Mamma Kuster va in cielo (1975)
Con Brigitte Mira, Ingrid Caven, Margit Carstensen, Karlheinz Böhm, Gottfried John
La trama
L'opinione più votata
Di kotrab scritta il 02/11/2010 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
Fassbinder dirige con lo scopo di far riflettere un ampio pubblico con stile chiaro e non troppo invadente (il che non vuol dire sia sciatto), la storia narrata con linearità è anche trattata con una aderenza diretta, concreta e sincera dell'immagine e della sua costruzione: essenzialità che guarda alla eloquenza delle inquadrature e dei "silenziosi" movimenti di macchina o del montaggio (come nel comizio del partito comunista).
Regista e spettatore compartecipano nei confronti della protagonista mamma Kuster (una ancora formidabile B. Mira, così forte e pura nei suoi modi dimessi e umili): ella è l'unica giusta, l'unica che rivendica il rispetto per la memoria del marito, certo colpevole, ma non pazzo mostro sanguinario, il rispetto per la vita sua e dei familiari, che d'altronde non disdegnano di approfittare della "pubblicità" (la figlia Corinna di I. Caven). Mamma Kuster però non è perfetta, anche lei sbaglia, è la vittima sfruttata dall'altro, soprattutto giornalisti sciacalli ([G. John] con la differenza che i veri sciacalli sono utili alla pulizia, servono all'equilibrio naturale, mentre questi consumano il fatto e sconciano la vita privata per scopi di carriera e millantata informazione: la storia è sempre questa, ma non fa mai male ricordarla per mezzo dell'arte, dato che il meccanismo mediatico va per la sua strada affamato anche della sua stessa, blanda, constatazione critica, cannibalizzandosi) e politici in preda all'ideologia (da salotto o violenta:... [K. Bohm, M. Carstensen, Matthias Fuchs]). Un'eccezione parziale potrebbe essere il figlio Ernst (Armin Meier, amante suicida di RWF), ma anch'egli è influenzato dalla moglie egoista (Irm Hermann).
Le peripezie patetiche di mamma Kuster sfociano in un finale dapprima tragico, poi ironico, poi del tutto tragicomico nell'ultimo fermoimmagine con la faccia desolata e smarrita della povera donna in balia di forze più grandi di lei mentre scorrono didascalie (questo che ho visto è uno dei due finali del film).
La conferma che Fassbinder (come P. P. Pasolini e pochi altri) dovrebbe (deve) essere fatto conoscere nelle scuole anche oggi, trasmesso in televisione (paradossalmente?), capito e assimilato per formare una coscienza critica ed equilibrata e poter iniziare anche solo in parte a capire se stessi e gli altri. 8
2 novembre 2010 Opinione di kotrab su "Mamma Kuster va in cielo"
Col dramma proletario Mamma Kuster va in cielo (o Il viaggio in cielo di mamma Kuster, titolo forse ironico oltre che derivato da un classico film muto di Piel Jutzi) R. W. Fassbinder torna all'assalto, fa un altro film scomodo che scatena lamentele e contrattacchi (la proiezione al Festival di Berlino del 7 luglio 1975 venne interrotta). Le cause sono la franchezza e la semplicità dell'approccio nei confronti dello sfruttamento ideologico, la critica, chiara negli intenti...
voto al film: 
24 luglio 2009 Opinione di mm40 su "Mamma Kuster va in cielo"
Un lavoro che mira direttamente alla questione politica di quegli anni, riferita qui alla Germania come contesto del film, ma diffusa in tutta Europa e anche, pur meno sentita, oltre oceano. Si tratta di una sorta di pamphlet piuttosto chiaro, che critica palesemente i mezzi di comunicazione per il loro sensazionalismo (e l'approssimazione con cui diffondono le notizie) e la lotta politica della sinistra estrema, che vive fondamentalmente fuori dalla concreta realtà, sguazzando in...
voto al film: 
14 ottobre 2008 Opinione di joseba su "Mamma Kuster va in cielo"
Tra i film più dichiaratamente politici di Fassbinder, "Mutter Küsters Fahrt zum Himmel" è un manifesto di ambiguità e ferocia ideologica: il drammatico gesto del pacifico operaio che per un ventilato licenziamento di massa accoppa il vicedirettore della fabbrica di saponette e poi si suicida viene sciacallato da chiunque: giornalisti senza scrupoli, familiari in cerca di fama e formazioni politiche intra ed extraparlamentari fanno a gara per accaparrarsi i diritti di sfruttamento della...
voto al film: 
4 settembre 2008 Opinione di sasso67 su "Mamma Kuster va in cielo"
Uno dei "melodrammi sociali" di Fassbinder, un regista morto a soli 37 anni, dopo avere lasciato una quantità impressionante di film, tutti di qualità medio-alta, e con il merito di avere, con il complesso della sua opera, contribuito a svecchiare in maniera radicale il cinema tedesco. Mamma Küster è comunque un melodramma, ma nel quale è completamente raffreddata e stilizzata la componente sirkiana, che il regista aveva portato al suo estremo l'anno precedente con "Martha". Qui abbiamo...
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