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Opinione di Lina su The Libertine





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12/03/2009 voto al film: voto buono

Sul film

Devo riconoscere che ad una prima visione questo film biografico non mi piacque. Lo trovai troppo cupo e monotono, ma a distanza di tempo, nel rivederlo con maggiore scrupolosità, ho davvero avuto tutt'altra impressione rivalutando del tutto il mio giudizio. Succede a volte ed ora credo che probabilmente questo sia uno dei film in costume più sottovalutati, ma migliori di tutti i tempi poichè è stato interpretato con un'intensità talmente forte ed ineccepibile, da sembrare molto realistico. E' basato sugli ultimi anni della vita di John Wilmot, iI conte di Rochester, che era anche uno scrittore e poeta inglese.
La bellezza di quest'opera cinematografica consiste soprattutto nell'essere una piece teatrale davvero ben fatta: recitazione come già detto impeccabile, splendide scenografie che ricostruiscono bene gli ambienti di quell'epoca, ottima fotografia cupa, ma efficace, costumi e trucchi perfetti ed una colonna sonora adeguata. Forse soltanto la sceneggiatura un po' logorroica e spesso densa di lunghi dialoghi che non sempre si completano con le potenzialità della trama, poteva essere sviluppata meglio. Comunque il dramma raccontato è molto emozionante e straziante. Il suo protagonista è un uomo erudito ed ironico, ma amorale, spesso volgare e senza pudore, corrotto dalla sua debolezza per il sesso, che nonostante sia già sposato con una donna pura e buona che lo adora, s'innamora di un'attrice che riesce a farlo sentire pieno di passione per la vita dopo tanto tempo e che in seguito gli dà addirittura una figlia. E lui a sua volta aiuta lei a sviluppare ulteriormente il proprio talento attoriale. L'epilogo però è molto tragico perchè il conte morirà lentamente e soffertamente di sifilide, assistito dalla moglie. Le sequenze finali sono certamente le più toccanti in quanto mostrano un John Wilmot ormai distrutto nel fisico e nell'anima dalla malattia. Che dire, come film merita più di una visione per essere compreso ed apprezzato fino in fondo. E' davvero una perla rara in grado di arrivare al cuore e di far riflettere molto sulla vita, sull'amore irrazionale, sui vari aspetti della sessualità, sulla corruzione, sull'autodistruzione e soprattutto su quell'opprimente senso di riscatto che può pervadere l'essere umano cosciente di aver toccato il fondo dopo aver vissuto una vita ricca di eccessi e dissolutezze.

Sulla regia di Laurence Dunmore

Ha fatto un buon lavoro.

Sull'interpretazione di John Malkovich

Ottimo e professionale.

Sull'interpretazione di Samantha Morton

Delicata, bravissima ed intensa.

Sull'interpretazione di Johnny Depp

Superlativo e molto intenso, si vede che ci ha messo tutta l'anima in quest'interpretazione che nonostante sia forse la sua migliore di sempre e la più differente nel suo repertorio, non ha vinto l'oscar. Peccato perchè l'avrebbe meritato davvero in questo caso poichè si è reso molto credibile nel difficile ruolo di John Wilmot.


SI

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