Transamerica (2005)
Con Fionnula Flanagan, Felicity Huffman, Kevin Zegers, Graham Greene, Elizabeth Peña, Burt Young
La trama
Poco prima dell'operazione, un transessuale conosce suo figlio.
Bree è un transessuale che vive a Los Angeles ed è in attesa dell'ultimo intervento, quello che lo renderà definitivamente donna. Un giorno riceve la chiamata da un carcere di New York: è Toby, un ragazzo in cerca del padre che non ha mai conosciuto. Bree capisce di essere il padre del ragazzo, nato da un rapporto occasionale avuto ai tempi del college. Per chiudere con il suo passato, Bree decide di incontrarlo e vola a New York...
L'esordiente Tucker centra al primo colpo il capolavoro con un magnifico ritratto incastonato come un diamante tra due sessi, tra due sponde, tra due idee di mondo, tra due concezioni d'umanità. Non è solo la regia, attenta a non dimenticarsi le icone del cinema on the road, ma la scrittura: si veda, per esempio, la strepitosa sequenza del ritorno di Bree nella casa di famiglia, dove l'amore si scontra ogni secondo con il cinismo: un pezzo di cinema tragicomico come non si gustava da lustri. E poi che dire di Felicity Huffman? Già premiata con il Golden Globe, dovrebbe portare a casa l'Oscar più meritato, cercando di non sbagliare categoria. La sua è una performance che risponde per rime baciate dalla grazia all'altrettanto straordinario Bill Murray di _Broken Flowers_, film imparentato assai con _Transamerica_: entrambi folgorati dalla voglia di cercare, di riproporsi, di non sentirsi mai perduti, di rivendicare società e rapporti interpersonali liberi e svincolati da dogmi e religioni, da ipocrisie e dai malesseri strutturali dell'uomo contemporaneo. Tra i comprimari, oltre a un perfetto cameo di Burt Young, rimarrà il romanticismo tutto pellerossa di Graham Greene, pure lui trans(in)fuga, un indiano trasformatosi in un cowboy dall'animo indiano, pronto a (con)dividere con Bree l'ebbrezza di un'altra vita. A prescindere dagli organi genitali.
La recensione di FilmTv
Di Aldo Fittante - FilmTV n. 7/2006
Magnifico ritratto di un transessuale in un coast to coast di struggente, malinconica bellezza
L'opinione più votata
Di pazuzu scritta il 23/07/2010 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
Transamerica è un road movie decisamente singolare che ha il merito di concentrare l'attenzione su un tema scottante quanto trascurato, e lo fa attraverso un'ironia sottile e mai volgare che schiva sistematicamente ogni richiamo a scontati e abusati doppi sensi, preferendo concentrarsi su dialoghi credibili ed equilibrati e sulla costruzione per gradi di un rapporto padre-figlio reso ancor più problematico dai segreti e le bugie dietro cui il primo si nasconde per evitare il rifiuto, e dal caratteraccio del secondo, ragazzo scontroso e ingovernabile, incapace di dare e ricevere affetto. Il regista Duncan Tucker riesce senza apparenti sforzi a raccontare con garbo e stile una storia in cui era alto il rischio di sforare nel patetico, e, soprattutto, a dare spessore e peso ad una tematica troppo spesso trattata con sufficienza, scegliendo di adottare fin da subito il punto di vista della protagonista, mettendo lo spettatore con le spalle al muro, ma senza ricatti. Lungi dall'esprimere giudizi di sorta, al regista preme accompagnare Bree nel suo percorso doloroso e crudele, ricordandoci ad ogni inquadratura che ogni scelta è legittima se fatta nel rispetto degli altri. Sorretto dalla notevole prova di Felicity Huffman, che dà vita ad un fragile e complesso essere umano in transizione, Transamerica diverte e fa pensare, accompagnando i due protagonisti con personaggi di contorno altrettanto interessanti: da Calvin, il pellerossa col cappello da cowboy attratto da Bree, alla madre Elisabeth, bigotta ottusa ed accentratrice, che non riesce e non vuole accettarne le scelte fuori dal comune.
Scevro da ogni retorica e ammiccamento, Transamerica è un inno alla tolleranza, un apologo sincero contro ogni gabbia mentale, un viaggio necessario in un mondo (interiore) alieno ai più, descritto con sincerità ed affetto volti ad annullare ogni distanza per mostrare da vicino che a popolarlo non sono mostri provenienti da altre galassie ma semplici individui con una loro personalissima sensibilità.
