funzionario si mette all'opera nel frenare gli slanci artistici del neo-cineasta che si appassiona, capisce le potenzialità del...

voto al film: tafo assegna il voto buono a Il cineamatore (1979)

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2011-05-30 08:09:21 Opinione di OGM su "Il cineamatore"
OGM

Il cinema come fame di visione. Come bisogno fisiologico che si ripresenta, regolarmente, e si manifesta come attrazione verso gli istanti da fermare, verso le immagini qualunque da trasformare in inquadrature, al fine di renderle importanti.  Il cineamatore Filip non insegue l’arte, ma si muove sulla scia di un’abitudine che in lui ha creato assuefazione: il motore della sua passione non è il piacere di guardare, bensì la necessità di documentare....

voto al film: OGM assegna il voto buono a Il cineamatore (1979)

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2011-05-08 13:00:12 Opinione di sasso67 su "Il cineamatore"
sasso67

«Lotta incessante per un quadro veritiero della contemporaneità e allo stesso tempo per la memoria di una storia non falsata». Così Malgorzata e Marek Hendrykowski sintetizzano (nella Storia del Cinema Mondiale curata da Gian Piero Brunetta) gli obiettivi della cinematografia polacca degli anni settanta. Ed è una definizione che mi sembra calzare a pennello al Cineamatore di Kieslowski, film che, senza voler apparire provocatorio a tutti i costi, considero il...

voto al film: sasso67 assegna il voto ottimo a Il cineamatore (1979)

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2011-04-15 20:43:22 Opinione di aja su "Il cineamatore"
aja

è kieslowski! tutto il film trasuda della sua arte.Persone, dialoghi non artefatte, vita reale, come   non siamo abituati a vedere in molti film o telefilm.

voto al film: aja assegna il voto buono a Il cineamatore (1979)



2011-03-26 11:14:14 Opinione di emmepi8 su "Il cineamatore"
emmepi8

  Un regista che mi ha da sempre affascinato, che purtroppo ci ha lasciato troppo presto, pur avendo espresso prima di morire la voglia di smettere di fare cinema. Un racconto scritto assieme al suo attore feticcio ed ispiratore, che già dall'esordio lo aveva ispirato con La Tranquillità, che raggiunge i livelli voluti attraverso un percorso cinematografico diciamo pure autobiografico, almeno in parte. L'occasione di avere una cinepresa cambia la vita al suo protagonista,...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Il cineamatore (1979)

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2011-03-21 11:12:38 Opinione di ed wood su "Il cineamatore"
ed wood

Apologo aperto, enigmatico, forse irrisolto, sul rapporto fra individuo e Potere, declinato nella variante della riflessione sul cinema come mezzo destabilizzatore. La materia è complessa, alcuni personaggi restano sfocati (come la bella donna della giuria, con cui il protagonista ha un breve flirt), la sceneggiatura arranca un po' nel dispiegare la vicenda, concedendosi addirittura parentesi oniriche dal sapore bunueliano (il sogno ricorrente della moglie, con i pulcini sbranati da...

voto al film: ed wood assegna il voto buono a Il cineamatore (1979)

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2011-03-20 16:10:26 Opinione di chribio1 su "Il cineamatore"
chribio1

mi ha incuriosito la storia ma nella visione la pellicola e' abbastanza tranquilla e non molto convincente,purtroppo.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Il cineamatore (1979)


2010-04-06 12:36:34 Opinione di Mathiasparrow su "Il cineamatore"
Mathiasparrow

Quando la ricerca d’immagini diventa un irrinunciabile bisogno; del resto, passione fa giustamente rima con ossessione. Così viene al mondo e cresce un cineasta, proprio come un bimbo: la scoperta del nuovo, i primi passi, infine la maturità. Il cineamatore permette a Kieslowski di sfogarsi su più fronti: da un lato celebrando con saggezza il proprio mestiere, più un amante che un amato vista la facilità con cui provoca incomprensioni ed è...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a Il cineamatore (1979)

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