- negative [4]
- sufficienti [8]
- positive [66]
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2 gennaio 2012 Opinione di millertropico su "Transamerica"
Intelligente esordio sul grande schermo di un ex-fotografo che per il suo debutto ha scelto un tema molto particolare e anche abbastanza difficile da trattare come quello che riguarda un cambiamento di sesso che il regista riesce a svolgere invece con eccellente disinvoltura e competenza, mantenendo un non facilissimo punto mediato tra humour e melodramma senza pedanterie o cadute cialtronesce che la tematica gender con i suoi inevitabili clichè avrebbe potuto suggerire. Lo aiuta...
voto al film: 
29 agosto 2011 Opinione di ezio su "Transamerica"
Un road movie di enorme interesse sia per il tema trattato che per le ottime interpretazioni.Il tema della trans che deve operarsi e' un po' figlio dei tempi nostri,ma e' anche unico nel panorama cinematografico americano ,oppure quando e' stato trattato si e' sempre finito nel trash.Da vedere assolutamente.
voto al film: 
8 luglio 2011 Opinione di manuel88 su "Transamerica"
Che film meraviglioso.E' un film che tratta un tema difficile come la transessualità e tutti gli altri problemi che ne possono derivare, come il difficile rapporto con la famiglia, con il figlio e con un mondo che non la accetta per ciò che è, per ciò che si sente di essere.E' un film, il cui intento è far riflettere e aprire le menti.Bravissima Felicity Huffman, da Oscar, veramente. Bravissimo anche Kevin Zegers, con questo suo fare da marchettaro sexy,...
voto al film: 
23 luglio 2010 Opinione di pazuzu su "Transamerica"
Sabrina Claire Osbourne, per gli amici Bree, è nata donna in un corpo d'uomo con il nome di Stanley Shupack. I nativi americani dicevano che quelle come lei sono persone dai due spiriti, alcuni psichiatri le considerano invece affette da un disturbo mentale molto grave e indagano sui precedenti in famiglia e/o su eventuali tendenze suicide. Lei, più semplicemente, si definisce una donna transessuale, sta modellando gradualmente il proprio corpo grazie a bisturi ed ormoni, e...
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14 giugno 2010 Opinione di kotrab su "Transamerica"
Come il/la protagonista della storia, l'esordio di Duncan Tucker è un misto di commedia e drammaticità, sviluppata nel tragitto di un road-movie, emblema appurato di metafora dell'evoluzione interiore, in questo caso tra originario padre e figlio ritrovato. Il titolo di Transamerica quindi non può essere più adatto, a cavallo di generi, sessuali e cinematografici. Il film diverte, commuove al punto giusto e fa riflettere senza prendere cocciutamente un'unica...
voto al film: 
23 novembre 2009 Opinione di OGM su "Transamerica"
Un film che, oltre ai consueti interrogativi sulla natura dell'amore e sulla definizione di termini come paternità o famiglia, pone il problema umano del rapporto tra essere e voler essere. Queste condizioni, di solito, sono diverse e perfino inconciliabili: non è raro che alla vocazione non corrisponda il talento, e che l'aspirazione non sia sostenuta da adeguate capacità. Ragionando per analogia, si dovrebbe concludere che un uomo desideroso di diventare...
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19 ottobre 2009 Opinione di degoffro su "Transamerica"
Bree è un transessuale in attesa di diventare definitivamente donna: di lei infatti dice "il mio corpo è in corso d'opera". Una settimana prima dell'intervento chirurgico di "riassegnazione sessuale" una notizia inattesa sconvolge la sua esistenza. Bree, quando ancora era Stanley, ha messo incinta una ragazza. Oggi è padre del diciassettenne Toby, adolescente sbandato che per vivere si prostituisce a New York (la madre nel frattempo si è suicidata) ed abita in uno...
voto al film: 
30 aprile 2009 Opinione di tobanis su "Transamerica"
Il papà ora quasi donna di un ragazzo lo prende a New York e lo porta in California. Trans perciò inteso come va di moda (abbreviativo di transessuale) e transamerica come viaggio coast to coast in auto. Il film è in realtà un filmetto, caruccio ma niente di che: molti luoghi comuni, in po’ troppi; scritto benino, è un po’ spiazzante l’idea di dare la parte del trans a una donna (una delle Desperate, che se la cava pure bene, fu candidata all’Oscar 2006). Al massimo guardabile...
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14 gennaio 2009 Opinione di knovak su "Transamerica"
Ci si interroga su qula sia la norma, in un film in cui la protagonista richiede di vedere la sua anima nel mondo in cui le apparenze contano più della verità profonda.
voto al film: 
13 dicembre 2008 Opinione di chribio1 su "Transamerica"
film molto particolare ma incolore.voto.5.
voto al film: 
- negative [4]
- sufficienti [8]
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